Pasti e sicurezza per i tossicodipendenti

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Ma a quella del resto dei cittadini il  Ser T ci pensa? Quanto ci costa questo servizio?

 

Claudio Ferretti del SerT  afferma  di aver ottenuto risultati “lusinghieri sotto gli occhi di tutti” con le sue unità mobili.

Tali risultati sono talmente sotto gli occhi di tutti che per far capire a dei comuni cittadini come noi cosa egli intendesse è dovuto intervenire due volte.

Questo perché sotto i nostri occhi di contribuenti-elettori c’è infatti ben altro, come le foto pubblicate hanno documentato.

Prendiamo anche atto che da Ferretti le nostre proteste e le nostre proposte non vengono prese in nessuna considerazione, con buona pace di quanto invece appena ribadito anche dal nuovo Questore di Modena, che desidererebbe la collaborazione dei cittadini.

Quasi fosse il responsabile dell’AUSL o il sindaco di Modena, perentoriamente egli afferma infatti che “in futuro si potrà forse discutere per una diversa ubicazione del servizio”.

A questo punto crediamo di aver ben compreso la sua posizione e riteniamo di non aver più necessità di spiegazioni ne’ di interloquire con lui, che, tra l’altro, continua a non rispondere alla nostra domanda a proposito dell’incidenza percentuale del servizio mobile del SerT sull’addizionale IRPeF comunale (a dire il vero, nel conteggio si dovrebbe tener conto, come già detto in altri nostri interventi, anche del lavoro di HERA e delle forze dell’ordine indotto dalla presenza in zona di tossicodipendenti e di spacciatori, qui attirati dall’unità mobile).

Ne’ ci stupisce più, data l’incapacità da parte dei dirigenti del SerT di trovare argomenti validi per convincere noi, il fatto che i suoi operatori di strada debbano ricorrere alla “carota” per “agganciare” i tossicodipendenti.

Rivolgiamo pertanto le nostre richieste e le nostre proposte direttamente all’Amministrazione comunale, alla quale desideriamo innanzitutto ricordare che sarebbe buona norma che i dipendenti pubblici rispondessero a dei legittimi quesiti posti dai cittadini senza metterli in condizione di dover ricorrere alla legge 241/90 allo scopo e che, in secondo luogo, l’anno venturo ci saranno le elezioni amministrative: senz’altro, se le nostre proposte non saranno state ancora accolte, rammenteremo le parole di Ferretti all’atto delle nostre riflessioni precedenti al voto.

Siamo alle solite: si tutela una minoranza di persone, creando disagi ad una fascia ben più ampia della cittadinanza.

Si parla di siringhe “sicure”, ma non pensa ai bambini e a tutte le persone comuni che devono convivere con il degrado e le condizioni di igiene precario che i loro assistiti “regalano” loro.

Prendiamo altresì atto che le tasse pagate dai Modenesi sono utilizzate per sfamare, dissetare e fornire siringhe (che saranno anche sicure, ma non vediamo come possano costituire un incentivo a smettere di drogarsi) anche a tossicodipendenti provenienti da altre città, e che tra le forze politiche locali solo il PdL col consigliere Leoni, finora, sembra avere prestato attenzione a questa nostra protesta.

Chissà che a qualcuno non venga in mente di mettere on line una petizione anche per questo argomento e di inviare qualche immagine al Forum italiano ed europeo per la sicurezza.

Concludiamo ricordando la nostra proposta: si smetta di servire “a domicilio”, a spese di tutti, i tossicodipendenti (creando in questo modo punti di riferimento per essi e per gli spacciatori); se proprio si ritiene di dover raggiungere i tossicodipendenti sul territorio, lo si faccia attraverso operatori qualificati ed adeguatamente preparati, in grado di convincere i tossicodipendenti stessi (senza dover ricorrere a “regalini” per imbonirli) a recarsi presso il SerT per svolgere un serio programma di disintossicazione e di recupero.

E lo si faccia “ecologicamente” (in bicicletta o a piedi): il denaro risparmiato potrà così essere utilizzato per cose molto più utili ai Modenesi, come, ad esempio, per acquistare apparecchiature per ipertermia oncologica (i nostri malati di cancro devono recarsi fuori regione per usufruirne presso strutture pubbliche, convenzionate o private) e per concedere più indennità di accompagnamento a quei cittadini che ne abbiano effettiva necessità.

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