Pornoromanticismi

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La scrittrice e blogger Carolina Cutolo ha pubblicato da qualche mese ""Pornoromantica"" con la Fazi editore. Il suo libro suscita molto interesse e potrebbe divenire l´icona di una nuova dimensione del sesso appassionato vissuto con grande trasporto sentimentale. La abbiamo intervistata per voi.

Trentatreenne, romana, laureata in sociologia , Carolina Cutolo è la profeta del “”pornoromanticismo””,  movimento cultural-sentimentale che combina l´assoluto trasporto del corpo con quello del sentimento. Una koiné tra spirito e materia che pone le basi per un´ulteriore evoluzione della liberazione sessuale. Con un linguaggio forte ed esplicito e con un´ironia travolgente, la Cutolo nel suo libro affronta il sesso in un turbine di emozioni. Pornoromantica ha già venduto 30 mila copie e la sua autrice tra le diverse apparizioni su televisioni nazionali sta conducendo un tour di presentazione in tutta Italia.

Il termine ‘Pornoromantica’ se non sbaglio lo hai coniato tu stessa descrivendo al tuo ragazzo il sentimento che provavi per lui in quel momento, puoi descrivere anche a noi quel trasporto?

Era una gioia, una liberazione. Dopo anni e anni di fiero (e spesso ottuso) integralismo romantico, la diga di biglietti di San Valentino è crollata, e il romanticismo e l´espressione sessuale si sono fusi in una soluzione micidiale, meravigliosa. Questo quello che provavo, in seguito sul blog la questione si è andata delineando meglio: la parte romantica non è quella dell´amore eterno (in cui un vero pornoromantico non crede perché si tratta di una vile e pericolosa menzogna) ma quella dell´emozione e del desiderio per qualcuno che non riusciamo a spiegare, che ci scuote anima e corpo e ci fa perdere il controllo di noi stessi. La parte porno è invece la parte sì erotica, ma anche lucida, che desidera sempre vedere le cose nude e crude, appunto come in un film porno. Le due parti, quando interrelate, si compensano magnificamente: la parte romantica evita, grazie alla lucidità della parte porno, di sfociare in melense proiezioni e aspettative che raramente coincidono con la realtà; la parte porno, grazie all´emotività della parte romantica, evita di essere troppo razionale e fredda, e di costruire a tavolino strategie seduttive o scegliere oggetti del desiderio poco affini alla propria sensibilità. Per concludere basta condire il tutto con una buona dose di ironia e il gioco è fatto.

Secondo alcuni  il tuo libro rappresenta l’ultimo capitolo della liberazione sessuale, cosa ne pensi?

Siamo il paese del “”si fa ma non si dice”” e ne paghiamo il prezzo, ci lasciamo rassicurare da maschere di ruolo senza preoccuparci di chi e perché le ha così ben confezionate in anticipo per noi, e ci preoccupiamo troppo del giudizio degli altri se ci concedessimo di essere quello che siamo. In teoria siamo liberi, ma in pratica viviamo (complici rei anche nel silenzio assenso) immersi e assuefatti all´ipocrisia di facciata che continua ad andare per la maggiore quando si parla pubblicamente di questioni legate al sesso. Se il mio libro contribuisse anche in piccola parte allo scioglimento di questi nodi atavici ne sarei felice, ma non sta a me dirlo.

L’Italia è per molti versi un Paese perbenista e moralista ma allo stesso tempo è la Repubblica delle Veline e degli scandali sessuali legati al mondo dello spettacolo. Una nazione dove ancora oggi si discute se sia il caso di affrontare in modo serio l’educazione sessuale nelle scuole superiori, ma al contempo vi sono una miriade di ragazze disposte a vendere l’anima ma soprattutto il corpo per un wahrloliano quarto d’ora di notorietà. Questa ipocrisia di fondo così diffusa, quanto ha influito nella critica al tuo libro?

Nella critica seria non credo abbia influito. Nella critica di chi ha espresso giudizi negativi senza aver letto il libro probabilmente sì, ma non solo. Purtroppo un altro dei problemi di questo paese è che la televisione ci illude di sapere, di conoscere qualcosa senza aver approfondito la questione. C´è un disegno di legge in attesa di approvazione che prevede l´eliminazione dai vocabolari italiani la parola “”approfondimento””, è per il nostro bene, dicono.

La pornografia che imperversa in particolare su internet e che non sembra mai conoscere crisi, spesso è accusata di essere uno spettacolo artificiale ed irreale ad uso e consumo dell’uomo. Una rappresentazione del sesso che vede il realizzarsi di fantasie maschili, basate sostanzialmente sul desiderio di vedere la donna sottomessa. Secondo te è vero questo oppure le donne hanno desideri in tutto e per tutto uguali a quelli degli uomini?

E’ un dato di fatto che la pornografia è indirizzata a un pubblico quasi esclusivamente maschile. Ed è vero quello che dici sulla figura femminile: la donna nei film porno è una bamboletta completamente asservita a uso e consumo del piacere maschile. Il vero problema secondo me è che questa pantomima distorta dei rapporti sessuali tra uomo o donna è che, formandosi moltissimi adolescenti proprio sulla visione di questi film, il rischio è di farsi un’idea sbagliata basata proprio su questa distorsione. Per questo la protagonista di Pornoromantica fa una proposta allo Stato Italiano, azzardata e improbabile, ma che secondo me fa riflettere: la produzione di film pornografici trasversali al genere di appartenenza dello spettatore perché considerati di interesse formativo e culturale nazionale. Insomma, basta con quest’ipocrisia alla Pilato di uno Stato che fa finta di non vedere e se ne lava le mani! Intervenga invece a fornire alla scuola dell’obbligo gli strumenti idonei a una seria educazione civica erotica e sentimentale!

Secondo te al giorno d’oggi esistono ancora il femminismo e il maschilismo?

Certo. Il femminismo è stato fondamentale ma secondo me ultimamente si ostina a rimanere ingabbiato nei vecchi schemi, ormai inefficaci e anzi deleteri perché prevedibili e deridibili in quanto schemi. Per fortuna esiste anche un altro tipo di femminismo, e molte donne che unendosi stanno intraprendendo strade alternative e utili alle altre donne. Il maschilismo (o machismo) sopravvive a stento aggrappandosi con le unghie a una realtà che gli fornisce sempre meno appigli. Molte donne sono uscite dallo schema preconfezionato della brava ragazza che si fa guidare e proteggere, stanno cercando la loro identità sessuale e sono sempre meno attratte da un uomo che recita un ruolo. Il problema è che questi maschietti, ora che lo schema precedente è fallito, si affannano a trovarne un altro che funzioni, invece di arrendersi alla bellezza dell´imprevedibilità e non programmabilità dell´attrazione tra due persone.

Il libro è profondamente autobiografico, quale è stata la tua esperienza più travolgente ed allo stesso tempo più romantica?

Mi è capitato di fare l´amore con un ragazzo per la prima volta in una stanzone pieno di persone che dormivano. Non è stata un´esperienza selvaggia ma molto forte. Dovevamo fare pianissimo e questo contrarre l´espressione del piacere non faceva che amplificarlo (un po´ come quando sei in classe e proprio perché non puoi ridere ti scappa cento volte di più!). Per non parlare del senso del proibito, assolutamente involontario e proprio per questo potentissimo! Insomma, col tizio in questione ci siamo rivisti il giorno dopo, e il giorno dopo ancora e così via, finché l´attrazione e la magia non si sono trasformate in un grande Amore. Più pornoromantico di così…!

Eros, agape, porné. Tre parole greche che significano amore carnale, amore spirituale, prostituta. Pensi sia possibile unire queste tre componenti nella vita dell’essere umano?

A livello teorico sembrerebbe molto difficile concepire l´idea di amore (carnale o spirituale che sia) connessa alla prostituzione, e cioè in sostanza un affare di natura commerciale. Tuttavia, ed è l´essenza del romanticismo, tra gli ostacoli più insormontabili nascono gli amori più nobili. Due esempi agli antipodi ma sempre validi: Pretty Woman e La Traviata.

 

 

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