Passata l’adozione della variante al Poc sull’ex Consorzio agrario.

Condividi su i tuoi canali:

None


EX CONSORZIO AGRARIO, IL DIBATTITO IN CONSIGLIO COMUNALE

Numerosi gli interventi in Aula prima dell’adozione della variante urbanistica

E’ passata con il voto favorevole di Pd, Sel, Mpa e Udc, contrario di Fratelli d’Italia e Modena futura, con l’astensione di Modenasaluteambiente.it e Sandro Bellei, Adolfo Morandi e Olga Vecchi del Pdl, e il non voto di Andrea Leoni, Luigia Santoro e Pier Luigi Taddei del Pdl, in Consiglio comunale, l’adozione della variante al Poc sull’ex Consorzio agrario.

Nel dibattito, Davide Torrini dell’Udc ha ricordato di aver proposto già anni fa di procedere a stralci e ha espresso la propria amarezza “perché quell’area sarebbe potuta essere riqualificata già allora. Non sono tempi accettabili, ma oggiAggiungi un appuntamento per oggi dobbiamo pensare alla città e dare un’opportunità a quella zona, per cui voteremo a favore”. Della stessa idea anche Sergio Celloni di Mpa, secondo cui “l’area è stata per anni una discarica a cielo aperto: perché l’Amministrazione non ha avuto lungimiranza quando i momenti erano giusti? Siamo fuori tempo massimo, ma mi sento in dovere, nei confronti della città, di dare un voto a favore”. Per il Pdl, Sandro Bellei ha dato merito all’assessore di aver sbloccato la questione: “Siamo giunti a una soluzione logica e dovuta, quindi un plauso per il risultato – ha affermato – ma anche amarezza perché è stato perso tanto, troppo, tempo”. Luigia Santoro ha affermato: “La legge non è sempre uguale per tutti, si è consentito a Coop di impedire a Esselunga la realizzazione di un ipermercato: mai sarebbe successo il contrario. Sul lotto del Comune, inoltre sono stati gettati i soldi dei cittadini”. Per Andrea Galli “l’Amministrazione ha colpe gravissime e arriva oggiAggiungi un appuntamento per oggi a questo provvedimento perché siamo a ridosso delle elezioni. Durante il voto uscirò dall’Aula perché non voglio essere complice dell’ennesimo imbroglio alla città”. Anche per Andrea Leoni l’avvicinarsi delle elezioni ha spinto alla chiusura della questione: “E’ sempre meglio fare qualcosa, anche se tardi, piuttosto che non fare niente, ma ciò non cancella le responsabilità e il giudizio negativo sull’operato dell’Amministrazione”. Olga Vecchi si è complimentata con l’assessore Giacobazzi ma ha anche parlato di “inerzia politica che ci lascia la bocca amara” e ha espresso perplessità sul futuro dell’area. Per il capogruppo Adolfo Morandi “la situazione, vergognosa e insostenibile, andava sbloccata, ma sull’operato dell’Amministrazione in questi anni il giudizio rimane negativo. Spero che Esselunga porti a conclusione il proprio progetto riportando l’area alla normalità”. Secondo Sandra Poppi di Modenasaluteambiente.it “questa parte di città ha bisogno di essere recuperata e integrata con il resto di Modena, ma non va per forza riempita con capannoni, edifici e supermercati. Sono davvero necessarie altre strutture commerciali?”. Eugenia Rossi di Etica e legalità ha ricordato che “nella zona furono distrutti edifici antichi con valore industriale prima di sapere cosa vi sarebbe sorto. Il problema ora è che mancano le risorse per costruire il passaggio di congiunzione tra le parti nord e sud della città”. Per Nicola Rossi di Modena Futura la delibera “è una beffa ed è di una semplicità tecnica disarmante. Il Comune aveva il dovere di assumere un ruolo di traghettatore e non l’ha voluto fare e se oggiAggiungi un appuntamento per oggi sblocca la situazione ci deve essere una motivazione”. Per Michele Barcaiuolo di Fratelli d’Italia non c’è ragione di plauso: “La soluzione è arrivata tardi e l’errore gravissimo che il Comune oggiAggiungi un appuntamento per oggi tenta di risolvere in maniera salomonica è quello di non aver fatto sedere le parti al tavolo spingendole a trovare una soluzione”.

Per il Pd, anche Michele Andreana ha sottolineato che sarebbe stato preferibile un accordo tra i vari soggetti coinvolti, “ma non è stato possibile. La soluzione individuata oggiAggiungi un appuntamento per oggi – ha aggiunto – scontenta un po’ tutti e forse si poteva anticipare, ma sblocca una vicenda su cui non si poteva più aspettare”. Fabio Rossi ha evidenziato che “la ratio finora usata è stata quella di tenere insieme le parti. Credo che l’ammissione dell’Amministrazione di non essere riuscita nel percorso sia un’operazione trasparente di buona politica”. Il capogruppo Paolo Trande ha ricordato la sentenza del Tar: “Stabilisce che il Comune non ha avuto comportamenti di parte e che Coop Estense non ha fatto ostruzionismo. Mi convince di più l’analisi fatta da un tribunale piuttosto che l’interpretazione faziosa di una parte politica sull’esistenza di un cartello tra Amministrazione e Coop”.

In conclusione, sono intervenuti anche il sindaco di Modena Giorgio Pighi e l’assessore alla Programmazione e gestione del territorio Gabriele Giacobazzi. “Il nostro compito non è finito, rimane la funzione di coordinamento del Comune per lo sviluppo del comparto”, ha affermato Pighi. “Un piano urbanistico unitario è preferibile ma nell’impossibilità è necessario fare un passo indietro. Rispetto a una area in quelle condizioni e alle mutate condizioni economiche non si può più attendere”. Giacobazzi ha infine ricordato che “l’accordo tra le parti è tuttora possibile, ma se non si arriverà a una soluzione unitaria, con questa delibera siamo comunque sicuri di poter esercitare il controllo in modo diverso. Le strutture di vendita che potranno essere realizzate – ha ricordato – non potranno superare i 1.500 metri quadrati: non verranno quindi realizzati ipermercati”.

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

L’arco e le frecce

Un tragico incidente, un’uscita fuori strada autonoma, uno dei tanti drammi che insanguinano le nostre strade. Così, poteva essere reso noto e archiviato, ciò che

Non ti fidar dell’acqua cheta

Sull’Ansa ho trovato il lungo elenco di catastrofi provocate da frane e alluvioni in Italia negli ultimi settant’anni: 101 vittime nel Polesine (1951), 325 persone

Gli ambientalisti nelle pinacoteche

L’ultima moda di certi ambientalisti è utilizzare le pinacoteche ed i musei per protestare. Così in questi giorni cinque attivisti di ‘Ultima generazione’ sono entrati