Permesso di soggiorno in 45 giorni

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I Sindacati della Polizia di Stato modenese nei giorni scorsi hanno appreso dal Questore di Modena, dottor Margherito, dell’impegno che si sono assunti il Comune di Modena, le Confederazioni Sindacali, nonché le Associazioni imprenditoriali ed economiche modenesi, con il raccordo della Camera di Commercio, per garantire un ausilio all’Ufficio Immigrazione della Questura e a quelli dei Commissariati di P.S. della provincia per la sperimentazione del “Permesso di Soggiorno in 45 giorni”.

Tale impegno si concretizzerà con l’invio presso la Questura di Modena di 4 impiegati mentre altri 6 saranno suddivisi in parti uguali ai Commissariati di Carpi, Sassuolo e Mirandola.

Pur valutando positivamente gli interventi posti in essere dalla società civile della nostra provincia, che dimostrano la fattiva attenzione alle problematiche di organico  della Polizia di Stato modenese, non possiamo nel contempo non evidenziare la completa disattenzione del ministero dell’Interno dinanzi alle legittime richieste sindacali.

Di fronte ad una sperimentazione, che di fatto richiede un ulteriore impiego di personale degli uffici Immigrazioni, il Ministero dell’Interno, senza tener conto del potenziale sovraccarico operativo e dell’attuale situazione lavorativa presente a Modena, ha deciso di inviare 5 operatori di polizia, in regime di temporaneità e solo per 9 giorni (ovvero dal 24 giugno al 3 luglio), creando in tal modo un forte malessere tra il personale che qui presta il proprio servizio in maniera encomiabile.

Tale progetto oltre a non tener conto della reale situazione in cui versa la nostra Questura, già oberata da tutte le competenze legate alla gestione del CIE (Centro di identificazione ed espulsione, ex CPTA), ovvero gestione del centro, identificazione, espulsione ed accompagnamento alla frontiera degli stranieri clandestini, è stato calato dall’alto in uno dei periodi peggiori dell’anno, quello estivo, caratterizzato da un’ulteriore riduzione del personale presente dovuta al godimento delle ferie.

Non possiamo non evidenziare che la Questura di Bologna impiega circa una settantina di poliziotti  per gestire poco più di 80.000 stranieri, mentre quella di Modena per gestirne quasi 80.000 può contare su appena 31 operatori.

Dinanzi a questo scenario, riteniamo che le nostre rimostranze nei confronti del ministero dell’Interno non possono trovare una soddisfazione solo nell’intervento “temporaneo” delle associazioni summenzionate e negli sforzi dei poliziotti modenesi, ritenendo imprescindibile, per la fattiva riuscita della sperimentazione con una visione temporale più lunga, un adeguamento del numero dei poliziotti che si occupano di immigrazione a Modena.

Inoltre siamo fermamente convinti che la gestione del fenomeno dell’immigrazione richieda una profonda riflessione politica che porti ad una rivisitazione dell’attuale impianto normativo capace di sollevare la Polizia di Stato dall’attuale incarico meramente burocratico, qual è il rilascio documentale del permesso di soggiorno, chiamando in causa le istituzioni locali più idonee sotto questo profilo. SIAMO, INFATTI, L’UNICA POLIZIA DEL MONDO CHE SI DEVE OCCUPARE DI RILASCIO DI PERMESSI DI SOGGIORNO.

 

Le segreterie Provinciali  

ufficio Stampa Cgil Modena

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