Per i nuovi poveri, ristrutturare la spesa e chiedere intervento Fondazione

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I nuovi poveri di Modena stanno pagando oggi gli sprechi del passato. Naturalmente verrà raccontato loro che il problema sono i tagli del Governo. Ma i bilanci di questi anni, improntati allo spreco di risorse pubbliche dicono il contrario. Il buon padre di famiglia non usa tutto quello che entra nelle casse per divertimenti, ma preleva e conserva una parte per i tempi peggiori. Questo non è avvenuto, si è badato al massimo al pareggio e a far lievitare la macchina comunale fino a farla diventare una delle più costose d’Italia, e quello che avanzava veniva distribuito ad associazioni, eventi di dubbia utilità, feste etc.,  E oggi mancano perfino i soldi per le luminarie di Natale, una spesa essenziale per i commercianti.

Allora è tempo che la crisi diventi un modo per ristrutturare la spesa del Comune: che non vuol dire tagliare tutto tranne il welfare, ma anche ripensare il welfare, i suoi costi, la sua gestione, e gli attori in campo.

Coinvolgere di più il volontariato è il primo passo. E poi chiedere l’intervento della Fondazione: più che comprare azioni, dovrebbe prevedere fondi per gli affitti, per il sostegno a chi ha perso il lavoro, per lo studio dei giovani appartenenti a famiglie in difficoltà.

Queste oggi sono le priorità del territorio: e su questo bisogna investire tempo, denaro e risorse intellettuali.

 

Consigliere Provinciale – PDL

 

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