PILLOLA ABORTIVA, E’ BOOM TRA LE STUDENTESSE. L’ALLARME DELLA FONDAZIONE FORESTA: “SI SOTTOVALUTANO LE CONSEGUENZE”

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La tendenza emerge da un’indagine sul disagio giovanile, i dati sono stati presentati a Padova. Il professor Foresta: “Manca la cultura attorno all’uso della pillola. E statisticamente chi la prende ha diversi comportamenti a rischio”

 

“Il disagio giovanile e la sua prevenzione”, è questo il filone conduttore del convegno organizzato a Padova, presieduto dal professore di Endocrinologia dell’Università di Padova Carlo Foresta e dalla professoressa di Psicologia Clinica dell’Università di Padova Marta Ghisi, durante il quale sono stati presentati i dati di uno studio realizzato su circa millecinquecento studenti di una ventina di scuole superiori, uno studio finalizzato a definire il disagio giovanile, che si concretizza nell’uso di droghe e l’abuso di alcol, ma anche nella consistente frequentazione di siti pornografici o atteggiamenti rischiosi dal punto di vista sessuale. Lo studio inoltre ha messo in luce come le giovani fumino di più, usino più ansiolitici, siano più sottopeso e più fluide sessualmente rispetto ai loro coetanei.

Ma il dato che più ha destato preoccupazione dal punto di vista medico-sanitario è stato quello relativo all’uso della pillola del giorno dopo: una giovane su cinque – esattamente il 21% – ha usato la pillola del giorno dopo. Commenta il professor Foresta: “”Questo è un drammatico indice di mancanza di educazione sessuale””, dice. “”La pillola del giorno dopo, oltre ad essere pericolosa e non sempre efficace, non può e non deve essere considerata un anticoncezionale”. D’altro canto, il trend nazionale è quello della diminuzione degli aborti volontari e all’aumento dell’acquisto di pillole abortive. “Secondo i dati resi noti dal Ministero della Salute – incalza Foresta – nel 2016 mentre il numero di interruzioni volontarie di gravidanza è stato di 84.926 casi, il 3,1% in meno rispetto al 2015, le vendite della “pillola dei 5 giorni dopo”, hanno raggiunto quota 189.589: 145.101 erano le confezioni distribuite nel 2015, 16.797 nel 2014, 11.915 nel 2013 e 7.796 nel 2012. Il rialzo riguarda anche la cosiddetta pillola del giorno dopo, il Levonorgestrel: 214.532 le confezioni vendute nel 2016, 161.888 quelle del 2015”.

Chi fa uso della pillola abortiva è anche più probabile che metta in atto altri comportamenti a rischio. Infatti, le studentesse che hanno utilizzato la pillola del giorno dopo, riferiscono, rispetto alle loro coetanee, una maggiore gamma di comportamenti a rischio. In particolare, tra chi usa la pillola del giorno dopo, nel 54% dei casi fuma abitualmente sigarette, mentre tra chi non la usa la percentuale è del 33,9%. Inoltre,il 56,4% delle studentesse che ha provato sostanze stupefacenti ha anche usato la pillola del giorno dopo. Infine, tra le ragazze che hanno una malattia sessualmente trasmissibile c’è dieci volte di più la possibilità che abbiano usato la pillola rispetto alle coetanee e in media hanno anche cinque volte tanto difficoltà sessuali di vario genere.

In termini di differenze di genere, i maschi riferiscono di avere relazioni meno stabili e una maggiore tendenza ad avere partner multipli (12% per i maschi contro il 4,4% delle femmine). I giovani che hanno partner multipli (rapporti occasionali o più partner), come le ragazze che fanno uso della pillola del giorno dopo, sembrano rappresentare un gruppo particolarmente vulnerabile e a rischio: chi tende ad avere partner multipli è infatti con maggior probabilità anche fumatore, beve di più, assume con più probabilità sostanze stupefacenti, ma anche assume più ansiolitici e antidepressivi rispetto ai single o a chi ha un partner fisso. I giovani con questo stato relazionale sono anche quelli che si collegano con più frequenza ai siti pornografici e hanno con più probabilità rapporti sessuali non protetti. Il comportamento relazionale e sessuale potrebbe essere un importante indicatore del disagio giovanile tanto nelle femmine quanto nei maschi, dunque un aspetto cui porre sempre più attenzione.

 

Ufficio Stampa Velvet Media / press@velvetmedia.it

 

LO STUDIO L’indagine è stata svolta su 1.426 studenti dell’età compresa tra i 18 e i 21 anni che frequentano i 19 istituti superiori di Padova e provincia. Tra di loro 825 sono i maschi e 601 le donne. L’età media dei loro genitori è compresa tra i 49 anni delle madri e i 52 dei padri. Un’indagine realizzata dal professor Carlo Foresta, presidente della Fondazione Foresta Onlus; i responsabili scientifici per la parte psicologica sono Luca Flesia e Francesca Cavalieri. Hanno partecipato anche gli psicologi Stefano Angelini, Enrico Tonon; i medici Umberto Valente, Nicola Cacco, Antonio Anastasia; Davide Daloisio e Patrizio Giannini. Hanno collaborato Marta Ghisi e Gioia Bottesi del dipartimento di Psicologia generale dell’università degli Studi di Padova.

 

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