Posare il fiasco, n. 2

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""...assistiamo a incredibili lungaggini, su episodi per noi comuni mortali del tutto irrisori, come l’episodio del tappino di pneumatico, per il quale si deve procedere d’ufficio, in quanto l’auto e il tappino coprivalvola erano beni esposti alla fede pubblica si tratta perciò non di semplice furto, ma di furto aggravato
art. di A.Z.

 

Come ho scritto nel primo  Posare il fiasco, scherzosamente si invita qualcuno a posare il fiasco quando sta dicendo qualche sciocchezza o straparla; sicuramente con molta minore voglia di scherzare, si dice posa il fiasco a chi, giudice, politico, giornalista, etc, dall’alto del suo ruolo, fa affermazioni altamente opinabili, o impossibili, o false.

Purtroppo, la cronaca di questi giorni, nutrita di tragedie, di episodi a metà tra il gossip di bassa lega e il codice penale, nonché di reati, per  gravità e ferocia difficili da definire, ci porta,  sempre senza voglia di scherzare, ad esortare qualcuno a posare il metaforico fiasco di metaforico vino.

Normalmente si ricorre all’italiota  “tengo famiglia” per non prendere posizione, per non dispiacere i potenti, per evitare guai grandi e piccoli…Anch’io tengo famiglia, ma mi sembra ingiusto, se non si dicono falsità, se non si offende nessuno, se non si calunnia o diffama nessuno, dover tacere, anche di fronte a cose che lasciano senza parole.

Vorrei capire, ecco, non voglio criticare sterilmente, voglio capire, ad esempio perché malmenare e maltrattare una moglie non pusillanime e non succuba non è reato.(La Cassazione – con la sentenza 25138) come non fossero sufficienti i casi, anche gravissimi come ci informa la cronaca, di violenza nei confronti delle donne, forti o deboli che siano.

Vorrei capire perché, (per la Cassazione, – con la  sentenza 24510) insultare via mail non è reato, quando attraverso questo mezzo si possono ferire, offendere, diffamare, le persone, e, soprattutto, quando la Cassazione stessa giudica la  diffamazione un reato istantaneo che riguarda la diffusione e comunicazione, a una o  più persone, di notizie lesive della reputazione di qualcuno e punisce la fattispecie delittuosa per tutelare e difendere  il diritto  all’integrità morale della persona ed alla sua reputazione, intesa come stima diffusa nell’ambiente sociale ed altrui opinione sul suo onore e sul suo decoro.

Una contraddizione quindi, che fa pensare, come per molti altri casi, a leggi confuse, a leggi contraddittorie  all’interno dello stesso articolo, a leggi da rivedere.

E, di contraltare, assistiamo a incredibili lungaggini, su episodi per noi comuni mortali del tutto irrisori, come l’episodio del  tappino di pneumatico sottratto per dispetto, per il quale si deve procedere d’ufficio, non è necessaria la querela, in quanto   l’auto e il tappino coprivalvola erano «beni esposti alla fede pubblica», si tratta perciò non di «semplice» furto, ma di furto aggravato; che ci sia o no denuncia del derubato non importa: il reato è perseguibile d’ufficio. Ora, forse, è necessario rivedere certe leggi, ripulire da contraddizioni incredibili il codice, è necessario lasciare il minimo spazio possibile a certi magistrati per l’interpretazione della  norma,scrivendo, o meglio riscrivendo, senza fumoserie le leggi, dando precisazioni dirette, se possibile evitando quei risibili arzigogoli pericolosi, incredibili, sempre per noi comuni cittadini, “reato punito con la pena della reclusione non inferiore nel minimo, non superiore nel massimo”…o i permessi premio, o gli sconti di pena, o le attenuanti generiche, i patteggiamenti, i riti abbreviati… sembrano delle prese in giro, sembrano delle scorciatoie per i delinquenti, sembrano degli insulti alla giustizia…quando poi, come si è visto, la Legge, con la lettera maiuscola, viene fatta rispettare in modo assoluto per inezie.

E, infine, vorremmo non sentire più di episodi come quello di Montalto di Castro, dove una ragazzina di quindici anni, violentata da otto suoi concittadini, anch’essi minorenni, subisce la violenza, ancora più ingiusta, di essere definita “una poco di buono” per alleggerire o annullare del tutto le colpe dei suoi vili aggressori…difesi da tutto il paese, persino con una pubblica manifestazione e con uno stanziamento di 40.000 euro di denaro pubblico, per la loro difesa. Ma non era abbastanza, il linciaggio morale  prosegue, fino a quell’insultante «Lei s’è inventata tutto» che dà la stura agli aneddoti, su di lei, assolvendo i suoi violentatori.

Questo mondo, francamente, non è soltanto ubriaco.

E’ orribilmente crudele e stupido

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