Pax et bonum: Panarea, civiltà, barbarie e sudditanza.

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A Panarea ci sono bellissimi rumori naturali: le onde, il vento, le cicale, i gabbiani

Fate in modo di poterli ascoltare quando cenate al chiaro di luna o bevete una malvasia: chiedete gentilmente ai gestori di ristoranti e bar di abbassare (o eliminare) la musica di sottofondo (o la TV!). Nessuno chiede questi “”tappetini musicali”” …

Vi ringrazieranno i vostri sensi e ne guadagnerà la vostra vacanza .”

 

Così recita l’accattivante pagina web del sito di Panarea, amena isoletta dell’arcipelago eoliano[1].

Non si citano, badate bene, “spettacoli” all’aperto con strombazzamenti vari, ma semplicemente la musica, spesso sgradevole, che talvolta i ristoratori, quasi sempre non richiesti, ci costringono ad ascoltare.

In molte altre località, invece, si segue una via alternativa: non silenzio, quiete, rispetto del riposo del cittadino, ma musica (talvolta), baccano, rumore, strepito allo stato puro (quasi sempre). In ossequio ad un pretestuoso e fasullo senso di aggregazione, divertimento, o peggio (come a Braida di Sassuolo per esempio) nel goffo ed inane tentativo di “integrare”, si costringono gli abitanti che hanno la sfortuna di abitare nei dintorni, a sorbirsi questi rintronanti frastuoni.

Il volume è altissimo, la qualità del suono spesso infima (ma si tratta solo di un’aggravante), mentre la calura serale costringe quasi sempre a tenere le finestre spalancate.

Risulta alle varie amministrazioni che ci siano cittadini che lavorano tutto il santo giorno e che hanno diritto a riposarsi anche dalle 21.00 in poi?

Risulta alle varie amministrazioni che esiste un limite di orario e soprattutto di livello sonoro?

Risulta alle varie amministrazioni che esistono spazi sufficientemente lontani dalle abitazioni ove, se proprio lo si ritiene necessario, si può dar luogo a tali esibizioni senza recare danno al diritto alla quiete dei cittadini?

Risulta alle varie amministrazioni che invadere lo spazio privato con odori molesti e rumori molesti autorizzandoli o, peggio, promuovendoli, è un atto di prevaricazione intollerabile ed inaccettabile?

La buona educazione ed il buon senso prevedono che il mio diritto al divertimento non travalichi dalle mura domestiche, invadendo le abitazioni del vicinato. Le varie amministrazioni sono sprovviste del succitato buon senso e della cosiddetta “buona educazione”?

Immagino che saranno sciorinati regolamenti comunali, provinciali, regionali, nonché delibere di sindaci e sindachesse. Poco più che carta straccia con qualche timbro e qualche scarabocchio.

Infatti il problema è un altro: chi Vi autorizza, cari amministratori, chi Vi ha delegato l’autorità di penetrare nelle mura domestiche con simile protervia?

Ritenete, solo per avere ottenuto la maggioranza alle precedenti elezioni, di aver acquisito codesti “diritti” sui cittadini che vi ostinate a considerare sudditi?

Risulta anche alle varie amministrazioni che si tratta di un diritto privato ed inalienabile?

Si deve ricorrere all’arma della raccolta di firme per ottenere il riconoscimento di un diritto che, lo ripeto, è  sacrosanto ed intangibile?



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