Pensa te, io imprenditore voto sinistra e loro lavoratori dipendenti no.

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Tanti lavoratori dipendenti oggi si professano di centrodestra, mentre altrettanti liberi professionisti si schierano apertamente a sinistra. Quali sono le cause, ma anche quali conseguenze potrebbe portare questo ribaltone? Chiediamo lumi ad un imprenditore edile, che prova a spiegare cosa sta cambiando.

Questo lo afferma Gianluca Armanino. Infatti oggi la festa dei lavoratori propone, forse per la prima volta nella storia italiana, questa singolare anomalia.

 

 Gianluca Armanino, perché vota a sinistra?

 

«Perché fin da giovane credevo nelle politiche sociali proposte dalla sinistra militante. Non dimentichiamo che tante persone che come me adesso hanno 50 anni hanno vissuto le grandi contestazioni giovanili e le problematiche dell’Italia degli anni ’70. Questo retroterra culturale non può essere dimenticato anche se in tanti hanno cambiato bandiera nel corso della loro maturità».

 

 E perché lo hanno fatto?

 

 «Per convenienza, ma anche perché il nostro paese è cambiato. Essere imprenditori adesso significa misurarsi con tanti problemi che una volta non avevamo, la burocrazia ci porta via tanto tempo e probabilmente l’idea di un centrodestra più attento alle esigenze della classe economica benestante e trainante della nostra economia ha portato a questo cambio di rotta».

 

 L’avvento di Berlusconi ha cambiato gli equilibri?

 

 «Senza dubbio lo ha fatto. L’idea di avere un imprenditore come noi alla guida di un paese ha portato tanti miei colleghi a dargli fiducia nel 2001. Purtroppo, e lo dico da elettore di centrosinistra, ha fallito anche se gli va dato atto di aver operato in una condizione economica mondiale assai difficoltosa. Ci ha messo in difficoltà, ha badato prima di tutto a cercare di accaparrarsi i voti di molti elettori di sinistra senza pensare a quelli che lo avevano sostenuto. Legge Biagi a parte, che ritengono con qualche cambiamento una buona prospettiva per il futuro, cos’ha fatto per noi? Le infrastrutture ancora mancano, così come la concorrenza asiatica non è stata contrastata a dovere».

 

Ma uno di sinistra che apprezza la Biagi sembra un contrasto di difficile soluzione.

 

 «Faccio un esempio che mi riguarda direttamente. Sei mesi fa avevo bisogno di un muratore per completare in fretta un cantiere, ma non avevo la possibilità di assicurargli un posto fisso perché finito quell’appalto non avevo la certezza di avere altro lavoro. Ho trovato un ragazzo, gli ho prospettato questa possibilità, ha accettato. Io ho guadagnato usufruendo della legge Biagi, lui ha trovato un impiego di tre mesi con un buono stipendio e la certezza di andare al lavoro tutti i giorni. Finito quel cantiere ho avuto un’altra commessa e quel ragazzo da precario è stato definitivamente assunto perché è un muratore bravo, oltre ad essere un uomo seria. Avere l’opportunità di poter testare una persona è una cosa indispensabile per il mondo lavorativo nazionale».

 

 E i suoi dipendenti sono di sinistra?

 

 «Ecco un’altra anomalia incredibile. Su dieci dipendenti sette di loro, parlando di politica, si dichiarano di centrodestra. Pensa te, io imprenditore voto sinistra e loro lavoratori dipendenti no. Incredibile. Dicono di sentirsi maggiormente tutelati da Berlusconi & C. perché hanno alzato le pensioni o perché propongono agevolazioni fiscali per i redditi bassi, ma anche perché si dichiarano amanti della Patria e non tollerano gli estremismi che dicono essere presenti nella squadra di Prodi».

 

 

 

 

 

 

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