“”People on streets – Le origini del mito””

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Uno spettacolo con un format  innovativo e interessante che ha tenuto incollato al palco una piazza gremita, un tributo a Freddie Mercury, nel venticinquennale  della morte,  e a  David Bowie, recentemente scomparso. Due  geni musicali indiscussi e indimenticabili.     

Autore delle fotografie Alessandro FORNACIARI


Buio in sala, e buio sul palco. Si intravedono sagome di musicisti, pronti per la prima esibizione della  serata. Ad un certo punto squilla un telefono. Da dietro le quinte , inizia un dialogo :

“”Pronto?Marco Baccarini, cosa vuoi alle nove di mattina? “”

“”Senti prof,  devo vederti subito perché mi scappa una idea””

“”Cosa ti scappa? Ma se abbiamo appena finito con lo spettacolo su John Lennon!””

“”  Sì  ma mi scappa, metti su il caffè che vengo a dirti tutto… “”

Si accendono le luci, e Francesca Mercury, presentatrice nonchè autrice dello spettacolo assieme a Marco Baccarini, saluta il pubblico ed esordisce con queste parole: “”Magari non ci crederete,  ma quello che vedrete e sentirete da qui in poi è veramente nato così. Davanti ad un caffè. Come sempre ! “” .

Inizia così lo spettacolo “”PEOPLE ON STREETS – Le origini del mito”” . Francesca va all’angolo  “”del narratore””, di fianco ad una sorta di “”statua”” rappresentante Freddie Mercury, a grandezza naturale, che resterà in scena per tutto lo show, dicendo al pubblico che  quest’anno ricorre il  25ennale della morte di quel grandissimo artista, il quale a Settembre avrebbe spento 70 candeline.  Spiega che l’intenzione dell’ Associazione Avanzi di Balera era quella di ricordarlo, in qualche modo. Aggiunge che a Gennaio di quest’anno , un anno che sembra così sfortunato per la musica, è venuto a mancare anche David Bowie, un altro grandissimo artista e genio assoluto.  Essendo amico di Mercury, ed avendo un approccio musicale molto simile, loro hanno deciso di variare  lo spettacolo, ed estendere il tributo anche a lui. Francesca poi  racconta di questa canzone che hanno cantato insieme, UNDER PRESSURE, nata per caso durante una jam session improvvisata, e spiega che il brano originariamente si chiamava  “PEOPLE ON STREETS” (la gente nelle strade), e che non esiste un titolo più appropriato per descrivere quello che gli Avanzi di Balera rappresentano e per gli ideali  che portano avanti.  

Ma qual è il filo conduttore che lega le band che si esibiranno su quel palco? Che cosa lega Freddie a Bowie? Beh, Francesca spiega che OGNI GRANDE ARTISTA HA AVUTO UN’ ISPIRAZIONE, HA AVUTO UN’INFLUENZA, UNA MOLLA CHE HA FATTO SCATTARE IN LUI LA VOGLIA DI SUONARE, DI DEDICARSI ALLA MUSICA. E l’intento dello show è quello di  condurre il pubblico in un percorso, un viaggio dentro quella musica che ha ispirato queste due grandi icone del rock, dando origine ai loro percorsi artistici.  Un viaggio che si snoderà attraverso i brani eseguiti dai musicisti dell’Associazione, per rivivere l’ambiente in cui si sono formate queste due superstar, e per far rivivere anche la loro musica, attraverso i loro successi più conosciuti. 

Francesca racconta che Bowie fin da bambino ascoltava  i dischi di Fats Domino e Little Richard , e che  iniziava a coltivare una grande passione per il rock ‘n’ roll.  Assieme al suo fratellastro poi, ascoltava anche tanto blues. E rivela che  quando un giorno un insegnante gli chiese cosa volesse fare da grande, il giovane David rispose che voleva diventare  l’Elvis INGLESE .  

Con questa introduzione Francesca   presenta la prima band della serata, che  per il pubblico  ricreerà quelle magiche atmosfere, quei suoni, e la carica di quel genere musicale. Il Rock and roll e il Rhythm and Blues.

I 44 BLUES, già sul palco, attaccano con la loro scaletta. Un mix esplosivo, che  ci propone super classici come “”Hound dog””, “”Great balls of fire””, “”Johnny be goode””, “”Hoochie coochie man”” e “”Pride and joy””. 

Dopo un’esplsione di applausi, la narratrice rientra in scena, racontando che intorno alla metà degli anni Sessanta  in Inghilterra  si iniziava  a vivere un grande momento di creatività musicale. E che  in quegli anni hanno iniziato dei veri e propri giganti del rock.  A parte i Beatles e gli Stones, che erano già sulla breccia, nomina band come  Led Zeppelin, The Who, e Deep Purple .  Ma, chiede,   cosa stava succedendo  a livello musicale , in Italia, in quel periodo ?   E introduce gli ACQUA BRILLANTE, che hanno il compito di  regalare  un excursus su tutto quello che si  ascoltava e si ballava  qui in Italia in quegli anni. Una mezzora incandescente, che fa ballare la piazza gremita. Brani come “”Vorrei la pelle nera””, “”Stasera mi butto””,  e tanti altri. Una scelta artistica azzeccatissima, per la gioia di un pubblico “” variegato”” , tipico di una piazza, che magari conosce poco la storia della musica inglese ma che conosce bene quest brani assolutamente “”evergreen””.

 La presentatrice torna all’angolino della narrazione, e racconta che Mercury in realtà si chiamava Farrokh Bulsara, e che  aveva studiato, da ragazzino in un severo college di Bombay, in India. Il giovane Farrookh  ascoltava quello che arrivava dall’inghilterra, e per i ragazzini  che studiavano in quella scuola così rigida, il rock rappresentava una forma di ribellione.  E ROCK , agli inizi degli anni Sessanta, significava solo una cosa: ROLLING STONES.    Nato a Zanzibar, e vissuto in India, il nostro eroe arriva a Londra da adolescente, ed inizia a frequentare i luoghi di ritrovo dei ragazzi, dove ovviamente si ascolta musica.. E qui nascono i suoi primi progetti musicali, prima di entrare a far parte della band che lo consegnerà alla storia, i QUEEN, assieme a BRIAN MAY. Francesca ricorda alla piazza di aver nominato in precedenza anche i    i LED ZEPPELIN, e spiega  che May era un fan  sfegatato della band di Page e Plant, e che le   prime composizioni dei Queen  risentivano tantissimo di questa influenza. Ma non solo. Parlando di influenze, svela una cosa che non tutti sanno, e cioè che Mercury  era musicalmente affascinato da una grandissima figura, un mito assoluto tutt’ora venerato dai musicisti di tutto il mondo e di tutte le epoche : JIMI HENDRIX.

A questo punto entra in scena la band che omaggerà le tre grandissime realtà musicali nominate da Francesca, e cioè Rolling Stones, Led Zeppelin e Jimi Hendrix. Loro sono i  PELLEOSSA , e stupiscono tutti con una maestrale esecuzione di “”Street fighting man””,  “”You can’t always get what you want”” (con Francesca Mercury ai cori, come “”guest””), “”Black dog””,  “”Foxy lady”” e   “” Hey joe””. E la piazza di Castelnuovo Rangone sembra diventare , per pochi minuti, Woodstock.

 

E’ giunta l’ora della parte dedicata ai successi dei Queen e di Bowie. La nostra narratrice ci dice che entrambi  sono ormai entrati nell’ Olimpo della musica,  con brani immortali, come quelli che la BIG BAND degli Avanzi di balera, che loro hanno chiamato AVANZI TUTTA,  proporrà. La loro formula è vincente: una sorta di “”resident band”” con diversi  cantanti che si alternano , per ogni brano. 

In un momento che ha fatto davvero emozionare tutti, Francesca spiega molto umilmente che di norma, quando è lei ad organizzare eventi o a scrivere gli spettacoli, non canta. E viceversa. In questa occasione, spiega, le è stato chiesto espressamente da Baccarini, presidente dell’associazione e autore assieme a lei del copione, di eseguire un brano. Lei, emozionata come pochi, spiega la scelta della canzone
, affermando  che è un brano che la tocca tantissimo, nel privato, e dice “”Ognuno di noi, anche nel suo piccolo,  può essere un eroe. Anche solo per un giorno. E questa è HEROES””.

I capolavori del Duca Bianco che seguono, eseguiti dalla Big Band, sono “” Absolute Beginners””, “”Rebel Rebel””, “”Space Oddity”” e il ponte ideale tra i due “”blocchi “” dello show e tra i due artisti , cioè “”Under pressure”” ,  La canzone da cui nasce anche il titolo dell’ evento,  come spiegato all’inizio.

La tranche dedicata ai Queen comprende invece successi immortali, apprezzati  ovviamente da tutto il pubblico, come “”A kind of magic””, “”Radio Ga Ga “” e “”I want to break free””, che scatenano le voci e le mani della piazza.

 

E siamo giunti alla fine.

Francesca rientra in scena. In sottofondo, il piano inizia una melodia riconoscibilissima da tutti. Dopo i ringraziamenti di rito, all’amministrazione comunale e a tutti i partecipanti, tutto il cast sale sul palco, mentre in sottofondo c’è  sempre  questo “”giro”” meraviglioso, ovvero l’intro di “”We are the champions”” , il brano col quale i Queen Chiudevano tutti i loro show.

 Baccarini ringrazia, la Mercury grida al pubblico che devono cantare tutti, perchè non pososno non conoscerlo, e che vuole sentire tutta la piazza  cantare il ritornello.

E così accade. In un’emozione generale, da pelle d’oca.

Si chiude così, come uno show a Wembley, uno spettacolo davvero incredibile. Un format  innovativo e interessante. Che ha tenuto incollato al palco una piazza gremita .

(Nella rubrica Visti da vicino, alcune immagine della serata. Autore Alessandro FORNACIARI)

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