“Per il recupero del centro storico ci sono grandi progetti e abbiamo bandito un concorso di idee.”

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Intervista a Sergio Graziosi, sindaco di Castelfranco “Il centro storico deve recuperare quella vitalità che il traffico aveva distrutto. Rischio di paese dormitorio. Sì al monumento al tortellino”

Signor Sindaco, lei viene considerato dai suoi concittadini una persona cortese, un “”pacifico””, in contraltare col suo predecessore. Ne è lusingato?

 

Sono contento e lusingato chi i miei concittadini mi considerino una persona cortese e pacifica anche se veramente non mi risulta che il mio predecessore fosse scortese o “violento”. Ho lavorato insieme a lui per tanto tempo ed ho sempre riscontrato in lui grande umanità.

 

Lei si sente bene nei panni di sindaco?

 

Sì, prima di tutto perché riscontro fra i miei concittadini, nei miei confronti  benevolenza e comprensione e poi perché nonostante le difficoltà che quotidianamente incontro, vedo che il mio servizio è utile a risolvere i piccoli e grandi problemi che assillano i Castelfranchesi.

 

Si racconti un po’, per chi non la conosce: come ha deciso di intraprendere la carriera politica, la sua decisione di amministrare un grosso centro come Castelfranco.

 

Ho sempre considerato la politica come servizio e mi sono sempre interessato alla pubblica amministrazione, tanto che faccio parte del consiglio comunale di Castelfranco dal 1970. Sono stato per molto tempo su posizioni di minoranza facendo però sempre un’opposizione costruttiva. Poi i tempi, le condizioni e gli schieramenti politici sono cambiati e il partito a cui appartengo “La Margherita” ha deciso  di entrare in maggioranza. Nella legislatura precedente ho ricoperto il ruolo di vicesindaco ed ora sono sindaco di questo paese.

 

Castelfranco da sempre si è considerata ed è stata considerata una terra di confine, più bolognese che modenese. Lei da che parte sta?

 

Mi sento molto modenese a differenza di tanti castelfranchesi che soprattutto per motivazioni calcistiche si sentono più bolognesi.

 

Viabilità: un problemone da sempre per Castelfranco: camion, tir, auto, inquinamento…Cosa cambierà con l’apertura della tangenziale?

 

La viabilità, soprattutto sull’asse della via Emilia, è stato un vero incubo per i Castelfranchesi. Dal 29 ottobre è stata aperta la tangenziale che libererà il centro dal traffico pesante.

Nonostante le difficoltà della prima ora e la provvisorietà del tratto finale dell’innesto verso Bologna, che verrà sistemato da ANAS quanto prima, non appena saranno risolti problemi relativi a un esproprio, di certo quest’opera, così lungamente attesa da tutti noi, migliorerà non poco la qualità della vita dei castelfranchesi e aprirà prospettive interessanti per lo sviluppo del nostro centro storico.

 

30 mila abitanti sono un bel numero, in apparenza, perché in realtà Castelfranco sta trasformandosi in un dormitorio soprattutto per i bolognesi che acquistano case ad un prezzo più conveniente, ma poi di giorno non vivono il paese. Non può essere orgoglioso di questo .

 

Certamente non sono contento di una trasformazione di parte del paese in un dormitorio per il fatto che molti nuovi cittadini debbono andare a lavorare fuori dai confini comunali. Questa però è una realtà di cui prendere atto e pone alla giunta tematiche nuove da affrontare. Prima di tutto si pone il tema dell’integrazione nel tessuto sociale del paese e della necessità di fare partecipare queste persone alla vita comunitaria in modo attivo, partecipato perché presto si sentano Castelfranchesi sotto ogni punto di vista.

 

 
I negozianti e gli artigiani soffrono molto per la mancanza di vitalità di un centro che langue. Cosa propone perchè anche il suo centro storico non muoia?

 

E’ un tema che è all’ordine del giorno soprattutto dopo l’apertura della tangenziale. Abbiamo grandi progetti per il centro che deve recuperare quella vitalità che il traffico aveva distrutto. Abbiamo messo in cantiere finanziamenti importanti e bandito un concorso di idee per il recupero del centro storico. Vogliamo discutere le nostre proposte con le associazioni di categoria, con i commercianti, perché siamo convinti che solo col contributo di tutti si riescano a realizzare progetti importanti.

Ci sono associazioni vivaci e importanti come “La san Nicola”, “I quattro rioni” “Centro vivo” che possono dare un grosso contributo di idee e di attività.

 

Recentemente abbiamo assistito ad una sorta di vero e proprio conflitto tra le due associazioni, Centro vivo e San Nicola, che più di altre fanno per portare turismo, cultura, tradizione a Castelfranco. Cosa sta succedendo? Lei come pensa di intervenire, dal momento che è famoso come paciere.

 

Io voglio ridimensionare il termine “conflitto” fra Centro vivo e La san Nicola. Il primo è fresco di esperienza, mentre la seconda ha ormai un’esperienza decennale. Ognuno ha le proprie idee e intende la collaborazione a modo proprio. L’Amministrazione ha bisogno di tutti, come del resto ogni associazione non può fare a meno dell’Amministrazione. Io apprezzo tutti e mi adopero perché ogni attività riesca nel migliore dei modi. Sono convinto che una maggiore collaborazione fra loro farebbe risparmiare risorse economiche ed umane. Credo che l’esperienza di questi anni e dei prossimi porterà a maggiore consapevolezza collaborativi. Per raggiungere questo obiettivo, non mancherà il mio impegno.

 

Osa darci il suo parere spassionato sul monumento al tortellino? (Non si rischia di apparire un po’ ridicoli?)

 

Io ho espresso il mio parere favorevole alla realizzazione di un monumento al tortellino, per il quale l’Amministrazione non va incontro a spese dato che viene finanziato dalla “Dotta Confraternita del tortellino” di Bologna e dall’Associazione “la san Nicola”. Il tortellino è nato a Castelfranco ed è una caratteristica del Paese. Perché non valorizzarlo? Tanti altri paese, vedasi Castelnuovo col monumento al maiale, hanno valorizzato le loro peculiarità e non credo che siano apparsi ridicoli.

L’importante è che il monumento si inserisca nel contesto del paese in modo serio e armonico. Mi sembra che il progetto prescelto abbia tutti i requisiti per inserirsi degnamente al centro della piazza Aldo Moro

 

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