Paolo Del Debbio: missing in action?

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Grandi cambiamenti a Rete 4. Aria nuova, frizzante come una giornata in una miniera di carbone. Ma cosa c’è di vero in tutto questo cambiamento?

 


Che fine ha fatto Paolo Del Debbio? Se lo chiedono in tanti. Anche navigando nel web, non si trovano notizie di rilievo, o meglio, si trovano, ma un po’ datate e riguardanti più che altro qualche indiscrezione sulla sua precarietà a Mediaset. Seguendo il tanto strombazzato nuovo percorso di Rete 4, non si trova traccia di lui. Peccato, perché le sue trasmissioni Dalla vostra parte e Quinta colonna, uscivano dal solito canovaccio dei talk show della politica, salvo rari casi, condotti da sinistra. Del Debbio, ma non dimentichiamo Maurizio Bel Pietro e Mario Giordano, hanno avuto il pregio di farci conoscere un’altra Italia, quella che la sinistra per tanti anni ci ha nascosto grazie a una capillare rete di presunta informazione. Così, abbiamo scoperto una delinquenza generalizzata di torti subiti da onesti cittadini. I vari modi per occupare una casa, ma anche il grande business dell’accoglienza e abbiamo potuto conoscere anche personaggi non omologati con il comune pensiero del buonismo. Mi ripeto un’altra Italia. Con lui, non ci si annoiava, anzi, ci s’indignava quando sentivi certi talebani dell’accoglienza che non riuscivano a controbattere l’avversario politico su determinati argomenti. Erano come dei gatti che si arrampicavano sullo specchio, oppure, come se un gatto fosse attaccato ai m…… Quante figuracce, fatte da questi signori! You tube trabocca di scontri verbali, dove erano messi in difficoltà. Il risultato è poi arrivato. Il popolo, il 4 marzo, ha poi giudicato.

Tuttavia, a qualcuno non è piaciuto il prodotto delle urne. Alla sinistra, sicuramente, ma anche al centro destra. Secondo indiscrezioni apparse su vari quotidiani, il risultato non era quello sperato dall’alleanza nei rapporti di forza. Cioè, Berlusconi- Salvini-Meloni, ma non Salvini-Berlusconi -Meloni. Apriti cielo: il padrone dell’etere nostrano non la prende bene, e forse anche mal consigliato, scarica su Del Debbio e gli altri due sopra citati la colpa del disastro elettorale.  Il buon Paolo non ci sta e risponde – Sapete, mi hanno messo in panchina perché dicono che con le mie trasmissioni davo troppo fiato alla Lega e poco a Forza Italia, e quindi ho fatto perdere le elezioni. Ammazza oh: se uno con un programmino riesce a far perdere le elezioni è un mostro. Ma quando si perde bisognerebbe guardare al proprio interno e non bisognerebbe cercare fuori. Io me ne fotto: ho 60 anni e non ho più niente da dimostrare. Mi vogliono o non mi vogliono: non me ne frega più niente-. Questa la sua opinione. Parere, con cui concordo. Apriamo una parentesi e lavoriamo di fantasia. Più volte avevo, in tempi non sospetti, lanciato segnali che qualcosa nel partito forzista non andava. Diciamo chiaramente che la forza di un movimento politico, è il suo leader, ma anche di chi gli sta intorno ai piani alti e piani bassi. Un breve riepilogo. Caduta la cortina di ferro, l’unico forte partito comunista in Europa rimaneva quello italiano. Anacronismo della storia. Questo, grazie anche all’abilità dei suoi capi che, fra un’invasione compiuta dai fratelli russi, dai massacri fatti dai cugini cinesi, cambogiani e vietnamiti, riuscivano a stare a galla. Però, sempre secondi in Italia. Con lo tsunami di mani pulite, saltano gli equilibri politici nel bel paese. La gioiosa macchina da guerra comunista si mette in moto e si appresta a vincere cambiando anche il nome in Partito democratico della sinistra, per farsi digerire meglio dall’elettorato orfano della DC di sinistra e del PSI. Tuttavia, nella sostanza, rimangono quelli che erano, cioè comunisti. E su questo fa leva un geniale imprenditore che ha tutto da perdere e niente da guadagnare con la loro vittoria. Così, il re delle tv nostrane, scende nell’agone politico per difendere la democrazia e la libertà degli italiani oltre a promettere di tutelare il loro benessere. Malignamente, i suoi avversari politici dicono che lo fa’ per salvare le sue aziende. Pensiero condiviso anche da altri non necessariamente di sinistra. A questa illusione aderiscono uomini e donne d’indubbio valore. Poi le cose cambiano. Non staremo qui a fare il riassunto.  Basta dire che l’uomo ha ben altro per la testa che controllare ciò che avviene nell’Italia e nel partito. I risultati sono noti. Salve le aziende, crollo elettorale e oggi un futuro incerto da partito secondario. I sondaggi inclementi lo pongono a poco meno del 10%. Un disastro. Che cosa fare? Chiusa la parentesi. Chi oggi è il vero nemico della sinistra non certo lui. Anzi, può essere un buon alleato, sottobanco. Ovvero, io do una cosa a te e tu dai una cosa a me. Tradotto, meno conduttori obiettivi ma conduttori affidabili e meno spazio a cattivi populisti. Taglia qualche testa di quelle che danno troppo fastidio e aprono spazio al libero pensiero. Elimina quelle trasmissioni che danno fastidio con i loro conduttori e mettono altre persone. Chi, meglio di Barbara Palombelli per condurre una trasmissione politica? Di Veronica Gentile ne abbiamo già parlato. Forse aveva ragione Nicola Porro che alla domanda –  per fare carriera nel giornalismo è meglio essere di sinistra?-, aveva risposto – Assolutamente sì, occorre esserlo ed omologarsi a ciò che pensano tutti gli altri colleghi-.

 

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