PATTO PER IL TRASPORTO PUBBLICO REGIONALE E LOCALE IN EMILIA-ROMAGNA PER IL TRIENNIO 2018-2020;

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Oggetto: Sviluppo Trasporto Pubblico Locale.

 

Premesso che:

 

  • L’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna ha approvato con delibera 115 dell’11/4/2017 e, successivamente, la Giunta Regionale ha approvato con DGR n°1412 del 25/9/2017 le Misure per il miglioramento della qualità dell’aria in attuazione del PAIR 2020 e del Nuovo Accordo di bacino padano 2017, il quale prevede tra gli obiettivi un potenziamento del TPL del 10%
  • Il Trasporto Pubblico Locale e il suo buon funzionamento è componente fondamentale per una città sostenibile sia da un punto di vista ambientale sia da un punto di vista della vivibilità della città stessa.
  • Il Trasporto Pubblico Locale è inoltre un’articolazione fondamentale nella pianificazione futura della città e che come tale necessita di un continuo e costante ripensamento al fine di saper cogliere i mutamenti e sapersi adattare agli stessi incarnando quel principio di resilienza che deve necessariamente caratterizzare la città del futuro.
  • la qualità dell’aria della Pianura Padana, per cause antropiche e geografiche, presenta forti criticità che interessano tutte le regioni più economicamente avanzate dal paese (Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte) e tutti i loro comuni (tra cui Modena) e che il TPL è una delle componenti che possono contribuire concretamente al miglioramento di questa situazione.
  • l’attuale situazione di conflitto tra sindacati e azienda SETA è motivo di preoccupazione sia per gli effetti negativi sul servizio alla città sia dal punto di vista del decadimento dei rapporti tra lavoratori e vertici aziendali.
  • L’auspicata positiva conclusione della vertenza deve vedere il pieno rispetto dell’autonoma iniziativa sindacale e delle responsabilità degli amministratori dell’azienda.
  • Risulta abbiano preso fuoco, nella provincia, durante il servizio 9 automezzi di cui 5 solo nel 2018; episodi che naturalmente hanno portato molta apprensione nell’utenza e nel personale di servizio
  • Il parco automezzi modenese ha una vita media di 11.5 anni su base provinciale e 10.5 anni su base comunale, con alcuni automezzi che hanno più di 20 anni di utilizzo

 

 

Preso atto del documento PATTO PER IL TRASPORTO PUBBLICO REGIONALE E LOCALE IN EMILIA-ROMAGNA PER IL TRIENNIO 2018-2020;

 

Rilevato che nel testo non vi sono riferimenti ai meccanismi di riparto dei contributi provenienti dal Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, anche ferroviario, nelle regioni a statuto ordinario, previsto dall’articolo 1, comma 301, della legge n.228/2012;

 

Considerato che:

 

  • La miglior offerta commerciale proposta e la rimodulazione dei prezzi effettuata durante la manovra tariffaria del 2016 ha portato ad un positivo aumento degli abbonamenti rispetto agli utilizzatori che preferiscono il biglietto di corsa singola
  • che il servizio del TPL è sostenuto per il 25-30% dalle tariffe e per il restante 70-75%, dai trasferimenti statali e regionali e che in particolare esiste un fondo dedicato all’acquisto di nuovi mezzi che dal 97 ad oggi è passato da 2314 milioni di euro a 495 milioni (toccando un minimo di 278 milioni)
  • Nonostante il piano investimenti di SETA in fase di attuazione preveda l’acquisizione di nuovi mezzi a basso impatto ambientale, anche in prospettiva, il piano di rinnovamento degli automezzi non è da considerarsi soddisfacente e andrebbe ulteriormente potenziato e sostenuto
  • nel bacino modenese si registra da anni una crescente domanda di TPL, confermata da incrementi significativi di titoli di viaggio venduti e dai passeggeri trasportati, alla quale non corrisponde un coerente aumento dell’offerta;
  • al Bacino di servizio TPL di Modena è da tempo assegnata una quota per i servizi minimi auto-filoviari pari a poco più di 12.400.000km, in proporzione sensibilmente inferiore a quanto riconosciuto ad altri bacini con popolazione numericamente molto più contenuta e con minore complessità territoriale e sociale (distretti sociosanitari, istituti scolastici, insediamenti produttivi, etc.);
  • da un confronto elaborato nel 2016 dall’Agenzia per la Mobilità di Modena, ad esempio, il contributo per abitante nel bacino modenese per i servizi auto-filoviari si attesta a 38,41€/ab., tra i più bassi della regione insieme a Reggio Emilia e Ravenna, contro i 62,29€/ab dell’Ambito Taro o gli 89,17€/ab di Bologna;
  • dal 2013 i corrispettivi riconosciuti all’Agenzia per finanziare il servizio attraverso il contratto con il gestore, non sono adeguati alle dinamiche inflattive, riducendo di fatto le risorse disponibili per il gestore per migliorare la qualità del  servizio, per gli investimenti e per il personale;
  • tale quadro produce negativi effetti sia sul servizio in termini di corse e qualità dell’offerta, sia sull’adeguato finanziamento degli investimenti e dei costi di esercizio sostenuti dal gestore, in particolare per quanto riguarda le dotazioni tecniche, mezzi e impianti, e il personale;
  • anche per fare fronte a tale situazione di oggettivo sotto-finanziamento dei servizi e per favorire gli investimenti nei mezzi e nell’innovazione tecnologica è stata approvata nel 2016 una manovra tariffaria del servizio urbano, che aumenta il contributo a carico degli utenti rispetto a quanto accade in altri bacini meglio finanziati da corrispettivi e contributi regionali;

 

 

IL CONSIGLIO COMUNALE DI MODENA

 

Denuncia tale stato dei riparti regionali dei finanziamenti per il TPL, ribadendo quanto da tempo gli enti locali modenesi, e in particolare il Comune di Modena, segnalano alla regione Emilia-Romagna;

 

Chiede l’apertura urgente del confronto sul riequilibrio dei riparti tra i diversi ambiti, dei contributi per il funzionamento dei servizi auto-filoviari, che tenga conto di nuovi parametri, superando la ripartizione storica;

 

Impegna il Sindaco e la Giunta:

 

  • a promuovere ogni azione volta a determinare dal prossimo anno 2018 una prima correzione e in termini più definiti, per gli anni successivi, nuovi riparti da assicurare tramite il prossimo Atto di Indirizzo e Coordinamento dell’Assemblea Legislativa, per il riparto dei finanziamenti per i servizi di trasporto pubblico locale.
  • a fare quanto possibile, in qualità di socio di SETA Spa, per allentare le tensioni tra vertici aziendali e rappresentanze sindacali, al fine ultimo di garantire la fruibilità massima agli utenti del servizio e poter arrivare nel più breve tempo possibile ad una posizione condivisa che permetta la piena sostenibilità dell’azienda e la massima soddisfazione dei lavoratori.
  • a sollecitare presso SETA risposte chiare ed esaustive sugli episodi che hanno visto incendiarsi diversi automezzi nel bacino modenese e a pretendere un piano di miglioramento per evitare che certi episodi possano ripetersi.
  • a sostenere, ove previsto e concesso, SETA nella richiesta di fondi per l’adeguamento del parco automezzi
  • a verificare con AMO e SETA come intervenire sull’attuale piano, per migliorarlo alla luce di come la città stia cambiando e ad individuare quelle evoluzioni che al momento non sono implementabili sulla base dei vincoli di Km massimi e costi sostenibili imposti dalla normativa.
  • Visti i buoni risultati dell’ultima rimodulazione tariffaria, a verificare con AMO e SETA la possibilità di implementare ulteriormente l’offerta commerciale nella direzione già presa, promuovendo e migliorando la reperibilità sul territorio del biglietto multicorsa, valutando la possibilità di abbonamenti scontati ad altre categorie di utenza e valutando le nuove possibilità di pagamento che le nuove tecnologie ora permettono.
  • a dare massima rilevanza al TPL nella stesura del nuovo PUG; in particolare ponendo grande attenzione allo sviluppo di quelle direttrici di spostamento principali che caratterizzano la nostra città, prevedendo quegli interventi volti a migliorare i tempi di percorrenza al fine di renderli più brevi e certi e rendendo il TPL complementare e alternativo alla mobilità dolce.
  • a richiedere con forza al governo un aumento del fondo per l’acquisto di nuovi automezzi almeno di quanto fatto negli ultimi anni (217 milioni di euro)
  • Viste le diverse e profonde criticità che in questo momento vedono SETA come protagonista, a valutare un rinnovamento del consiglio e della direzione dell’azienda in occasione delle nuove nomine, anche al fine di favorire un cambiamento del clima interno e delle relazioni industriali e contribuire alla qualificazione del servizio TPL modenese.

 

I consiglieri:

Diego Lenzini

Poggi Fabio

Morini Giulia

Di Padova Federica

Forghieri Marco

Pacchioni Chiara Susanna

Bortolamasi Andrea

Baracchi Grazia

Fasano Tommaso

Liotti Caterina Rita

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