Porta Aperta, un mondo parallelo.

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La cronaca. Giovedì 29 gennaio ’09 c’è stato un primo incontro presso il Centro di Accoglienza “”Madonna del Murazzo””, chiesa di San Cataldo, Modena, di un percorso di formazione di volontari per l’associazione di carità PORTA APERTA, il centro di accoglienza della Caritas Diocesana modenese che dal 1978 opera a favore dei poveri e dei BISOGNOSI. Il corso è realizzato in collaborazione con Il Centro di Servizi per il Volontariato: per informazioni tel. 059/827870, e-mail info@porta-aperta.org.

Quì cinque medici volontari hanno visitato e curato nell’ambulatorio della struttura, solo nel corso dei primi dieci mesi del 2008, circa 1570 pazienti. Questi medici aderiscono al manifesto di Padova, siglato nel novembre del 2007 dalla federazione nazionale medici che ha adottato il principio del diritto alla cura agli immigrati indipendentemente dalla loro regolarizzazione giuridica. Circa due terzi dei pazienti curati, per ammissione di Porta Aperta ( vedi articolo su L’Informazione del 23 novembre2008 a pag. 12 ) erano clandestini provenienti dal nord e centro Africa. Per almeno 23 di loro sono state riscontrate malattie infettive come tubercolosi e aids: i più gravi sono stati indirizzati da Porta Aperta alle strutture sanitarie, grazie alla convenzione con la Ausl di Modena. E’ chiaro che oltre alle cure mediche di base tutti questi irregolari indistintamente  ricevono aiuti economici, viveri e abiti perlomeno, sempre pagati con soldi Caritas, ovvero nostri! E mentre il Governo non riesce a raccapezzarsi di quanti ne entrino e da dove provengano questi sans papieres, c’è chi li organizza, li orienta, li protegge, li sfama, li cura, li ricovera in nome della carità cristiana. Un’opera di carità, certo, ma anche indirettamente un incitamento all’immigrazione irregolare, un messaggio perfettamente recepito a migliaia di chilometri di distanza…. Io ho incontrati un paio di questi migranti, questa estate mentre giravo in bici nella zona: mi fermavano gentilmente e chiedevano informazioni mostrando una cartina prestampata con zona Tempio e Porta Aperta di san Cataldo( le sole parole che conoscevano ), costoro dicevo, uscendo dai centri di prima accoglienza del Sud o semplicemente sbarcando al Marconi a Bologna ( se non lo sapete, solo il 5% arriva via mare, il resto comodamente in aereo, nave e treno, leggere Panorama per credere..così vi farete un’idea delle cifre reali, altroché i due-trecento al giorno…) arrivano, dicevo, a Modena con l’indirizzo in tasca e i contatti già pronti. Altrochè smarriti! Smarriti saremo presto noi che non sappiamo come affrontare il problema alla radice! Qui c’è tutta una società parallela, quella della Caritas e degli sfruttatori di mano d’opera non qualificata, che in pratica rema contro il paese. Ora l’Associazione Caritas di Porta Aperta è fortemente preoccupata perchè c’è una proposta di legge del nostro governo che priverebbe del diritto alla salute chi è in difficoltà per motivi economici o sociali ( è in discussione !!) , mentre i medici che prestano cure agli irregolari avrebbero l’obbligo di segnalare alle autorità competenti lo stato di clandestinità dei loro assistiti. Presso Porta Aperta si visitano dalle dieci alle quindici persone  ogni giorno, persone che non possono accedere al servizio sanitario nazionale perchè privi di permesso di soggiorno: ciò non gli impedisce, come dicevo pocanzi, di finire ricoverati nelle strutture pubbliche qualora affetti da gravi malattie infettive: una bella contraddizione! Scommetto che questi buoni samaritani con il saio e con il camice e La Caritas, non faticheranno a trovare volontari da addestrare a questo caritatevole servizio tra la società civile. Vorrei fosse altrettanto facile, come nel mondo parallelo del volontariato, trovare nella nostra realtà cultori e difensori della legge e dell’ordine altrettanto motivati.

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