Picconi e bombolette

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Ci sono persone che, per tutta la vita, con sacrificio si guadagnano il pane quotidiano, usando il piccone nel duro lavoro di muratore, di agricoltore, di minatore e c'è chi, sempre con lo stesso innocente strumento, in una tristissima alba milanese, uccide tre passanti, straziati  a colpi di piccone, appunto. Siamo circondati, nella nostra vita, da oggetti e materiali utilissimi e indispensabili, potenzialmente pericolosi, tuttavia, come cacciaviti, punteruoli, martelli...che, in mano a delinquenti, assassini, incoscienti e miserabili di ogni specie...diventano strumenti di morte. E' quantomeno da sprovveduti individuare la colpa negli strumenti e non in chi li ha usati.

 


Di tutte le sterili discussioni seguite alla tragedia consumatasi nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, in provincia di Ancona,  una delle più squallide è quella sulla liceità dello spray urticante. Chiaramente, del  tutto disinteressato alle vittime, se non in funzione dell’attacco all’avversario politico, c’è chi ha pensato bene di addossare alla Destra, che “”sdoganò lo spray urticante”” , la responsabilità morale di queste morti, terribili e ingiuste, soprattutto assurde ed evitabili. Sei persone, quattro ragazzini e una giovane madre, hanno perso la vita, travolte nel fuggi fuggi generale, dopo che qualcuno aveva azionato la bomboletta con lo spray urticante.

Disquisire sulla liceità di un mezzo come il cosiddetto “”spray al peperoncino”” poco m’importa; la verità è che vorrei vivere in una società nella quale la borsa di una donna contenga solo le mille indispensabili  cianfrusaglie  femminili e non una bomboletta per potersi difendere in caso di aggressione. O, almeno,  per tentare di difendersi.

Il termine “”sciacalli”” è stato abbondantemente usato, per coloro i quali colgono ghiottamente al volo l’occasione per fare politica anche su una tragedia come  quella avvenuta nella discoteca di Corinaldo; non lo userò pertanto, benchè sia il più adatto  e sia anche il primo cui costoro  fanno pensare. A parte questo, comunque li sia chiami, si può facilmente aver ragione di essi, ridicolizzandoli, in quanto individuano nello strumento e non nella persona che l’ha usato, la colpa.
Ci sono persone che per tutta la vita, faticosamente e con sacrifico si guadagnano il pane quotidiano,  usando il piccone nel duro lavoro di muratore, di agricoltore, di minatore … e c’è chi, come il ghanese Adam kabobo , sempre con lo stesso innocente strumento, in una fredda mattina milanese, in zona Niguarda, uccide tre passanti, straziati  a colpi di piccone, appunto. Un arnese da lavoro di libera vendita, il piccone, così come è di libera vendita il classico coltellino svizzero, un piccolo coltello dalla lama ripiegabile, dotato di molti altri attrezzi, quali forbici, pinzette, apribottiglie e cacciaviti, tutti a scomparsa, ripiegati all’interno del manico ed estratti al bisogno. Un utile strumento multifunzione che può comprare chiunque che è stato però usato da Roberto G. di diciassette anni, anzichè per  innocue necessità, per tagliare la gola  all’ex fidanzatina Monica di appena sedici,nell’intervallo delle lezioni nell’Istituto magistrale Erasmo da Rotterdam di Sesto San Giovanni che entrambi frequentavano. E’ entrato nella triste leggenda poi il cacciavite usato in una lite fra automobilisti per un sorpasso, primo di una lunga serie di “”regolamento di conti”” per un parcheggio,  per  sgarbi e dispettucci fra utenti della strada … Sono solo alcuni, fra gli innumerevoli esempi di strumenti qualsiasi, studiati per lavorare o per innocenti altri scopi, usati, invece, per uccidere.Siamo circondati, nella nostra vita, in ambiente domestico, negli uffici, in altri ambienti di lavoro, di oggetti e materiali  utilissimi e indispensabili ma potenzialmente pericolosi, come cacciaviti, punteruoli, martelli … che, in mano a delinquenti, assassini, incoscienti e miserabili di ogni specie… diventano strumenti di morte. Non si può impedire che vengano venduti nè si può  impedire il loro uso improprio. Questo è impossibile. Si dovrebbe, almeno, avere la possibilità di punire in modo esemplare, senza insultanti sconti di pena, i colpevoli. Cosa che le normative attuali non sempre garantiscono, vedi impunità dei minori, (capaci di efferati delitti  da “”maggiorenni…) vedi patteggiamenti, permessi premio, regime di semilibertà…

Una sola certezza: quello che manca, è il rispetto della vita altrui, quello che sarà impossibile imporre o regolare con una legge.

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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

Picconi e bombolette

di A.D.Z.

Una pensata di bassa Lega

di Alberto Venturi

Siamo al culto della personalità, siamo, siamo alle liste di proscrizione, siamo a ‘dagli all’untore’ per sviare dalla mancanza di risultati di questo governo del dire, che ora delega a Conti di trattare in Europa per non essere Salvini e Di Maio coinvolti nel dietrofront a cui saranno costretti.

Lo “”Schema Zarossi””

di Eugenio Benetazzo

Gli italiani (veneziani e fiorentini per la precisione) hanno inventato la contabilità e le banche di deposito ancora in epoca medioevale, e proprio ad un nostro connazionale è attribuita la genesi di una delle più tipiche truffe finanziarie note al mondo intero.

Lettera aperta al presidente dell’Ordine dei medici

di Roberto Gallo

In Italia meno di un terzo di coloro che si iscrivono raggiungono la laurea e non per ragioni legate ai test. Ovviamente non nascondo le oggettive difficoltà dei primi due anni, con migliaia di iscritti, ma non si può scaricare sugli studenti e le famiglie l’incapacità dello Stato di garantire il diritto costituzionale allo studio.

Sì alla TAV

di Giorgio Maria Cambiè

La sua realizzazione è relativamente semplice: è in pianura e richiede solo pochi brevi tunnel. I 5 Stelle, capitanati dal ministro Toninelli, vorrebbero bloccare i cantieri di questa tratta che il governo precedente aveva già approvato con lo studio definitivo e un finanziamento di 1 miliardo e 645 milioni. Ciò sarebbe un gravissimo attentato allo sviluppo di tutto il Nord. La linea Lione-Trieste costituisce la direttrice meridionale del collegamento fra il Portogallo e l’est-Europa che a Verona incrocia l’altra direttrice europea che va da Helsinki fino a Malta.

< p style="text-align:justify"">Auguro a tutti buona settimana e buona lettura del n. 633 – 317.

 

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