Peccati, peccatori e fuoco amico

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""Parlando in generale, di politici sdegnosi e superbi, o elusivi,i cittadini sono stanchi, come sono stanchi di discussioni bizantine, di onanistiche dissertazioni, di aria fritta. Essi desiderano risposte e spiegazioni."" articolo di Maria


E noto che  si dice il peccato ma non il peccatore e così farò anch’io, anche se il peccato è assai veniale, in questo caso, ossia sottrarsi al confronto dalle pagine di Bice. Rispettando il detto evangelico, non dirò chi, in ordine di tempo, è stato l’ultimo veniale peccatore, dirò solo che, in un breve scambio di mail, un noto uomo politico modenese, porgendomi parole gentili e scuse, si è sottratto con garbo ad un‘intervista ed è stato così cortese, cosa che ho molto apprezzato, da motivare spontaneamente la sua decisione. Trova inaccettabile che ci siano commentatori i quali, protetti dall’anonimato, facciano diventare un articolo, o una breve intervista, occasione di insulti di ogni tipo e accuse varie.

Per quanto pochi numericamente, essi creano sicuramente un clima spiacevole da cui desidera stare lontano. Anche se, proprio chi fa politica, meglio di chiunque altro, dovrebbe sapere che essa accende gli animi, trasforma miti personaggi in agguerriti combattenti, si nutre della profonda differenza dialettica e ideologica fra le parti; e, così come si accettano cose assai più gravi e pesanti, in democrazia, si dovrebbero accettare anche gli attacchi di chi si cela dietro anonimi nick.

Onestamente, pur rispettando l’opinione del  politico modenese,non la condivido; di gran lunga io preferirei che fosse qualche sconosciuto “troll”[1] che infesta il sito, o qualche anonimo lettore al quale io sto sullo stomaco, o su qualche altra parte anatomica, a postare commenti poco lusinghieri, a raccontare emerite balle sul mio conto, e altre simili cose.

Credo sia peggio, molto peggio, nel caso in questione, ma anche in altre situazioni della vita,  cadere “sotto i colpi del fuoco amico”, ossia conoscere benissimo nomi, cognomi e volti di coloro i quali ci denigrano, ci calunniano, ci tolgono credibilità, si permettono di parlare alle nostre  spalle, senza che si possa fare nulla. Nulla, se non prendere atto, con sdegno, della loro ingenerosità, della loro abilità nel mentire, nonché della loro viltà nel  sottrarsi al dialogo. Sarà pur vero che arriverà, anche per queste bagattelle, la punizione divina, ma non consola. Nel frattempo,per sicurezza, in attesa del trascendente, si può  ben augurare loro qualche contrattempo del tutto immanente. Ad esempio, un imbarazzante disturbo che li costringa ad abbandonare precipitosamente un romantico tête-à-tête, per dirigersi alla volta del bagno, e restarci…Oppure trovare la macchina “”decorata”” da centinaia di storni di passaggio…Oppure dimenticare di giocare una schedina con la combinazione vincente del Superenalotto e così via… Questo, tuttavia, non basterà a ripagarci della delusione e dall’amarezza di essere caduti, appunto, colpiti dal  suddetto “fuoco amico”. Quindi, tornando a parlare seriamente, è sicuro il nostro gentile politico che preferirebbe davvero sapere i nomi dei suoi sterili detrattori, insultatori, o sciocchi accusatori? Credo di no.

Comunque la stagione della politica ora volge al caldo torrido delle elezioni regionali, come sempre l’esito delle quali va oltre i risultati, oltre i governatori prescelti, perché ogni tornata elettorale è un test per valutare l’umore politico dell’elettorato, è la cartina di tornasole del gradimento delle azioni intraprese, dei risultati raggiunti, (o non raggiunti) ed è la proiezione, anche, dell’eventuale risultato di future elezioni a più lungo termine. Trovo che l’informazione e la disponibilità al dialogo siano le più preziose armi in possesso di chi, eletto dal popolo, non vuole perdere il contatto con esso, anche perché ciò sarebbe controproducente. Parlando in generale, di politici sdegnosi e superbi, o elusivi, che si sottraggono alla civile discussione e al confronto, i cittadini sono stanchi, come sono stanchi di discussioni bizantine, di onanistiche dissertazioni, di aria fritta. Essi desiderano risposte e spiegazioni. Ma non ha senso che un elettore, non appena ha a portata di voce un avversario o, peggio, la persona per la quale ha votato e della quale in qualche modo è rimasto deluso, l’attacchi a suon di insulti. Anche la persona più disponibile e paziente, se malamente apostrofata, rifiuta il dialogo. Non solo, come donna, poi, trovo davvero fuori luogo che, quando il politico appartiene al genere femminile, se è graziosa si usi per definirla la parte per il tutto, o, qualora sia un po’ meno dotata in venustà, le si lancino epiteti comunque allusivi all’età non più verde, all’aspetto, al peso, etc. etc. Ciò fa diventare penosa, o impossibile, anche  una semplice intervista Se chiediamo maturità e disponibilità ai politici, anche a quelli che ci parlano da queste pagine, credo sia doveroso, prima ancora, esigere da noi stessi, loro interlocutori privilegiati, la civiltà di modi, l’assenza di turpiloquio, l’onestà intellettuale, anche se sappiamo che la politica accende gli animi e non è possibile pretendere che sia uno sdolcinato minuetto.

L’interesse comune, quello che unisce elettori ed eletti, è il bene della nostra nazione, della nostra città, del nostro paese, del nostro quartiere…noi chiediamo, i politici devono ascoltarci, risponderci e fare.

Soprattutto fare.

Altrimenti la prossima volta voteremo qualcun altro. Come è giusto che sia, come si usa in democrazia, dove, senza demonizzare o distruggere nessuno, lo si rimanda semplicemente a casa.

Ho letto, e faccio mie, condividendole in assoluto, le parole con le quali il noto commentatore Pasquino al Mudnès conclude il commento Non scherziamo.

“…alle prossime elezioni regionali temo che voterò qualcuno che, con molto meno buonismo e garantismo, senza sbandierare tanto riformismo, propone provvedimenti per garantire ai cittadini quei diritti che la carta costituzionale riconosce – almeno per ora (speriamo bene) – loro, ma di cui i signori politicanti di destra e di sinistra costantemente nella pratica si disinteressano”.

Sono  l’essenza di una democrazia pragmatica, senza astio, senza inutili coinvolgimenti emotivi, senza passioni ideologiche estreme che talvolta impediscono onestà di giudizio e tolgono attendibilità alle valutazioni, purtroppo anche senza illusioni. Ma è democrazia.

Quella democrazia che, come direbbe Churchill[2], è un pessimo sistema di governo, ma tutti gli altri sono ancora peggiori.

 

……………………………………………………………………….Maria


1] Troll – nel gergo di Internet è detto un individuo che interagisce con la comunità tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente stupidi, allo scopo di disturbare gli scambi normali e appropriati.( http://it.wikipedia.org/wiki/Troll_)

 

[2] È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle forme che si sono sperimentate fino ad ora. (dal discorso alla Camera dei Comuni del novembre 1947)

http://it.wikiquote.org/wiki/Winston_Churchill

 

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