Petizione al Presidente del Consiglio

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Il Natale ha la capacità di sciogliere anche i cuori più temprati. Incredibile ma vero: anche Ugolino approfitta per scrivere una sua letterina di Natale

Esimio Presidente, mi permetta di importunarLa per una richiesta che, forse, Le apparirà non proprio di primaria importanza.

Con tutti i problemi che ha sul tavolo (la provvidenziale e inderogabile ricostruzione dell’apparato statale che dovrebbe amministrare la giustizia, il federalismo fiscale, la scuola con quel che ne consegue, solo per citarne alcuni), mi presento io con questa mia questioncella. Però, La prego, non mi mandi a quel paese: si tratta di cosa di poco conto, di rapidissima e facilissima applicazione, e sottrarrà pochissimo del Suo prezioso tempo. Inoltre, esaudendo questa mia richiesta, otterrà almeno tre meriti agli occhi degli Italiani.

Essi percepiscono, anzi, noi percepiamo, perché mi ci metto anch’io, il canone Rai come un balzello, o, se preferisce, come un’ignobile tangente mascherata da tributo obbligatorio, tanto insensata quanto destituita di un qualsivoglia fondamento giuridicamente equo. Per questo gli Italiani plaudiranno l’abolizione del balzello apprezzando questo dono natalizio molto di più della “social card”, e questo sarà il primo merito.

Il secondo merito concerne la giustizia (quella vera s’intende, non quella adulterata dell’apparato statale di cui sopra): è un fatto assodato che, mentre una parte degli Italiani, nonostante il disgusto che prova, sottostà alla gabella e la paga puntualmente ogni anno, vi è un’altra congrua parte, più furbetta, che non l’ha mai pagata e non la pagherà mai. E questo, vorrà convenirne, non è molto giusto, anzi, non lo è per nulla.

Il terzo merito è di pertinenza del prodotto: sì perché in cambio del balzello o della gabella che dir si voglia, ci vengono propinati prodotti che spesso (non sempre, è vero, ma molto spesso), sono di infima levatura: anzi, per dirla come va detta, sono prodotti abietti, meschini e ripugnanti. La nostra speranza, il nostro desiderio è che codesti prodotti, venendo a mancare la tangente mascherata da tributo, finiscano dove meritano di stare: dans la poubelle, direbbero i Francesi, ovvero nella spazzatura.

Ci faccia questo dono natalizio, Presidente, ci liberi dal “canone”. L’Italia intera, mi creda, avrà per Lei eterna riconoscenza.

Ci sarà sicuramente qualcuno che raglierà, appellandosi alla solita fanfaronata del “conflitto di interessi”, ma so che Lei non se ne curerà, e farà bene. Del resto sarebbe sufficiente spiegare agli Italiani che, semmai, si potrebbe configurare l’ombra del famigerato “conflitto” nel caso in cui li si obbligasse a pagare un “canone” a favore delle reti Mediaset, non rimuovendo un tributo obbligatorio palesemente iniquo e ingiustificabile.

Quanto alla Rai ed ai suoi appartenenti, quelli fra loro che sono corretti e professionalmente capaci non avranno nulla da temere: continueranno ad avere meritatamente il loro seguito di telespettatori, il successo mediatico e tutto ciò che ne deriva.

Gli altri cesseranno finalmente di ragliare e concluderanno la loro carriera in veste di “operatori ecologici”[1] nel luogo ove viene accumulata e smaltita la spazzatura.

M i scuso ancora per averLa importunata e La ringrazio per l’attenzione.

Cordialmente.



[1] In lingua italiana “spazzini” o “netturbini”.

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