Passare alla Storia o passare alla cassa

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La beatificazione post mortem, abitudine italiota fra le più radicate, nel caso dei Presidenti della Repubblica non  aspetta quel ""traguardo""  ma inizia non appena l'eletto sale al Quirinale. 

Dopo i primi  tempi, nei quali  la giornata  dell’ormai ex Presidente  della Repubblica ci viene  narrata in stile “”tutto il calcio minuto per minuto””  sicuramente  si allenterà  l’attenzione su questo  “”grande vecchio””  che ha praticamente dedicato tutta la vita alla politica. Il 10 maggio 2006 è stato eletto Presidente e, per la prima volta nella storia repubblicana , 20 aprile 2013 è stato rieletto; con le dimissioni del 14 gennaio 2015 è  divenuto  per diritto Senatore a vita,  quale Presidente Emerito della Repubblica.

Mi guardo bene  dall’unirmi alla beatificazione post mortem, abitudine italiota fra le più radicate che, nel caso dei Presidenti della Repubblica non  aspetta quel “”traguardo””  ma inizia non appena l’eletto sale al Quirinale. Da quella fatidica data, sarà il  “”padre nobile”” e  verranno dimenticati anche spiacevoli e scomodi episodi nella sua precedente carriera politica. Pertanto,  sia durante il mandato, sia ora, da pensionato di lusso, la parola che Napolitano più sovente si sentirà rivolgere è “”Grazie! “” Per  essere stato attento custode della Costituzione, per aver mantenuto  saldamente il timone della nazione, etc. etc. …  Così va  il mondo. Personalmente credo che Napolitano, da Presidente, abbia, su tutte, la colpa di aver ordinato, avvalendosi di una  prerogativa del Capo dello Stato,  la distruzione  delle intercettazioni telefoniche in cui  parlava  con il Ministro dell’Interno Mancino, indagato per la “”Trattativa Stato -Mafia””. Secondo me, proprio  come Presidente della Repubblica, avrebbe dato uno splendido esempio di trasparenza e di onestà, chiedendo, invece, che venissero pubblicate: avrebbe  spento sul nascere tutte le insinuazioni e avrebbe tranquillizzato i cittadini; così non è stato, e questa, sempre secondo me, è stata davvero un’occasione perduta … Ma, se Napolitano non può cambiare il passato, può, almeno, agguantare il presente, potrebbe essere questa l’occasione d’oro, per passare alla Storia. Non è certo nell’indigenza…Potrebbe rinunciare con un gran colpo di teatro, a tutti i benefici, anche se gli spettano, a partire dalla  carica di “”Senatore a vita”” …al maggiordomo, allo chaffeur, all’auto blu per sé e figliolanza, a tutti gli altri costosi (per noi)  privilegi inenarrabili… che stridono con la  sofferenza e le difficoltà che opprimono tanti italiani. Sarebbe un’occasione meravigliosa, per chiudere in bellezza…scegliendo di passare alla Storia, invece  di accontentarsi di passare alla cassa.

***

 

Come sempre, presento brevemente gli articoli presenti nel numero on line da oggi:

 

Tutto bene, cio’ che finisce bene. di Massimo Nardi

Grazie allo Stato che pero’ dimentica i Maro’.Dal titolo, copiato da una commedia di William Shakespeare, il lettore avrà già capito che l’autore si riferisce alla liberazione di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, rapite da uno dei tanti gruppi islamici, mentre portavano aiuti umanitari in Siria.

 

Isis, Triton e i casi umani di Alex Scardina

Paura, paura, paura… se abbiamo paura non reagiamo razionalmente e lasciamo loro sempre più spazio per operare.

 

Dopo i tragici eventi di Parigi, C’è chi chiede la revisione degli “”Accordi di Schengen””   e chi si oppone ad essa, per motivi legati alla privacy e opportunità. Questo il tema per Opinioni a confronto, a firma  Alberto Venturi e Gianni Galeotti

 

Bando alle illazioni,associamoci al festante ritorno di Italico Cauteruccio

Il rilascio delle due cooperanti Vanessa e Greta, è stato caratterizzato da aspre polemiche sulle modalità e sull’ingente riscatto, mentre il Ministro degli Esteri rilascia fumose dichiarazioni in merito

         

L’uomo sul mirino: American Sniper di Francesco Saverio Marzaduri

American Sniper è un’opera in bilico tra il retorico e l’asciutto, in perenne sospensione sul fil rouge della demarcazione, della sottile linea (rossa) in cui termina il più ottuso conservatorismo e comincia il più singolare idealismo.

 

La matrice è politica  di Paolo Danieli

La ragione per la quale si sono mossi i terroristi è stata quella di colpire gli europei, colpevoli di aver bombardato e ucciso nei paesi arabi.

 

Auguro a tutti buona settimana e buona lettura del n. 452-115

 

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