Partiamo dalla scuola

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Se rivoluzione liberale deve essere, allora partiamo dalla scuola !

Molti di noi ricordano gli anni di scuola di ogni età e grado come specchio di vita.

Se siamo quello che siamo, lo dobbiamo anche alla qualità della nostra scuola.

 

1950 – all’interno di edifici scolastici scadenti, improvvisati e ricostruiti sulle macerie dei bombardamenti, hanno esercitato Insegnanti con professionalità elevate, di fronte ad una moltitudine di studenti indisciplinati, ma assetati di sapere. La generazione uscita umiliata da cinque anni di guerra ha dovuto e saputo raddrizzare le strutture economiche e culturali dell’Italia.

 

1970 – all’interno di edifici scolastici rinnovati, la generazione di studenti-bambini ha rovesciato il sistema scolastico, delegittimando gli stessi loro Insegnanti e pretendendo il 6 politico. La Università, da strumento di valutazione del merito è stata trasformata in strumento di selezione politica e di quel potere economico,che ha portato all’Italia un debito pubblico incolmabile.

 

1990 – all’interno di edifici scolastici modello, la generazione di insegnanti eletti con il 6 politico, distribuisce saggi di totalitarismo e di non-cultura ai nostri figli e nipoti, ben lieti di adottare a modello di vita tutte le scorciatoie suggerite da “”insegnanti virtuali””.  La Università, che ha scommesso sulla quantità, piuttosto che sulla qualità, deve rincorrere quelle straniere con conseguente fuga di cervelli, quelli che mancano per fare risorgere l’economia italiana.

 

2008 – all’interno di edifici scolastici di nuovo fatiscenti e devastati da bande di studenti-guerrieri, la vigilanza scorta gli insegnanti a difesa della loro incolumità.

All’esterno degli edifici scolastici pattuglie di polizia piantonano i giardini pubblici per evitare lo spaccio di droghe e la prostituzione fra gli studenti-insegnanti. L’economia italiana è in mano alle aziende straniere ed alle banche di sinistra.

 

La rivoluzione liberale della scuola deve incominciare da queste prevedibili realtà che angosciano qualunque cittadino-persona-genitore-lavoratore-contribuente.

Noi, gente comune, che non studia i fenomeni astratti, ma deve fare funzionare la propria famiglia, la propria attività e qualunque incarico possiamo avere nella società civile e produttiva, dobbiamo toglierci il paraocchi che ci impedisce di vedere la cruda realtà che viviamo, che è frutto dei nostri mali peggiori.

 

La rivoluzione liberale della scuola dobbiamo farla noi POPOLO DELLA LIBERTA’poichè nessuna sirena arcobaleno avrà mai interesse a dare “”calci nel culo””  alle classi elette di “”brigatisti””, “”no-global””, “”clandestini””  e quanti altri  possano  essere anche lontanamente bisognosi  di  Aiuti di Stato.

 

 Presidente del Circolo della Libertà Cognento

 

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