Petra, l’Antiquariato in giardino

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Grande successo per l’edizione 2017. Intervista ad Augusto Bulgarelli, papa’ della manifestazione.

Altre straordinarie immagini in calce all’articolo


Non stiamo parlando dell’antica città del regno di Giordania patrimonio dell’Unesco e definita una delle sette meraviglie del mondo moderno, ma della mostra che ormai da diversi anni si abbina a Modenantiquaria e che è unica nel suo genere sia in Italia sia all’estero. Chi visita Petra non può non rimanere affascinato dagli oggetti che stillano storia. Un’antica cancellata che si apriva al passaggio di carrozze riccamente decorate, un imponente camino con i rispettivi alari, una caratteristica pavimentazione e tanto altro ancora. Oggetti destinati a un lento ma inesorabile declino oltre alla loro distruzione ma che, grazie ad abili restauratori e arredatori, trovano una nuova collocazione e una nuova vita. Grazie anche ai collezionisti del bello che sanno valorizzare un oggetto al fine di dare un tocco in più di stile a un parco, un giardino o alla dependance di un’abitazione principale, ma anche solo per arredare con fine gusto una casa di campagna. Per conoscere com’è nata questa mostra lo abbiamo chiesto al curatore Augusto Bulgarelli che l’ha tenuta a battesimo dal 1993.

Bulgarelli, com’è nata l’idea della manifestazione?

– L’idea è nata dalla Studio Lobo che stava portando avanti un’esposizione di mobili moderni che si chiamava Moderno d’Autore e che era nata dopo pochi anni da Modenantiquaria, quando si era trasferita nella nuova sede. Così, dalle ceneri di questo esperimento, nasce Petra, manifestazione unica in Italia e all’estero, dedicata a parchi e giardini con una particolare attenzione per quello che si può definire l’abitazione di campagna, per gli amanti del bello. Devo raccontare un aneddoto sulla sua nascita. Infatti, mi sono anche ispirato a un’asta di Sotheby’s, dove erano stati posti in vendita degli arredi da giardino prevalentemente provenienti dal mondo anglosassone e che avevano realizzato delle cifre importanti, quindi da giustificare l’idea di creare un evento nuovo in Italia- .

Siamo in un momento di crisi economica, voi, però, mi sembrate soddisfatti di questa edizione del 2017?

In effetti, è così. Questa edizione è stata positiva. Sono molto soddisfatto sia per l’afflusso di persone, sia per la qualità degli espositori che alla fine hanno espresso la loro soddisfazione anche per il risultato economico raggiunto, in netta controtendenza nei confronti degli anni precedenti. Questo è motivo di soddisfazione e mi sprona a investire di più per rilanciare questo segmento. Entrando nel dettaglio sono state vendute, pietre, colonne, portali, fontane e statue. Inoltre ho rivisto con grande piacere il ritorno di vecchi visitatori e clienti che hanno fatto, in passato ma soprattutto ora, ottimi acquisti- .

Un bel segnale per questa Italia che non sembra volere rialzarsi dalla crisi in cui è precipitata. Fa piacere che ci sia un settore che non è in recessione?

– Il settore in teoria non conosce crisi, ma sia l’antiquariato da esterno quanto l’antiquariato in generale, ha subito, soprattutto da noi, il crollo di quello che si chiama il mercato dell’edilizia. Per essere più chiari con il lettore spieghiamo che dieci anni fa, il parco valeva di più della stessa abitazione. Per tanto, compreso l’arredamento, era ampiamente ripagato dall’incremento dell’immobile. Oggi, purtroppo, non è più così e negli ultimi anni si è addirittura favorita l’alienazione della seconda o terza casa, mettendo sul mercato un’offerta di beni tali da creare una proposta superiore all’offerta. Contemporaneamente, con il crollo dei prezzi immobiliari altre persone hanno potuto riavvicinarsi all’acquisto, come dimostra l’aumento dei rogiti negli ultimi sei mesi- .

Mi può dire qual è stato l’oggetto, il fiore all’occhiello, di questa edizione?

– Sicuramente è stata una casa sull’albero. Una costruzione di legno risalente al ‘700, realizzata artigianalmente dai maestri del legno e montata sopra un tronco di cedro che mi è stato detto ha più di 1000 anni e proviene dalla Romania. Aggiungo che è stata la più fotografata, e alla fine anche venduta- .

Quindi, un settore in crescita, ma in un certo senso soggetto a delle limitazioni che riguardano il nostro patrimonio artistico?

In Francia, si può smontare pietra su pietra un castello e rimontarlo in Italia. Al contrario, da noi il patrimonio artistico e architettonico è sottoposto a una tutela che ne limita il commercio. Come conseguenza, solo una piccola parte può essere alienata e, un’ancora minore, può uscire dai confini

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