Per conoscere il presente è necessario ricordarsi del passato

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La tragedia di Ischia era annunciata da qualche tempo ma nessuno se ne assumerà la
responsabilità. Purtroppo, però, questo disastro è destinato a ripetersi. Nelle stanze del
potere certe cose si sanno e chi dovrebbe saperne ancora di più, sono quei giornalisti
che sono sul territorio e si occupano dei gatti sugli alberi. 

L’informazione ci tiene costantemente sul pezzo a proposito dell’andamento e delle operazioni militari di entrambi i fronti. Cosa ci sia di vero o meno, lo sanno solo gli addetti ai lavori che non sono certo quelli che vedete sul campo, ma sono chi agisce nelle comode stanze del potere. Pertanto, anche l’ascoltatore che ha la fortuna di avere una moglie che non lo obbliga a vedere Uomini e Donne o altre trasmissioni “culturali” ricevono comunque un’informativa parzialmente giusta.

E’ altresì vero, come già ripetuto più volte, che l’informazione nei paesi di origine anglosassone si può permettere di far dimettere un presidente, ma dopo essersi abbondantemente documentata, e non sullo stimolo emotivo dell’opinione pubblica. Sì, perché gli informatori nostrani, hanno il cuore a sinistra ma il portafoglio a destra. E non dico niente di nuovo. Fatta questa breve premessa, passiamo alla scarsa memoria.

La tragedia di Ischia era annunciata da qualche tempo ma nessuno se ne assumerà la responsabilità. Purtroppo, però, questo disastro e destinato a ripetersi. Nelle stanze del potere certe cose si sanno e chi dovrebbe saperne ancora di più, sono quei giornalisti che sono sul territorio e si occupano dei gatti sugli alberi.  

Un esempio, tratto dal mio archivio, e risalente al 1979 riguarda la caduta dello Scià. Fu un clamoroso autogol, il fatto che tutta l’opinione pubblica sinistroide esultasse per la caduta del bieco tiranno tradito dalla buccia di una nocciolina americana “Carter”. Infatti, per la stragrande maggioranza di questi ignoranti, i sunniti e gli sciiti furono scambiati per due varietà dello stesso frutto (vedi mela golden e renetta). Gli studenti esultarono ballando per le strade per essere presi a calci nei glutei il giorno dopo! Quei pochi che riuscirono a scappare all’estero si sono rifatti una vita piena di soddisfazioni (fra cui tanti medici), gli altri sono ancora costretti a pascolare le pecore e le capre! Le forze armate che avevano giurato fedeltà all’Imperatore, tradirono passando armi e bagagli ai rivoltosi. L’unica a mantenere un minimo di dignità e fedeltà fu la guardia imperiale (chiamata “gli immortali”).

Un aneddoto personale: la cosa che mi colpì maggiormente quando ebbi l’occasione di parlare con un sottufficiale di questa gloriosa divisione, fu che alla fine della nostra conversazione mi disse che l’occidente li aveva traditi. Dello stesso tono fu la chiacchierata con un’imprenditrice iraniana, trasferitasi in Italia, che mi raccontò dell’entusiasmo di quei primi giorni di rivoluzione presso gli studenti dell’Università di Teheran (che la donna frequentava) che si trasformò ben presto in una cocente delusione costringendola a scappare per studiare. Perché, vi domanderete questa divagazione? E’ molto semplice. Già ora qualcuno parla del fatto che i rapporti tra russi e ucraini non saranno più come una volta. Bufale clamorose! Sapete perché?

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, la Germania perse numerose fette di territorio a favore della Polonia e la Russia, a sua volta, incamerò diversi chilometri quadrati della Polonia, con conseguente esodo delle popolazioni autoctone. Quindi, a chi importerà se qualche milione di ucraini se ne andrà dalla Crimea? Tutto, con i suoi tempi, tornerà come prima.

Anche la vendita del rinomato Barolo.

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