PENSIONI : Born in the year 1951

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Direi che il tema delle pensioni è uno degli argomenti più laceranti che il governo di Berlusconi ha risolto ( ? ) col metodo più iniquo creando un solco netto per differenziare chi è nato prima del ’50 da chi è nato dopo. Dividi et impera, a qualcuno doveva pur toccare, direte.

Già, perchè studiare un innalzamento graduale, che partisse da subito, avrebbe fatto mancare una caterva di voti ed allora era meglio inventarsi uno squarcio spazio-temporale che rimandasse  al 2008 il malaffare. Un’iniquità studiata appositamente per mantenere i voti ed ora è problematico migliorare quella legge infame perchè occorre rispettare il risparmio previsto.

Una soluzione  l’avrei. Salvando capra e cavoli. Non possono esistere diritti acquisiti, come  affermano i sindacati: quando non ci sono soldi sufficienti, non ci sono per nessuno e quindi si proceda con decurtazioni proporzionali della pensione affinchè tutti, dico tutti siano trattati in eguale modo. Almeno questo potrebbe essere gradito alla sinistra radicale, non credete?

Da anni, almeno dal 1992 c’era la fuga verso la pensione e che ha fatto il governo di Berlusconi ?  Eh..Eh.. fare una legge, studiarla e applicarla  subito avrebbe comportato… la perdita dell’elettorato ed allora lasciamoli scappare, lasciamoli andare sino al 2008 che tanto le elezioni sono nel 2006. Manteniamoci buoni gli elettori ! E così capiterà che chi avrà 35 anni di contributi ma sarà nato nel ’51 ( come me ! ) dovrà attendere sino al gennaio del 2013 per recepire la pensione mentre chi è nato nel ’50 potrà andarsene allegramente nel 2008. Essì perchè, in funzione del virtuosismo di Maroni, nel 2010 occorrerà avere 61 anni e poi ancora 6 mesi di posticipo per la riduzione delle finestre. E Prodi da Caserta cosa propone? “”Questo sarà l’anno della ripresa economica, bisogna far ripartire lo sviluppo – dice Romano  dalla reggia – e per la riforma delle pensioni… c’è tempo..non è all’ordine del giorno””. Se non è zuppa è panbagnato, ma prima o poi bisognerà fare i conti con le generazioni future, condannate a pensioni da fame. Chi voteranno costoro, quel giorno ?

 

 

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