Poste. Dell’Orco (M5S): “Privatizzazione mette a rischio servizio e posti di lavoro anche in Emilia Romagna”

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Poste. Dell’Orco (M5S):  “Privatizzazione mette a rischio servizio e posti di lavoro anche in Emilia Romagna”
“Disgusto per assunzione di Alfano jr” 
 

“Mentre il Governo svende e privatizza Poste è quasi disgustoso scoprire dalle intercettazioni la vicenda dell’assunzione di Alfano jr nella società controllata da Poste Italiane per uno stipendio pari a 160mila”. Lo dichiara Michele Dell’Orco, deputato della commissione Trasporti in merito al decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri cessione di un altro 29,7% del capitale, unico pacchetto di azioni del gruppo rimasto direttamente nelle mani del Governo, dopo la cessione del 35,3% del capitale dello scorso ottobre, che ha consentito al ministero dell’Economia di incassare 3.058 milioni. Il decreto è all’esame delle commissioni competenti per il previsto parere.

“Così Poste Italiane non sarà più dello Stato Italiano -spiega il parlamentare-  la maggioranza, il 65%, sarà di proprietà di soggetti privati. Questa operazione mette a rischio migliaia posti di lavoro, competenze, tecnologie, 500 miliardi l’anno di risparmi dei cittadini e la stessa coesione sociale e territoriale del Paese. La mia solidarietà va a tutti quei lavoratori di Poste che, in Emilia Romagna e in tutta Italia, hanno scioperato il 27 giugno scorso  contro questa assurda manovra”. “Condivido la loro preoccupazione –commenta Dell’Orco- e non posso che esprimere perplessità per un’operazione che non solo mette a rischio i lavoratori ma non serve neppure ai cittadini perché non è destinata a migliorare il servizio ma è solo un’operazione finanziaria, fatta per fare cassa e che rischia anche di non produrre gli effetti promessi sulla riduzione del debito pubblico”.

 

“Il servizio –dichiara il pentastellato- rischia anzi di peggiorare, come abbiamo già visto con le recenti operazioni aziendali tipiche di una società privata che privilegiano il più remunerativo settore finanziario di Poste rispetto a quello storico e più propriamente postale legato alle spedizioni e alle consegne di pacchi e missive.  Vorrei ricordare ad esempio la chiusura di tante filiali nelle aree meno di mercato del Paese come i piccoli Comune e le aree montane e la consegna della posta a giorni alterni che riguarda il 25% dei cittadini tagliandoli fuori dal servizio universale”.

 

Conclude il deputato: “Esprimeremo in Commissione tutti i nostri dubbi su questa svendita del nostro patrimonio industriale senza alcun beneficio per i cittadini, anche per capire se il Governo Renzi sarà più interessato a salvaguardare il posto del fratello di Alfano o quello di migliaia di italiani”.

 

——–

Cittadino Deputato

Movimento 5 Stelle

 

 

 

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