Per nessun Dorma: la Notte Bianca di Modena

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FRANCESCO CINTI e MATTEO BARALDI i fiati dei “Groove Connection” Per Nessun Dorma – la Notte Bianca di Modena, il 21 MAGGIO 2016 in via Gallucci riporta il calendario indietro agli anni ’50/’60, tra rock’n’roll, r’n’b, funky, beat, pin-up, danze scatenate e vibrazioni positive! si farà baracca dalle 18 fino a notte inoltrata, lungo la via troverete una postazione per foto ricordo, ogni ben di Dio da mangiare e bere, e molto altro ma per scoprirlo dovete andare di persona. 
La postazione live dei GROOVE CONNECTION.composta da  Marco Carretti- basso Nonantola,  Ludovico Teodori-chitarra Modena, Enric Ombelli-batteria Castelnuovo, Francesco Cinti-sax tenore Senigallia, Matteo Baraldi-Tromba/Trombone con tiro Modena 
Dress code in stile (non) obbligatorio ma (molto) ben accetto! 

FRANCESCO di Senigallia dove è  cresciuto e studiato al  liceo classico, ha un fratello 10anni più grande di lui e I genitori impiegati Statali. Studia Contemporaneamente al conservatorio di Pesaro diplomandosi a pieni voti in entrambi i licei. Nel 2005, responsabilizzato dalla famiglia ma lasciato libero sul da farsi, si trasferisce all’università di chimica a Modena facendo il pendolare ogni fine settimana proseguendo con i 3 anni di specializzazione Jazzistica, cioè in improvvisazioni e arrangiamenti, sempre a Pesaro. Si laurea a 27 e inizia subito a lavorare a Modena  in una ditta che necessita di personale chimico. Per scelta non termina il master. perché il più del lavoro lo svolgeva a casa, oltretutto il conservatorio considerava la materia Jazz di secondo piano così, prese la decisione di abbandonare definitivamente, proseguendo autonomamente. 
-? Quando e com’è nata la passione e con quale strumento hai iniziato a suonare?
“all’età di 5 anni  con la propedeutica e scuola di canto, l’avvicinamento alla musica è merito 50% della famiglia e 50% per piacere personale, i genitori non avevano innata la passione musicale, erano e sono più fruitori musicali. Mio fratello già suonava il piano, ha fatto lo stesso percorso mio. A 6anni iniziai a suonare il flauto traverso fino al termine delle scuole medie. Con l’inizio della scuole superiori mi sono iscritto a conservatorio. Fino all’età di 14 anni dedicavo alla musica non più di 2 ore, Tornavo a casa da scuola, facevo i compiti, poi uscivo con gli amici e alla sera suonavo. Invece iniziando le superiori è stato un po’ più complicato perché le ore di musica erano aumentate, dalle 3 /4 ore di seguito e nell’ultimo periodo, sotto diploma erano anche 5, quindi spesso studiavo e facevo i compiti in treno. Gli amici li vedevo solo nel weekend. “Non ho sentito il disagio o l’allontanamento dalle precedenti amicizie o abitudini perché il conservatorio era un ambiente in cui mi favoriva a fare nuove, diverse e interessanti amicizie l’ambiente era molto stimolante, non avevo nessun gruppo, suonavo solo nei saggi, in concerti da camera con formazioni musicali organizzate dall’istituto,suonavo musica classica molto stretta dal 700 all’ 800.con un quartetto di fiati.
– ?Quando hai iniziato a interessarti di musica moderna?
 “ la musica moderna in quel periodo la conoscevo solo di striscio in realtà. Sono stato introdotto da mio fratello con all’ascolto dei dischi di Jazz il primo è stato “The art of Three” di Billy Cobham e poi “kind of blue” di Miles Davis “ poi l’ascolto si è esteso capillarmente passando dal Progressiv e al Rock.
– ? quando hai iniziato a suonare il sax tenore ? Quali sono state le difficoltà nel cambiare strumento?
“nel 2011 a 23 anni ed è quello che tuttora suono. Approcciandomi al nuovo strumento sulla carta funzionava tutto, non ho avuto molte difficoltà perché nella testa avevo il metodo degli studi, tutti gli esercizi, sapevo come funzionava, avevo esperienze di altre persone che lo suonavano da prima di me, la diteggiatura è la stessa a parte la tecnica di palmo, poi però ho dovuto impegnarmi a livello di labbra essendo un metodo completamente differente. Non mi confrontavo con chi suonava, ascoltavo i dischi nel senso che avevo il mio manuale “tecnica del Sax” dove studiavo ricominciando proprio da zero, poi in realtà dato che le dita andavano per conto loro ho trovato molta facilità nell’ apprendimento facevo mentalmente una lista di cose ch’erano giuste fare e altre che non mi piacevano. 
– ? Quando hai iniziato a suonare in un gruppo ?
“ la voglia era tanta ma essendo studente fuori sede, non è stato facile iniziare subito, ancora non conoscevo nessuno nell’ambiente musicale modenese .La prima band con la quale ho iniziato a suonare a Modena è stata “ Little Banda Buffo” composta da : Stefano “Buffo” – voce /Giuseppe Casillo – Batteria / Alessio Battilani – basso /Claudio Cavazzuti  di Nonatola – chitarra / Francesco “Frankie” Cinti – sax / Matteo Baraldi – tromba avvalendosi della partecipazione speciale delle Streghette! : Ilaria Tosi Silvia Corbella Valentina Zanasi.
È praticamente la Band dove ho conosciuto MATTEO BARALDI si facevano solo delle gran cover, la definisco una buonissima palestra, iniziando così a essere inserito nell’ambiente modenese, in realtà imparavo a lavorare in un ambiente che non era più quello del conservatorio, non si lavora con gli spartiti, si lavora di mente, di voce, devo creare gli arrangiamenti li sul momento e poi eravamo con MATTEO, 2 fiati, quindi il confronto immediato con il suo strumento, la tromba. 
Con Matteo mi sono trovato da subito molto bene, anche se proveniva da un apprendimento dello strumento totalmente differente dal mio. Praticamente avevo finalmente raggiunto lo scopo, aver cambiato strumento, accostarmi a un genere musicale che era il mio, e anche avvicinarmi di più al pubblico.”
– ? Matteo  29 anni già compiuti, modenese, iniziato gli studi scientifici ma poi abbandonati per diplomarti all’istituto tecnico Corni, come perito elettronico, raccontaci come inizia la tua avventura con la musica?
“ho iniziato alle medie con il flauto dolce, poi avrei voluto avvicinarmi alla batteria o cornamusa,sono il più piccolo di 4 fratelli, solo mio fratello suonava in un gruppo parrocchiale, Durante il periodo scolastico ho praticato per 9 anni la pallavolo, passando poi al calcio. A circa 14 anni Ho iniziato a cantare in un gruppo Punk facendo la seconda voce, all’epoca ascoltavo Heavy Metal e tantissima altra musica, dopo entrai a far parte di un gruppo che proponeva cover di artisti Italiani. Fino al giorno in cui una mia amica si è presentata alle prove con il sax e io ho pensato d’iniziare a suonare la tromba per accompagnarla. Questo a 19 anni. Non essendo, la tromba, uno strumento immediato ho iniziato a prendere lezioni da privatista per circa 2 anni, ora da un anno suono in alcuni pezzi, il trombone a tiro.  All’epoca non avevo realizzato che la tromba sarebbe stata il mio strumento, la suonavo perché era piacevole suonarla con gli amici facevo delle cover  dei Blues Brothers, ma giusto per stare in compagnia, nella stessa band per 4 anni. “ Little Banda Buffo” nell’ultimo anno si era inserito Francesco e d’allora siamo diventati inseparabili . Un grazie è dovuto ad altri componendi del ex gruppo, Claudio Cavazzuti e Alessio Battilani che hanno creduto in me, spingendomi  a continuare coltivare la passione. Io in realtà non mi permettevo di darmi un giudizio positivo perché non provenivo da degli studi specifici del settore, loro si, oltre al fatto che ho iniziato molto tardi a suonare lo strumento. A questo punto sono ritornato a lezione privata per almeno altri 2/3 anni, continuando ovviamente a suonare in autonomia. A 22 anni ripresi le lezioni col maestro Lodi di Sassuolo, bravissimo trombettista, suonava sai nell’orchestra della Rai
che con Morriconi”,
– ? Francesco e Matteo so che la vostra avventura prosegue con l’idea nata del vostro ex bassista ALESSIO BATTILANI, lui proveniva da studi fatti alla MMI scuola musicale privata di Modena, aveva  in mente di far partire un progetto solo strumentale di Jazz/ Funky che riusci ad aver vita con la nuova formazione  “FIVE FOR FUNK” tra 2012/2013,  facevate solo degli standar di Jazz/ Funky, riproponendo Herbie Hancock, Marcus Miller maestro del funk, Miles Davis, ecc. pezzi che conoscevate sui quali inserivate delle vostre improvvisazioni. Quando avete iniziato la vostra produzione?
“avevamo circa 24/25 anni. poco alla volta abbiamo iniziato a scrivere pezzi nostri,”
– ? che riscontro di pubblico avete avuto visto che non è facile far ascoltare pezzi inediti a un pubblico che normalmente è abituato ad ascoltare cover?
 “In realtà il problema più grande era quello che ci presentavamo come un gruppo strumentale  di 5 elementi in cui non c’era un cantante, per scelta, quindi cercavamo dei locali che avevano spazi all’aperto e in orari d’aperitivo, così era facile proporre il nostro genere musicale,  A fine del 2013 Con il trasferimento per lavoro a Milano di Alessio Battilani e altri componenti del gruppo sono venuti a mancare per morivi famigliari, siamo rimasti solo io come Sax e Matteo come tromba, coppia di fiati e di fatto, come ironicamente ci definiamo. Guardandoci negli occhi abbiamo pensato che dopo una esperienza così bella e produttiva, avendo imparato a improvvisare,  era un peccato mollare tutto, la gente ormai ci conosceva, c’ individuava come gruppo Jazz/Funk,  i pezzi erano sufficienti per riempire una serata. Abbiamo iniziato a cercare e reclutare dei nuovi membri e ,anche un po’ inconsciamente abbiamo deciso di cambiare nome, inoltrandoci in un nuovo progetto con nuovi elementi, nuovo sound, nuovi pezzi. l’attuale gruppo ”GROOVE CONNECTION” , sempre con un progetto di musica strumentale  JEZZ/FUNK ma con aggiunta d’ influenza FUSION”, ,
-? Sappiamo  che voi vi presentate anche come “JAMMIN’ FRIDAY” spiegateci cos’è in realtà?
“Il nostro gruppo ”GROOVE” ha capito che a Modena mancava una scena di Jam Session di questo genere musicale, in estate qualcuno organizzava qualcosa, ma in inverno non c’era nessun punto di riferimento, quindi  abbiamo intercettato un bel numero di musicisti/cantanti a cui piaceva l’iniziativa, e abbiamo deciso di prendere in mano noi la cosa, dando vita al “JAMMIN’ FRIDAY”, ch’è il nome della serata dove noi come “GROOVE CONNECTION” siamo la band stabile però in realtà lasciamo lo spazio a chi vuole suonare o presentare propri progetti. Sono ormai 6 mesi che nello spazio che Emauele Bacchelli dell’ Hombrelobo, BACCO, per gli amici; ci mette a disposizione la serata dove il nostro gruppo si esibisce anche eccezionalmente con dei cantanti.” 
-in via Gallucci a Modena per la NOTTE BIANCA vi esibite come ”Groove Connection” o “Jammin’ Friday”?
“L’idea iniziale era quella di presentarci come progetto “Jammin’ Friday” dove”Groove Connection” portava tantissimi altri gruppi a partecipare nella stessa serata, purtroppo non è stato possibile per una questione di tempi e per problemi derivanti dall’organizzazione dell’evento, quindi ci presenteremo solo noi come ”GROOVE CONNECTION”
-? Come avete fatto ad approdare a questo evento?
“ l’ organizzatore dell’evento ci conosceva dal 2014 come “five for funk”,  è stato un processo un po’ lungo perché all’inizio sembrava che nessun altro della via volesse proporre la musica, ma poi facendo d’apripista e appianandosi le problematiche siamo riusciti a partecipare alla serata. Come posizione saremo vicino ai “ PICARI” e proporremo 10/11 pezzi nostri strumentali ma complessivamente con gli standard saranno una 15dicina. Invito tutti a venirci a sentire perché essendo noi un gruppo di musicisti molto alla mano, intendendo che suonando JAZZ/FUNK con delle contaminazioni ANNI 60/70 invita il pubblico a ballare a non star fermo, inoltre la situazione è molto intima perché siamo per strada, in un  ambiente informale, può capitare la comitiva di bambini che mentre stai suonando con il trombone ti vengono a chiedere qualunque cosa incuriositi dallo strumento per loro insolito, avendo cosi la possibilità d’interagire con il pubblico, senza contare che non facendo cover per coloro che vengono ad ascoltare è sicuramente una novità.”
-? Quanti cd fino ad ora avete prodotto?  i vostri pezzi come sono nati e in quanto tempo, raccontateci?
“I cd che abbiamo registrato sono auto prodotti  e li fa il nostro batterista  Enric Ombelli ché ha delle solide basi di tecnico del suono oltre avere l’attrezzatura. Con la formazione “five for funk”, ne abbiamo incisi 2 dal titolo : “omonimo” – “Funky box” e con l’attuale ”GROOVE CONNECTION” 1 cd di 6 tracce “Omonimo” ma il prossimo progetto uscirà con registrazione digitale  su tutte le piattaforme digitali e c’iscriveremo a dei circuiti che ci possono tutelare.
Ci sono dei pezzi che in 3/4 prove li riusciamo ad avere, altri pezzi invece che sono anni che li stiamo macinando, e finalmente solo ora siamo riusciti ad avere la struttura che ci piace.
FUNKY BEANS (5min) era partito da una idea di Marc (batterista)è un pezzo a due sezioni che in 2 prove l’abbiamo concepito, praticamente suonava da solo. 
MILO IN THE BOX (6,5 min) invece ha una gestazione più lunga perché sono più strutturati è più strutturato, ha un tema obbligato e in più una serie di cambi che non puoi improvvisare, è quello che si allontana da quello che facevamo prima, nel senso che Funky Beans, è un funkettone che puoi ballare con la birra in mano e ti ricordi dei tempi passati, Milo in the Box è più vicino a delle colonne sonore, quindi anche più difficile ad armonizzarlo, ma soprattutto accettarlo come pezzo. .
JIMMY L’ ARABICO (6,5 min) è il nostro bambino che non ha avuto una gestazione non di 9 mesi ma di 5 anni, tra una fase e l’altra, l’abbiamo iniziato con Alessio Battilani,poi ci abbiamo provato quando c’erano i vari cambi di strumentisti, ma non riuscivamo a farlo partire. L’abbiamo ripreso con la formazione attuale e come per miracolo è decollato immediatamente. Il nome perché ha delle sonorizzazioni arabeggianti, 
MARCUS WOULD LIKE THIS è uno dei pezzi che proponiamo più spesso è una specie di ballata abbastanza sostenuta, dove c’è un giro di basso che secondo noi piacerebbe molto a Marcus Miller , famosissimo bassista e glielo abbiamo dedicato ed è un pezzo che in periodi di 2/3 mesi cambiamo la parte centrale, inserendo delle citazioni di pezzi famose che non è però detto che siano sempre quelle. Ora inseriamo “I shot the shweiff” in versione reg.”

Ora vi aspetta solo la White Night in Via Gallucci e ai lettori raccomando di andarli a sentire nel cd troverete altre musiche di cui volutamente non abbiamo parlato per dal modo a voi di scoprirle e valutarle. 

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