Passare alla Storia? Meglio passare alla cassa

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""...tornano alla mente calciatori come Rivera, Facchetti, fedeli ai loro rispettivi club…e Gigi Riva, soprattutto, che a suon di miliardi delle vecchie lire era richiesto dalle più importanti squadre d’Italia e scelse di rimanere in una squadra di provincia, il Cagliari, restituendo e ricambiando l’amore esclusivo e profondo con il quale la Sardegna lo aveva accolto.""
art. di A.Z.


Dopo  la lezione di civismo e legalità impartitaci da Daniele de Rossi,  che nelle scorse settimane, dichiarandosi contrario alla “carta del tifoso” ha pensato bene di  dire che occorrerebbe la “carta del poliziotto”[1],  un altro calciatore esterna il proprio pensiero, inducendoci a riflettere su noi stessi.

 “”Siamo proprio un paese ridicolo””.

Ci rende edotti di questo il capitano della Nazionale, Fabio Cannavaro, commentando la proposta  del ministro Calderoli : “”E’ giusto che anche il mondo del calcio partecipi ai sacrifici degli italiani di fronte alla crisi””.

Certo, cantare l’Inno di Mameli, magari in un goffo playback o inserendo apprezzamenti poco lusinghieri sulla capitale,  d’azzurro vestiti, prima di una partita di calcio,  è una cosa… correre    il pericolo di subire  una pur remota sforbiciatina a premi e ingaggi milionari, ne è un’altra.

Parole dette, non a caso, da calciatori multimilionari, disposti ogni stagione a cambiare casacca in nome dell’ingaggio più sostanzioso, senza alcun problema…e tornano alla mente calciatori come Rivera, Facchetti, fedeli ai loro rispettivi club…e Gigi Riva, soprattutto, che a suon di miliardi delle vecchie lire era richiesto e conteso  dalle più importanti squadre d’Italia  e scelse di rimanere in una squadra di provincia, il Cagliari, restituendo e ricambiando l’amore esclusivo e profondo con il quale  la Sardegna lo aveva accolto.

Grandi calciatori, ma soprattutto grandi uomini.

Personaggi ed eventi, questi, dei quali leggiamo nelle cronache del passato, come leggiamo un libro di storia, relativamente vicina nel tempo, ma infinitamente remota negli ideali e nella statura umana dei protagonisti.

E torna in mente lo scalfariano “Io non ci sto”, che si sdegnava quando il cosiddetto “gioco al massacro” delle indagini  sfiorava lui;  viene da pensare alla versione, in questo caso tintinnante di spiccioli,  di quel NIMBY [2] che riempie la bocca di certi fasulli favorevoli al nucleare;   è la logica  aberrante di chi  concorda sul fatto, per fronteggiare l’emergenza., per arginare  la crisi, per  per il bene della nazione, approva e auspica il rigore e i sacrifici… ma  fatti dagli altri.

Esistono versioni anche più sguaiate per chiarire il concetto, sinteticamente basterà dire che è molto facile essere generosi con i soldi degli altri, fare i grandi con i sacrifici chiesti agli altri,  fare gesti nobili togliendo privilegi agli altri… Questa misteriosa genìa, “ gli altri” …chi sono alla fine?

Non i politici, non i magistrati, non i farmacisti,  non i calciatori, non …queste sono solo le prime categorie che mi vengono in mente, quelle che con indignazione hanno reagito alla manovra economica allo studio del Governo. In particolare i magistrati che hanno deciso varie iniziative di  protesta, fra queste lo sciopero del 1 luglio prossimo, giudicando i tagli previsti “”iniqui”” e “”punitivi”” nei  loro confronti.

E’ impossibile non ripensare, infine, ad un leggendario “Controcorrente” di Montanelli,nei primi anni ’80, a commento del gesto di Ronald Reagan, che si diminuì lo “stipendio” , riducendo per legge  l’appannaggio del Presidente, proprio mentre in Italia, con votazione unanime, ovviamente, i nostri parlamentari avevano provveduto  ad un ritocchino notevole, all’insù, della loro già consistente  indennità.

Montanelli, cito a memoria, quindi forse non uso le stesse parole, disse che evidentemente Ronald Reagan voleva passare alla Storia, i nostri parlamentari si accontentavano di passare alla cassa.

Questo vale per tutte le categorie di cui sopra, pronte ai sacrifici, ma solo ai sacrifici degli altri.

Dobbiamo rassegnarci.

Mi pare di capire che gli “altri” siamo soltanto noi.

                                                                                                A.Z.

 

 

 



[1] A queste dichiarazioni hanno reagito sia il Ministro dell’Interno Maroni, sia il Capo della Polizia Manganelli.

Queste le parole del primo: “Ho letto le dichiarazioni di Daniele De Rossi sulla tessera del tifoso e siccome è una cosa che mi sta a cuore, come mi stanno a cuore le forze dell’ordine, ne ho parlato anche con il Capo della polizia. Ovviamente sono dichiarazioni che non condivido. Si tratta di un persona che andrà a rappresentare l’Italia ai Mondiali, un personaggio pubblico che ha un certo seguito. Uno si sforza tanto di mandare dei messaggi positivi. Confermo che la tessera sarà introdotta come previsto con l’avvio del prossimo campionato di calcio così come concordato con tutte le società di calcio“.

 “Sono letteralmente indignato e non certo perché ci sia qualcuno che non condivide una certa iniziativa, esprimendo un più che legittimo dissenso. Quello che mi indigna è la volgare strumentalizzazione di un occasionale episodio, certamente riprovevole, oggi al vaglio della magistratura, che mette sullo stesso piano delinquenti violenti e poliziotti che darebbero anche la vita per difendere tutti. Perfino persone che fanno dichiarazioni del genere” Queste sono le parole del Capo della Polizia

http://www.calcioblog.it/post/12937/daniele-de-rossi-contro-la-tessera-del-tifoso-perche-non-la-tessera-del-poliziotto

[2] Con NIMBY (acronimo inglese per Not In My Back Yard, lett. “”Non nel mio cortile””) si indica un atteggiamento che si riscontra nelle proteste contro opere di interesse pubblico che hanno, o si teme possano avere, effetti negativi sui territori in cui verranno costruite, come ad esempio grandi vie di comunicazione, cave, sviluppi insediativi o industriali, termovalorizzatori, discariche, depositi di sostanze pericolose, centrali elettriche e simili.

 

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