Piccoli comuni, Vaccari: Rilancio dell’Italia della Green Economy

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Piccoli comuni, Vaccari: Rilancio dell’Italia della Green Economy

Nota del senatore Pd modenese Vaccari in merito al disegno di legge sui piccoli comuni

 

 

La legge interesserà 5585 piccoli Comuni italiani inferiori ai 5.000 abitanti, tra i quali 140 si trovano nella nostra Regione di cui 16 sono in Provincia di Modena: Bastiglia, Camposanto, Fanano, Fiumalbo, Frassinoro, Guiglia, Lama Mocogno, Montecreto, Palagano, Pievepelago, Zocca, Sestola, San Possidonio, Riolunato, Prignano, Polinago.

 

 

“”Il disegno di legge sui piccoli comuni che il Senato si appresta oggi a licenziare definitivamente pressochè all’unanimità è un’iniziativa parlamentare del collega deputato Pd Realacci, approvata all’unanimità dalla Camera e finalizzata allo sviluppo sostenibile e al rilancio dei 5.585 comuni italiani con meno di 5 mila abitanti, il 57 per cento del territorio italiano in cui vivono oltre 10 milioni di italiani. E’ quella ‘area interna’ della Penisola in cui sono anche insediate circa 400 mila imprese agricole e in cui si produce oltre la metà del patrimonio agroalimentare che ha reso celebre il made in Italy nel mondo. Il ddl risolve le principali difficoltà di queste piccole realtà amministrative, garantendo l’accesso ai servizi per contrastare lo spopolamento e interventi in materia di ambiente, protezione civile, istruzione, sanità, servizi socio-assistenziali, trasporti, viabilità, servizi postali””. Lo dice il senatore del Pd Stefano Vaccari, capogruppo del Pd nella Commissione Ambiente e relatore al ddl sui piccoli comuni, che è intervenuto nell’Aula.
“”Il disegno – prosegue Vaccari – istituisce un Fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli Comuni, con una dotazione di 10 milioni di euro per l’anno 2017, e 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2023. I piccoli comuni, derivanti anche dalla fusione di municipalità con meno di 5 mila abitanti, potranno riqualificare i propri centri storici, individuando aree di particolare pregio in cui indirizzare interventi integrati pubblico-privati. Potranno istituire centri multifunzionali per i servizi, anche stipulando convenzioni per i servizi postali e i trasporti. Potranno puntare alla banda ultra-larga e promuovere mercati di prodotti locali. Il piano dell’istruzione per le aree montane e rurali dovrà inoltre ‘mettere in rete’ gli istituti scolastici per la progressiva digilitazzione dell’istruzione. Si tratta di nuove opportunità per 140 comuni in Emilia Romagna di cui 16 nella nostra Provincia, che potranno finalmente avviare politiche concrete e innovative. Sarà più semplice recuperare i centri storici in abbandono o a rischio spopolamento, riconvertirli in alberghi diffusi, fare opere di manutenzione del territorio con priorità alla tutela dell’ambiente, per la messa in sicurezza di strade e scuole, per l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico e promuovere interventi in favore dei cittadini residenti e delle attività produttive insediate nei centri minori. I piccoli Comuni potranno anche acquisire case cantoniere e tratti di ferrovie dismesse da rendere disponibili per attività di protezione civile, volontariato, promozione dei prodotti tipici locali e turismo.”” 
In Senato sono stati inoltre approvati assieme alla legge importanti ordini del giorno che impegnano il governo sulla distribuzione facilitata dei farmaci, la possibilità che le farmacie eroghino altri servizi, nonché l’estensione degli interventi per i centri storici anche al rimboschimento  e al contrasto del dissesto idrogeologico, grazie alla stipula di convenzioni e contratti di appalto con gli imprenditori agricolo-forestali del territorio.

 

 

 

 

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