Paolo Guzzanti al Teatro Carani

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Ospite degli “Incontri con l’Autore”, domenica 24 ottobre alle 11

 

“Guzzanti Vs Berlusconi” e l’ultimissimo “Guzzanti Vs De Benedetti”: sono questi i due libri che verranno presentati, domenica 24 ottobre alle ore 11 presso il teatro Carani, nell’ambito degli Incontri con l’Autore: la rassegna culturale delle Fiere d’Ottobre organizzata dal Comune di Sassuolo ed Sgp, coordinata e diretta da Roberto Armenia, con il contributo di Lapam Confartigianato Imprese.

A presentare i due libri, intervistato da Roberto Armenia, sarà l’autore: Paolo Guzzanti.

Paolo Guzzanti è conosciuto e stimato come il polemista più corrosivo del giornalismo italiano: giornalista  della carta stampata e  della televisione, politico ( XIV legislatura senatore; XV legislatura ancora senatore poi deputato XVI legislatura dal 30 maggio 2001 al 27 aprile 2006: prima senatore , ha fatto parte del PSI, del Patto Segni e di Forza Italia, eletto nella XVI legislatura deputato PDL. E’ stato anche presidente –dal 2002 al 2006-  della famosa Commissione parlamentare d’inchiesta per il “dossier Mitrokhin” e l’attività d’intelligence italiana –minacce di morte- : nel 2009, ha lasciato il PDL e la coalizione di Silvio Berlusconi, in evidente disaccordo con il premier .

“Guzzanti Vs Berlusconi” (Aliberti 2009). Colpito dall’autobiografia di Lee Iacocca, amministratore delegato della Chrysler, nel giugno 2000 Berlusconi aveva incaricato Paolo Guzzanti, giornalista e allora deputato di Forza Italia, di scrivergli una biografia su quel modello e per questo gli concesse delle lunghe interviste. Berlusconi poi cambiò idea e il libro non uscì. Guzzanti ha utilizzato il materiale per questo libro pubblicato dopo essere uscito dal Pdl.

“Guzzanti Vs De Benedetti” (Aliberti 2010). Carlo De Benedetti, “”l’Ingegnere””, è uno dei maggiori protagonisti della recente storia italiana: industriale ed editore, ha combattuto una guerra di trent’anni contro il suo arcinemico Silvio Berlusconi, dalla Sme alla Mondadori, dall’industria alla politica. De Benedetti, con la potenza mediática del suo gruppo Repubblica-L’Espresso, ha influito sugli equilibri del Paese in maniera speculare e opposta a Berlusconi, che detesta ma di cui riconosce – in questo libro – le capacità. Paolo Guzzanti è stato testimone diretto e parte in causa di questo conflitto trentennale. Membro fondatore di “”Repubblica””, intervista De Benedetti e racconta le sue esperienze con Eugenio Scalfari, Gianni Agnelli, Ezio Mauro e Paolo Mieli (comprese alcune telefonate notturne in cui, impersonando il presidente Sandro Pertini, costrinse i capipartito a presentarsi il giorno dopo al Quirinale). In questo libro Carlo De Benedetti racconta la sua vita pubblica e privata, svela per la prima volta il retroscena sul cambio della direzione di “”Repubblica”” ed esprime un’opinione amarissima sulla classe politica italiana, non soltanto di destra ma anche su quella del Partito democratico, di cui prese la mitica tessera numero uno. Un serrato faccia a faccia fra due protagonisti, che affrontano il passato e il presente della politica e del giornalismo in un Paese perennemente tormentato dalla mancanza di regole e alla ricerca di un equilibrio tra informazione ed etica.

L’incontro con Paolo Guzzanti, intervistato da Roberto Armenia, si svolgerà domenica 24 ottobre a partire dalle ore 11 al teatro Carani con ingresso libero e gratuito.

Al termine dell’incontro l’autore è a disposizione per rispondere alle domande del pubblico e dedicare copie dei suoi libri.

 

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Bice vi propone queste note di Roberto Armenia su Paolo Guzzanti:

 

 

 

 

Paolo GUZZANTI (Roma 1940) è giornalista  della carta stampata e  della televisione:Giornali “L’Avanti!”, “la Repubblica” di Scalari e poi Ezio Mauro; “La Stampa” di Paolo Mieli e poi Ezio Mauro prima de “la Repubblica”; “Il Giornale” vice-direttore ed ora editorialista di “Panorama”

 

Ha condotto trasmissioni televisive “Chi l’ha visto ?” e “Bar Condicio”

 

Opere editoriali

“Come usare l’Italia” (Mondadori 1985);

“Cossiga uomo solo” (Mondadori 1992);

“I Presidenti della Repubblica da De Nicola a Cossiga” (Laterza 1992);

“I giorni contati” (Baldini Castoldi Dalai 1995);

 “L’Italia del 2000” (“La Stampa” 1996);

“Ustica. La verità svelata” (Bietti 1999);

“Il mio agente Sasha. La Russia di Putin e l’Italia di Berlusconi ai tempi della seconda guerra fredda” (Aliberti Editore 2009)

“Abbasso la dieta mediterranea” (Aliberti Editore 2009);

“Guzzanti versus Berlusconi”  (Aliberti Editore 2009);

“Guzzati versus De Benedetti” (Aliberti Editore 2010, maggio)

 

dal blog di Paolo Guzzanti:

 “sono nato il 1 agosto 1940, quando l’Italia era appena entrata vigliaccamente in guerra contro una Francia già battuta dai tedeschi … il mio futuro mito era Winston Churchill … ero uno scolaro completamente pazzo, indisciplinato e ingestibile

Mio nonno Vincenzo Guzzanti professore al liceo Visconti faceva colpi di mano travestito da ufficiale tedesco, finchè non lo arrestarono e non lo portarono a via Tasso dove fu torturato e poi liberato dagli americani. L’altro mio nonno (materno) Primo Calducci fu redattore capo della “Nuova Antologia” , avvocato, giornalista, prte spretato, socialista, grecista ed ebraista , tradusse i Vangeli apocrifi e alla fine, una revolverata in un’armeria, lo freddò, nel 1921. Mio padre Corrado era nato ingegnere al traffico e si occupò sempre di tram, autobus, metropolitane e sistemi viari. Suo fratello Elio è medico, è stato Ministro della Sanità con Dini ed ha quasi 90 anni portati brillantemente.

Dopo la guerra arrivò la guerra fredda e mio padre e suo cognato Fausto, fratello di mia madre (diventato comunista. Sarà poi radiato) discutevano per ore su democrazia, dittatura, libertà, comunismo, fascismo, e io stavo zitto .

Come tutti i ragazzini del tempo di guerra, si ascoltavano commedie alla radio, si vedevano pochi film in b/n e la vita intorno a noi era violenta, puzzava di guerra passata e futura

La mia fu un’educazione cattolica ma il cattolicesimo non mi andò mai giù e non posso farci nulla. Fede zero. A messa con la famiglia, ogni domenica

Gli esercizi spirituali per la preparazione alla prima comunione furono un disastro: si trattò di esercizi sadici condotti da personale sadico la cui vocazione era dire di no e punire.

Leggevo tutti i brandelli di libri delle altrui infanzie e adolescenze, leggevo tutti i fumetti sul mercato, mi innamoravo forsennatamente ma non concludevo granchè perché non erano tempi in cui l’amore fosse tollerato dagli adulti e non sapevo bene come comportarmi con queste creature misteriose che erano le ragazze  amori orribilmente casti … Leggevo Verne, Kipling e Salgari

Avevo pochi amici ma buoni e molto stretti.

La prima data fondamentale della coscienza politica, fu nel 1956 (sedici anni) con la rivoluzione ungherese. Fu come la rivolta di Varsavia contro i nazisti “

Dal suo blog “Sex and the Silvio” agosto 2009 “ sono tra quelli che pensano e anzi sanno che davvero tutto è politico, che la vita privata di una persona pubblica è pubblica e si risponde di tutto (ho lasciato Berlusconi anche “per il suo atteggiamento puttaniero di disprezzo per le donne, tutte le donne, essendo un gran porco e una persona che ha corrotto la femminilità italiana, schiudendo carriere impensabili a ragazze carine che hanno imparato solo quanto sia importante darla alla persona giusta al momento giusto, sollecitate in questo anche dalle madri… corrompe la gioventù e mina le basi della società minando il rispetto nei confronti della donna”

 

Classe dirigente “mignottocrazia”, stella polare della politica italiana (per gli inglesi “The Bordello State” , lo Stato bordello. )

 

“GUZZANTI vs BERLUSCONI” (dic 2009 Aliberti Editore)

 

 Domenica 24 ottobre a Sassuolo , sarà presente anche l’Editore ALIBERTI con i suoi massimi dirigenti (Miriam ZANETTI A.D: della casa editrice e Andrea CANOVA addetto stampa e relazioni esterne della casa editrice)

 

Il libro è uscito nel dicembre 2009, quando il Governo Berlusconi è sotto una continua ondata di attacchi.

E’ la lunga intervista raccolta nel 2000 (e ora aggiornata e arricchita da interi brani ricavati dai maggiori giornali italiani vedi “la Repubblica”, il “Corriere della Sera” e “La Stampa” soprattutto), divisa in diverse sezioni. (idea di Berlusconi dall’autobiografia di Lee Incocca. Guzzanti due giorni a Villa Certosa, in Sardegna con Berlusconi)

Incontro più che più che positivo (sottolinea Guzzanti che evidenzia “uomo disteso, intelligente, carattere di ferro, volitivo. Con l’ossessione di piacere, essere seduttivo”

E’ un documento importante questa intervista che, nel 2000, non ebbe seguito.

Sulla nave Azzurra, il 6 aprile 2000, Guzzanti incontra e intervista anche la mamma di Berlusconi, la mitica Rosa Bossi in Berlusconi.

(Secondo Guzzanti) caratteraccio di una persona che non rispetta le regole altrui, che vuole sempre primeggiare, fare affari, guidare gli altri e che affermava, prima della famosa “discesa in campo” di avere il progetto di entrare in politica e guidare il Paese a suo modo, come guidava gli affari, i contratti, le società, i pacchetti azionari, i dipendenti…

(ancora Guzzanti commenta) Non ricordo di avere mai letto una confessione così lunga, una rievocazione così dettagliata, specialmente dell’infanzia e della giovinezza. Berlusconi si affida ai mezzi di oggi e lo fa con la sua lingua contemporanea, una lingua semplice, popolare, non sofisticata e priva di qualsiasi profondità temporale: dalle sue memorie emerge solo lui, non il suo tempo, non il mondo che condividevamo

Vale la pena leggerle queste memorie

Guzzanti fa notare, sottolinea “ho avuto il piacere di aiutare Berlusconi nel momento più difficile, quello della sconfitta e di essermene andato nel momento del suo apparente trionfo, dopo la vittoria a mani bass
e del 2008.

Ero deciso ad aiutarlo a costruire almeno le premesse di una rivoluzione liberale

“La sinistra italiana, con tutta la sua tracotante supponenza, il suo vuoto di idee, il suo comportamento suppercilioso e aristocratico, di fatto reazionario, mi aveva definitivamente rotto le scatole e non ne potevo più del suo grigio e ipocrita culto del luogo comune.

Donne, conquiste-successi e barzellette (Guzzanti sostiene che Berlusconi si avvale di alcuni collaboratori amici “fedeli” che hanno il compito di cercare e trovare barzellette che possono essere “adattate” al personaggio Berlusconi ecc)

Barzellette su se stesso nelle quali è protagonista, e in cui può essere confrontato con Dio, Gesù Cristo, il papa.

Uomo di spettacolo, sempre Fin da piccolo palcoscenico (da Patrizia D’Addario “Gradisca , Presidente”) “un uomo che racchiude in sé, esaltato all’ennesima potenza, il peggio del peggio dell’italiano, un po’ bauscia, che però all’occasione è anche napoletano, strazia la chitarra e canta l’ammore con il core .. (vuole) signorine tutte uguali, nel tubino Armani, senza gioielli e poco trucco come piacciono a lui

 

 

“GUZZANTI vs DE BENEDETTI” (Aliberti Editore maggio 2010)

Dopo il bestseller “Guzzanti vs Berlusconi”, il polemista più corrosivo del giornalismo italiano  sfida Carlo De Benedetti

 

(Carlo De Benedetti dice) “Noi industriali, gente che ha costruito qualcosa nelle imprese e nella finanza, siamo tutti degli autocrati. Non siamo democratici: ed è per questo che nessuno di noi deve governare”

 

( dialogo De Benedetti e Berlusconi) “Ma cazzo, Silvio! Con il culo che m’hai fatto alla SME prima, alla Mondadori dopo, vuoi anche che ti voglia bene? Ma cosa pretendi ?” Ecco, questo credo che sia stato l’ultimo nostro colloquio a quattr’occhi”

 

(De Benedetti e Cossiga) “Francesco Cossiga mi disse: “Adesso ti spiego cos’è la pace sarda” e mi consegna un coltello a serramanico, che ho ancora, con scritto “fcacdb” : Francesco Cossiga a Carlo De Benedetti”

 

(De Benedetti e Gianni Agnelli) “Agnelli mi chiamò e mi disse: “Scusi un attimo, ma lei verrebbe a fare l’amministratore delegato della Fiat?” E io dissi: “Sì, immediatamente” Mi chiese: “ Ma non pone condizioni?” ed io: “Pongo un’unica condizione, che è di non trovarmi in conflitto di interessi, visto che la mia società Gilardini rifornisce, tra gli altri clienti, anche la Fiat”

 

IL LIBRO

Carlo De Benedetti, l’Ingegnere, è uno dei maggiori protagonisti della recente storia italiana: industriale ed editore, ha combattuto una guerra di trent’anni contro il suo arcinemico Silvio Berlusconi, dalla SME alla Mondadori, dall’industria alla politica. De Benedetti, con la potenza mediatica del suo gruppo Repubblica-L’Espresso. Finegil-LeGazzette , ha influito sugli equilibri del Paese in maniera speculare e opposta a Berlusconi, che detesta ma di cui riconosce –in questo libro- le capacità

Paolo Guzzanti è stato testimone diretto e parte in causa di questo conflitto trentennale. Membro fondatore di “Repubblica”, intervista De Benedetti e racconta le sue esperienze con Eugenio Scalfari, Gianni Agnelli, Ezio Mauro e Paolo Mieli (comprese alcune telefonate notturne, in cui, impersonando-imitando  il presidente Sandro Pertini, costrinse i capipartito a presentarsi il giorno dopo al Quirinale).

In questo libro, Carlo De Benedetti, racconta la sua vita pubblica e privata, svela per la prima volta il retroscena sul cambio della direzione di “Repubblica” ed esprime un’opinione amarissima sulla classe politica italiana, non soltanto di destra ma anche su quella del Partito democratico, di cui prese la mitica tessera numero uno.

Un serrato faccia a faccia fra due protagonisti, che affrontano il passato e il presente della politica e del giornalismo in un Paese perennemente tormentato dalla mancanza di regole e alla ricerca di un equilibrio tra informazione ed etica

 

Dalla “Premessa necessaria” di Paolo Guzzanti:

“Questa non è una biografia di Carlo De Benedetti, benché ci siano capitoli dedicati alla sua infanzia e alla sua giovinezza, e un’appendice cronologica abbastanza completa della sua vita… vedere anche l’intervista a De Benedetti di Federico Rampini, “Per adesso”

I miei rapporti con Carlo De Benedetti sono cordialissimi e improntati alla massima simpatia, tuttavia –almeno idealmente- questo libro ha la forma e il contenuto di un duello .. duello fra un professionista che ha attraversato mezzo secolo di giornalismo e il più importante editore italiano. L’Ingegnere , come viene chiamato (abitudine italiana: l’Avvocato, l’Ingegnere, il Dottore ovvero il Cavaliere e così via) , ha infatti fatto una scelta, dopo i 70 anni: occuparsi soltanto di editoria nell’ambito del suo impero, lasciando al figlio Rodolfo le cure delle altre aziende. Questo libro contiene ampi brani delle conversazioni che ho avuto con lui nei mesi di febbraio e marzo 2010, nel suo studio di via Cristoforo Colombo a Roma… la mia scelta è stata  quella di non ripercorrere per filo e per segno la vita di quest’uomo che è un imprenditore privato ma anche uno dei più significativi uomini pubblici.. perché a me interessava parlare del rapporto fra giornalismo e politica, uso dei giornali per informare e uso dei giornali per fare politica…

L’Italia, dal punto di vista dell’informazione e della comunicazione, è figlia di un dio minore e lo resterà a lungo, anche se Internet sta cambiando la forma e il contenuto del giornalismo, non necessariamente in meglio. … nostre chiacchierate che sono la parte più originale di questo libro …

Carlo De Benedetti “sono stato l’unico presidente di una società italiana che sia andato dai magistrati e abbia messo per scritto che si prendeva la responsabilità di quello che sapeva e di quello che non sapeva … Allora   furono emessi tre ordini di cattura da una pm di Roma che si chiamava Cordova e valicati da un gip che era Augusta Iannini , la moglie di Bruno Vespa. Erano tre ordini di cattura: per Gianni Letta, per Galliani e per me … alle dieci di sera sono uscito dalla prigione… tutti hanno cercato di darsela a gambe, Agnelli per primo, Romiti per secondo. Raul Gardini si è suicidato. Poi c’era Marzotto che aveva le forniture dei tessuti per le divise militari… Secondo me era doveroso dire: “Mi assumo le mie responsabilità, anche per tutti gli altri” E nessun mio dipendente è stato neanche interrogato …essermi comportato in modo responsabile, da capo azienda. Infatti, poi più di 2000 dipendenti Olivetti mi mandarono una lettera con le loro firme .. in Italia già allora non districabile il groviglio di politica e affari, in particolare quando si trattava della conquista dei mezzi di comunicazione, ovvero la conquista degli strumenti del consenso .. la guerra di Segrate fu un conflitto per contendersi soprattutto il quotidiano fondato da Eugenio Scalari e soltanto in subordine la storica casa editrice Mondadori… fu anch’essa velatamente una guerra editoriale perché Berlusconi eseguiva perinde ac cadaver gli ordini di Craxi .. che al tempo gli garantiva protezione sulle frequenze televisive .. A quell’epoca Berlusconi non pensava alla politica, ma ai soldi. Le sue televisioni erano generaliste e create per vendere spot: dunque non dovevano scontentare alcun elettore .. Soltanto più tardi quegli stessi strumenti televisivi, come la stessa Publitalia che diventò l’embrione di Forza Italia , servirono alla “discesa in campo”

A quell’epoca, un quarto di secolo fa, i due uomini erano tra loro distantissimi come carattere e tipologia, ma avevano qualcosa in comune: diversamente dagli Agnelli o dalle altre famiglie di antico denaro sotto protezione statale, erano –e sono- due italiani che si sono fatti da sé, nelle condizioni date di un’Italia perennemente malata.  E il sistema era quello delle “corruzioni obbligatorie” … De Benedetti, pagò (come tutti gli altri)  e, unico, lo ammise… De Benedetti si sente orgoglioso di non avere fatto come tanti altri suoi colleghi che hanno fatto pagare i propri dipendenti, che si sono sfilati, che hanno mentito… De Benedetti, oggi editore etico di “Repubblica” “Espresso” e “Finegil- Le Gazzette” pagava per ungere le ruote ai partiti e poter lavorare. Berluscono obbediva come uno schiavo a un capo partito che gli permetteva di violare le leggi dell’epoca sulle televisioni

DE Benedetti amministratore delegato della Fiat per pochi mesi… vide che era malata fradicia per un eccesso di 60.000 dipendenti … Agnelli disse :”Devo andare a Roma e parlare con i politici –Fanfani referente- Fanfani naturalmente gli chiese se era matto … terrorismo quasi padrone del campo .. Agnelli tornò a Torino e disse a De Benedetti che non se ne faceva nulla che si dimise da A.D. “Non posso lavorare se non posso rimettere in piedi l’azienda … la Fiat qualche anno dopo dovette eliminare 50.000 persone di troppo, ma la decisione che fece perdere alla Fiat centinaia di miliardi fu del politico Fanfani

De Benedetti avversario totale di Berlusconi, ha per il Cavaliere toni e parole tutto sommato molto cortesi, comprensive … persino una larvata comprensione … DE Benedetti dice di Berlusconi, come imprenditore di successo (e ne riconosce l’abilità e la creatività, contrapposta ai politici professionisti che non hanno mai fatto un mestiere in vita loro), è un uomo naturalmente illiberale Un autocrate e un dittatore : “Siamo tutti così nelle nostre aziende, altrimenti non avremmo successo”

DE Benedetti ha scelto di essere editore di giornali, settimanali, televisioni, portali Internet… impegno civile e politico … (seconda parte del libro) è vero anche che l’azione dei giornali e dei giornalisti deve avere una sua configurazione precisa, al servizio di chi li compera o li sfoglia online.

Ecco quindi nascere la parte che giustifica quel versus un atteggiamento , il mio, di chi chiede a un grande editore politicamente orientato (com’è suo diritto e dovere) … se pensa che non il giornalismo politico, ma l’azione politica attraverso le sembianze del giornalismo sia cosa buona per la collettività e per la democrazia …

Questo è un libro ampiamente autobiografico… la mia vita professionale specialmente durante i 15 anni a “Repubblica”, dove fui assunto da Scalari, nel dicembre  1975, un mese prima che il quotidiano nascesse, e i miei anni a “La Stampa” di Torino, dove ho avuto come direttore Ezio Mauro, il successore di Scalari dall’aprile 1996… lavorare per oltre vent’anni con il primo e con il secondo direttore di “Repubblica” , l’ammiraglia di Carlo De Benedetti… esperienza unica … La mia storia professionale, che si è conclusa con la chiusura del mio periodo berlusconiano (che ho trattato ampiamente in Guzzanti vs Berlusconi) è una storia molto dura perché non si tratta solo di una vita da giornalista, ma anche della vita di un uomo che ha guidato per quattro anni la difficilissima Commissione d’inchiesta sulle infiltrazioni sovietiche e russe che ha causato,,, almeno 5 morti ammazzati.

La ragione quindi del titolo Guzzanti vs De Benedetti è duplice : da una parte la ripetizione di una formula editoriale che ha avuto e sta avendo successo.. dall’altra il desiderio di mettere il lettore di fronte al problema fondamentale di una società libera e governata da una democrazia, che è quella dell’attendibilità dei giornali, dei telegiornali, di tutti i mezzi di comunicazione e informazione che  le nuove tecnologie mettono  e metteranno a disposizione … Quel versus riguarda l’attività imprenditoriale di grande editore che De Benedetti si è ritagliato come luogo di lavoro e di intervento .. Lui da quasi 20 anni è l’editore di un giornale che non è soltanto un quotidiano ma un luogo di elaborazione politica…. FORSE ESISTE UNO SCONFINAMENTO, UNA COMMISTIONE, una mancanza di linee di confine normali e rispettate fra il giornalismo e l’attività politica, fra raccontare fatti e provocare fatti, fra essere dietro la notizia e stare davanti alla notizia guidandola. Poiché i discorsi teorici sono noiosi e vaghi, io ho usato proprio la mia storia personale perché è anche la storia di uno scontro apocalittico che ho avuto con “Repubblica” di Ezio Mauro… sono stato politicamente aggredito dal quotidiano … con sostituzione della realtà con fondali prefabbricati, che non hanno nulla a che spartire con il giornalismo … serie di episodi buffi e leggeri … Ezio Mauro era un mio vecchio collega.. rapporto di amicizia e di lavoro comune .. alcune imprese di satira dal vivo  … personificazioni (non “imitazioni”) dei politici dell’epoca… di svegliare di notte i leader dei partiti e convocarli, con la v

Mi sembra interess
ante (in un brano divertente) presentare DE Benedetti anche come essere umano, oltre che uomo d’impresa, l’editore e il direttore dei direttori di giornale.. De Benedetti ha una moglie , Silvia,  che ama e da cui si sente riamato.. lui già divorziato, lei ancora sposata “Silvia è un’aristocratica e gli aristocratici non sono il mio genere” (dice De Benedetti).. ci siamo sposati civilmente a Torino dal Sindaco Castellani. Mi ha fatto conoscere una nuova vita .. in campagna, una casa a Parigi e una a New York a Park Avenue … c’era un mondo là fuori, che era bello viaggiare, che era bello amarsi. Siamo sposati da 14 anni, io sono uscito dalla Olivetti nel 1995 .. Per cui sto benissimo. Faccio un lavoro che mi piace, sono relativamente poco impegnato nel senso che stacco il venerdì a mezzogiorno e ricomincio il lunedì a mezzogiorno … giro del mondo in barca a vela , poi l’ho rifatto un’altra volta con l’ Itasca… Non riesco a star fermo… mi sento bene di salute … (oggi, 2010, ha 75 anni è irrequieto, ma realizzato)

 

Dalla “NOTA CONCLUSIVA” di “Guzzanti vs De Benedetti”:

“ questo libro è “un faccia a faccia” con Carlo De Benedetti che (secondo Guzzanti è) un “uomo certamente controverso e tuttavia sempre con la spina dorsale diritta è uno che ci crede.. crede a quello che fa .. Si è dedicato molto a costruire una macchina che fabbricasse ricchezza ed è stato un protagonista italiano di grande rilievo .. in un Paese come l’Italia che “non è un Paese adatto alla libera impresa ma un Paese statalista in cui tutti i grandi imprenditori sono stati costretti ad andare col cappello in mano dai politici a implorare ciò cui avevano diritto .. Ho visto un uomo con un suo progetto etico, politico, aziendale e civile… Carlo De Benedetti lo fa perché ci crede, perché pensa che sia suo dovere, perché pensa che sia utile al Paese per venire a capo della crisi endemica che l’Italia fronteggia senza uscirne mai fuori .. (da liberale, ho apprezzato) quello che De Benedetti ha scritto sul “Foglio” sul vero nodo della politica in una liberal-democrazia e cioè il rapporto corretto fra “tax payer”, chi paga le tasse perché produce ricchezza, e lo Stato che usa la ricchezza prodotta  per restituirla ai cittadini che producono e non ai parassiti .. (mi sono trovato davanti ad un ) “uomo molto diverso da quello che avevo immaginato… poi più andavo avanti e più mi divertivo… Senza rendermene conto ho via via trasformato il mio “Guzzanti vs De Benedetti” in una sorta di lunga lettera aperta all’editore di un grande giornale che fa parte del mio DNA e dal quale al tempo stesso ho ricevuto attacchi devastanti, per motivi politici che hanno messo a nudo in modo esemplare il problema che sta alla radice dell’informazione in Italia , e che si riduce a una domanda: fin dove è lecito barare, pur di perseguire uno scopo politico? … questo libro un aspetto quasi maniacale, quello di un uomo che parla molto anche dei casi suoi, ma l’intento è quello di risalire dal caso particolare alla regola generale: un sistema induttivo attraverso la narrazione .

Anch’io ho a cuore prima di tutto il bene del mio Paese e prima ancora il bene supremo della libertà , quella vera e non quella scippata dalle formulette commerciali del berlusconismo E ho avvertito in Carlo De Benedetti .. un sentimento civile analogo (ho usato) la sincerità e anche lo spudorato candore come arma comunicativa


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