Parliamo dello tsunami calcistico per eccellenza

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Luca Baraldi, presidente del Modena Fc, analizza lo scandalo intercettazioni che ha colpito il calcio e ha inferto un colpo mortale ad uno sport che ogni estate regala scandali e patemi ai tifosi. Baraldi è stato direttamente coinvolto nella vicenda, ma non come indagato bensì come uno dei truffati.

Lui, in tempi non sospetti, denunciò quello che a distanza di un anno si è rivelato lo tsunami calcistico per eccellenza.

 

Presidente, nessuno si aspettava uno scandalo di queste proporzioni. Sembravano soltanto chiacchiere da bar ed invece

 

Infatti, tutti avevamo la sensazione che qualche squadra avesse dei favoritismi, ma credevamo fossero soltanto chiacchiere da sportivi delusi. Ed invece quelle che prima erano soltanto illazioni ora sono diventate realtà attraverso le intercettazioni telefoniche.

 

Ma lei che idea si è fatto?

 

Io dico soltanto che spero che venga fatta giustizia. Se qualcuno ha sbagliato deve pagare e la presenza di Borrelli, come capo ufficio indagine della Figc e di Guido Rossi al timone della Federcalcio credo siano le migliori garanzie per gli sportivi e per la voglia di lealtà sportiva che si respira. Le intercettazioni pubblicate dai giornali sono piuttosto compromettenti, che ci fosse un disegno super-campionato credo sia ormai un dato di fatto.

 

Il Modena ha le possibilità di essere ripescato in A?

 

Lo spero, ma tutto dipende dalle punizioni inflitte dalla giustizia sportiva. Se dovessero retrocedere quattro squadre e non cambiassero i format dei campionati allora il Modena avrebbe tutte le carte in regola per puntare alla A.

 

Lei ha portato un nuovo modo di fare calcio: business e sport uniti. Progetto ambizioso.

 

I costi che ha una squadra di calcio rischiano di portare al collasso il nostro mondo. Per questo credo che debbano essere rivisti al ribasso, ossia limitare gli stipendi dei calciatori e ridurre le spese superflue. Non dico che i giocatori non debbano guadagnare certe cifre ma lo devono fare diversamente. Nel nostro progetto triennale, tanto per fare un esempio, lo stipendio fisso passerà dall’ 80% al 50% e sarà integrato da contratti ad obiettivo. Quindi sarà introdotta una parte variabile importante che tutela le casse societarie ma che consentirà ai giocatori, se si comporteranno correttamente in campo e fuori, di avere stipendi comunque importanti. In più bisogna investire sui giovani, solo attraverso questa convinzione una squadra di calcio può sopravvivere senza dover quotidianamente andare a battere cassa dall’azionista.

 

Torniamo un attimo allo scandalo intercettazioni. Ci racconti quello che le è accaduto di persona.

 

Facevo il dirigente a Parma. Con la squadra andammo a Lecce a giocarci la salvezza, se avessimo pareggiato la Fiorentina si sarebbe salvata. Ed in effetti la partita finì 3-3. L’arbitro era De Santis (c’è un’intercettazione in cui il fischietto romano dichiara “le due squadre vogliono fare la partita ma noi ci mettiamo in mezzo”) che ammonì ben cinque giocatori del Parma. Cosa c’è di strano? Che tutti e cinque erano diffidati e che non poterono giocare lo spareggio di andata con il Bologna. Io denunciai all’ufficio indagine la scientificità di quelle ammonizioni e a distanza di un anno ho avuto almeno ragione. De Santis è tra i principali imputati di Calciopoli.

 

Teme che la politica possa entrare a tutelare le grandi squadre, Milan e Fiorentina in primis?

 

La politica sono convinto che ci proverà, abbiamo già avuto segnali in questa direzione. Ma sono altrettanto convinto che Guido Rossi non glielo permetterà. Lo ribadisco, ho una grande stima del Commissario e ha già dato segnali forti di non tollerare ingerenze.

 

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