Pompiere honoris causa

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""Certi genitori non sono educatori, ma difensori d’ufficio dei loro virgulti, che descrivono come bravi ragazzi, tutti casa e scuola...""art. di A.D.Z.

 

La settimana appena trascorsa ha mostrato al mondo, ancora una volta, il lato oscuro dell’essere umano, quello della violenza sfrenata e della crudeltà irridente e vigliacca.

Ci sono pesanti interrogativi per il futuro della Libia, una nazione che vedrà, o dovrebbe vedere, nella sua futura classe dirigente anche  soggetti come questi,  che hanno fatto  una guerra spietata e senza regole, comportandosi più spesso come assassini, e non come soldati, usando gli stessi terribili metodi usati dall’odiato tiranno che hanno spodestato. Anche se, fino alla “primavera” queste belve erano, ovviamente, impauriti pecoroni.

All’amarezza e alla preoccupazione per ciò che accade in Nordafrica, si unisce l’ansia di tutto il mondo occidentale, in particolare dell’Europa, per una crisi economica di proporzioni enormi, crisi alla quale si aggiungono nel caso dell’Italia anche problemi quasi insostenibili, di ordine pubblico e sicurezza interni. Le immagini e i ricordi di Roma che bruciava, di fiamme e sdegno insieme, sono indimenticabili.

Dopo l’identificazione di alcuni bravi giovani, inizia il balletto di accuse e smentite… ovviamente accuse da parte della Polizia e risibili smentite da parte dei fermati.

D’altra  parte in una nazione il cui  Parlamento avalla  la storiella della prostituta minorenne nipote di Mubarack, perché mai si dovrebbe dubitare del bravo ragazzo che lancia un estintore per spegnere le fiamme che avvolgono un mezzo dei carabinieri.

Dirò di più…le lacrime sbigottite dei genitori, quando il modello di virtù del loro figliolo, o figliola, si rivela essere un violento manifestante, o un black bloc, etc, non mi meravigliano.

Ci sono genitori che non sono educatori, ma difensori d’ufficio dei loro virgulti, che descrivono come “tanto bravi e pacifici, tutti “casa e scuola”, invece di dire “Ma che cosa ti è saltato in mente, che fai, invece di studiare, ti metti a spaccare vetrine, rovesciare auto, incendiare mezzi, ferire persone?”

Nessuna meraviglia…perché,  talvolta, quei ventenni e trentenni, dalla doppia immagine, sono figlie e figlie dei tanti falsi bravi cristiani, degli affaristi senza scrupoli, degli ipocriti moralisti, dei drittoni che evadono il fisco, dei furbi che si compiacciono di schivare gli autovelox, dei galantuomini che portano i predetti virgulti a sostenere esami in sedi compiacenti,  degli ultrasessantenni Viagra-dipendenti,  delle brave mammette di famiglia dalle doppie vite.

Che non si possono permettere di impartire lezioni, né strigliate,  a figli che avrebbero tutto il diritto di apostrofarli con un bel   “Ma tu chi sei, per dirmi quello che devo fare?  oppure “Proprio tu parli?” …”Senti da che pulpito!” e altre carinerie.

Intanto  “er pelliccia”,  (questo il soprannome dell’improvvisato pompiere), ha ritrattato… «Ero venuto a Roma per trovare un mio amico. Ma nel corso della pomeriggio, ho deciso di andare per conto mio. La folla mi ha contagiato. Non conoscevo nessuno dei manifestanti. Non mi ero accorto di aver combinato una sciocchezza».

Ecco, ora non rimane che nominarlo  Vigile del Fuoco onorario e rilasciarlo.

La notizia della settimana è ancora la morte di Gheddafi,con  l’articolo inserito il giorno stesso, Carta moschicida,  e con il nuovo articolo di Alex Scardina, The Truman Show. Così come nel celebre film, anche nei fatti più tragici di questi giorni, la realtà è vissuta in diretta, anche quando è insultante e lesiva della dignità umana.

Nell’articolo intitolato Kyogaku  Claudio Gibertini intervista Nicola Cassanello, creatore di un blog dedicato al Giappone.

E, in occasione della personale fotografica Amare il Mare, Bice intervista Mattia Mascagni, giovane fotografo e ricercatore. Nell’articolo che porta lo stesso titolo, Amare il Mare,  Mattia Mascagni risponde alle nostre domande, descrivendo la mostra, parlandoci del  suo lavoro e schiudendoci un mondo, coinvolgente e misterioso, che va oltre l’immagine.

Il compleanno di Bice è passato senza un articolo di Dante Fontechiari.

Da molte settimane  mancano i suoi scritti e le parole che è solito rivolgermi all’uscita del numero, che mi gratificano e mi incoraggiano.  Rivedere con piacere ieri  un suo commento, fa sperare che torni presto,  a darmi il sostegno morale del suo giudizio autorevole, ma soprattutto  fa sperare che torni   a scrivere, dando a tu
tti noi  lezione di Scienze Politiche e soprattutto di saggezza.

Ti aspettiamo, Dieffe.

Un  ringraziamento particolare a tutti coloro che si sono ricordati di Bice con simpatia e affetto, in questo piccolo grande traguardo raggiunto, sei anni. 

Buona settimana a tutti voi, buona lettura del n. 295

 

A.D.Z.

© Riproduzione Riservata

 

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