Più orti e meno parchi a Modena

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Gli appezzamenti di terreno in città destinati alla coltivazione ed assegnati ai cittadini in pensione sopra ai 55 anni di età sono 1037 e di questi 23 rimangono in attesa di assegnazione.

Le parcelle hanno dimensioni variabili dai 25 ai 50 mq, sono dotate di acqua per l’irrigazione e permettono ai destinatari di ottenere una buona quantità di verdure stagionali per tutto l’anno, un valido aiuto all’economia delle famiglie che hanno la fortuna di avere un anziano operoso ( gli anziani sono una risorsa solo se si danno da fare o se hanno sostanziose pensioni, il resto sono balle ).

In autunno saranno avviati i lavori previsti per la costruzione di una nuova area in via Montefiorino. Con questi dati l’assessore Francesca Maletti del Comune di Modena ha risposto all’interrogazione del consigliere comunale Caldana del gruppo del Partito Democratico in cui richiede un aumento degli orti per aiutare le famiglie degli anziani. Da aree di svago e socializzazione per far fronte ad un nuovo stadio della vita, gli orti si stanno, infatti, trasformando in una possibile, anzi, concreta opportunità per affrontare il carovita, visto il prezzo delle verdure. 

Per le famiglie che scelgono di consumare le verdure esclusivamente di stagione questa è la soluzione migliore: al solo costo dell’acqua usata per irrigare ( per la quale si dovrebbe applicare un prezzo calmierato ) e quello delle sementi l’anziano con il suo lavoro procura per la sua famiglia un prodotto sano e genuino, checché ne dicano i sostenitori della pericolosità delle polveri sottili. Tra l’altro le verdure coltivate negli orti hanno caratteristiche nutrizionali ed organolettiche superiori a quelle prodotte nelle serre e vendute come gemme preziose al mercato.

“”Se in considerazione della situazione economica delle famiglie di anziani nei tavoli della prossima programmazione triennale del Piano del Benessere e della Salute”” commenta Francesca Maletti “”questa amministrazione riterrà che la finalità prevalente degli orti si dovrà trasformare da una risposta a bisogni di socializzazione e di prevenzione ad una funzione di sostegno economico occorrerà rivalutare la programmazione ortiva e rivedere sia i criteri di assegnazione, basati sul reddito, che la convenzione con i Comitati anziani””.

Il commento dell’assessore Maletti lascia ben sperare sulla crescita (spero almeno il raddoppio, si tratterebbe di destinare grosso modo altri quattro- cinque ettari di terreno dissodato.. Esistono altri 4-5 ettari di terreno non edificabile e non destinato a parco, piste ciclabili o piste automobilistiche, microaccampamenti per nomadi, altri Ipercoop ecc..ecc…? ), la rivalutazione della programmazione ortiva si potrà anche discutere ma sono i criteri di assegnazione basati sul reddito che mi preoccupano…Dopo il caso degli alloggi  popolari vogliamo estendere il merito anche agli orti? Sono semplicemente orti per anziani, che a Modena sono decine di migliaia, vogliamo fare le pulci anche ai vecchi? Mi state dicendo che non potrò mai avere in futuro come vicino d’orto il pensionato Benini “”Oro”” oppure l’ex sindaco avvocato Pighi  mentre potrei avere di rimpetto il padre del costruttore meridionale che lavora in nero per milioni e non denuncia una mazza?

E tra vent’anni che succederà, avremo gli orti divisi per etnia ? Come si fa a dividere la popolazione in base al reddito quando il nostro sistema fiscale è simile agli acquedotti del Sud Italia, ovvero un colabrodo ? Per favore, che ogni anziano, al compimento del 55° anno di età o al raggiungimento di quella pensionabile, abbia il diritto a concorrere all’assegnazione! , poi, dato il numero delle parcelle a disposizione ora, effettueremo ( vedrete ! ) le estrazioni di merito con il sistema della tombola ! Almeno, affidandoci alla fortuna, nessuno avrà da recriminare !

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