Par condicio

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Roma è la capitale di una regione o di uno Stato sovrano? Raggi o non Raggi? Siamo onesti, non è solo colpa sua. Destra e sinistra hanno contribuito alla grande.

 


Vedere la città di Roma dopo alcuni anni di lontananza fa sempre un certo effetto e non necessariamente in meglio rispetto a quella che ti ricordavi. L’ultima volta è stato nel 2015, ma il raffronto per me viene da più lontano: dalla fine degli anni ’80. Forse, allora, aveva senso la canzone di Antonello Venditti Quanto sei bella Roma quando è sera. Oggi, a mio avviso non si può dire. Le stesse vie del centro sono cambiate. Serrande di negozi abbassate, o se aperti, contenenti merce che si può trovare anche in un qualsiasi mercato rionale. La stessa Via Condotti, gioiello del lusso, desolatamente vuota (parliamo di venerdì e sabato in tempi di saldi). Anni fa facevi caso alle file di turisti, per lo più stranieri, che gestite da bodyguard elegantemente vestiti di nero, li facevano entrare uno per volta. Oppure, l’interminabile fila davanti a Cenci a pochi passi dal parlamento. Ma che qualcosa sia cambiato, non si vede solo sul versante moda: si riscontra anche nella ristorazione. Ormai, solo pochi locali non hanno il loro, o anche due, butta dentro che ti decantano le specialità della cucina. Le buche per strada, poi, non sono un’invenzione! Marciapiedi scommessi e avallamenti, che i poveri ammortizzatori dei taxi ormai sopportano con rassegnazione, come i turisti che devono rassegnarsi a non vedere uno straccio di ricevuta. Una cosa è certa il suo peggioramento non è dovuto solo a una persona.

Cambiamo argomento: speriamo che dopo questa tornata elettorale, che coinvolge due regioni, Emilia Romagna e Calabria, che sono agli antipodi una dall’altra, i politici smettano di parlare e agiscano per il bene della nazione.

Termino parlando di carri bestiame e mi riallaccio a quanto scritto inizialmente. A Roma ci sono andato in treno. Niente da dire, sia all’andata, sia al ritorno: viaggiavo con l’alta velocità. Il problema è il regionale che da Bologna ti porta a Modena. Ora mi scappa da ridere. Quando ho fatto il biglietto, il solerte impiegato mi ha raccomandato di timbrarlo prima di salire, cosa che ho fatto. Il problema è stato il treno che straripava di passeggeri. Mancava solo che qualcuno si fosse sdraiato nello spazio porta valige ed eravamo veramente al completo. Ecco, qui mi sarebbe piaciuto vedere il controllore che cercava di scoprire eventuali clandestini.

Sempre ammesso che fosse riuscito a salire.

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