Panem et circenses, anche se si piange

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Divertimento, nel senso proprio del termine, non è solo ciò che fa ridere ma è tutto ciò che distrae, che distoglie la mente dal quotidiano. E, a giudicare dalle folle che, da un capo all’altro del globo, si sono ritrovate per piangere Maradona, per rendergli onore, per ricordarlo… vale sempre l'espressione di Giovenale che sintetizza la massima aspirazione della plebe romana (e non solo), in questi due bisogni elementari, “pane e giochi del circo”, cibo e divertimento. Bisogni saziati i quali, tutto passa in secondo piano, anche la pandemia e gli infiniti guai, sanitari e non, dovuti ad essa.


Un primato che si aggiunge a quelli sportivi… quello di aver scalzato dai titoloni a quattro colonne, per molti giorni,  il Coronavirus. C’è riuscito Diego Armando Maradona, scomparso improvvisamente, a conclusione di una vita breve ma straordinariamente colma di tutto, nel bene e nel male, con la sua figura inopportunamente demonizzata o, altrettanto inopportunamente, beatificata.

Di lui si è detto molto, con lodi sperticate, oppure con acrimonia insultante; speriamo sia stato detto tutto, anzi, perché non se ne può più di titoli (nonché di post sui vari social) che trattano della sua morte e della sua vita. Persino il Papa è andato ben oltre le formali condoglianze …E’ Maradona, si dirà, non un brocco qualsiasi.

Ci sono stati anche commenti, per così dire, neutrali, quelli che, fatte le debite premesse, sul rispetto dovuto a chi non è più in vita, sul talento indiscutibile, sulla popolarità globale del personaggio, etc. etc, … ne mettono, subito dopo, bene in fila, anche gli innumerevoli eccessi, le frequentazioni discutibili vicine alla criminalità organizzata, le ombre (e che ombre…) come padre, come marito, come cittadino contribuente…E anche come atleta, se si pone attenzione alla sua grave tossicodipendenza, dato che la droga è quanto di più antisportivo possa esistere.

Giustificazione al tutto, le sregolatezze del genio, la vulnerabilità di ogni individuo, anche privilegiato, ricchissimo, famoso, popolare e amatissimo. Gli eccessi sono attribuiti all’ubriacatura del successo, spesso fatale al poverissimo divenuto ricchissimo; certi atteggiamenti sopra le righe al delirio di onnipotenza che talvolta domina e sconvolge chi ha avuto un enorme talento in dono;  gli errori sono  dovuti all’umana fragilità.

Forse, con umana pietà, è questo l’atteggiamento al quale ci si dovrebbe attenere, benché, francamente, mi riesca difficile capire come possa la fragilità umana portare ad evadere per svariati milioni di Euro il Fisco.

Oltre ad aver scalzato dai titoloni a quattro colonne il Coronavirus, Maradona ha anche il primato di aver distolto l’attenzione del popolo, da un capo all’altro del Pianeta, dal pericolo degli assembramenti, dei cori in piazza…

Certo, a chi ha talento smisurato, a chi fa sognare le folle, a chi vince, riscattando con le sue vittorie i perdenti che lo acclamano come un salvatore…tutto si perdona. E, davanti alle leggendarie reti-capolavoro, davanti agli scudetti vinti, tutto si dimentica.

Sono una tiepidissima tifosa, sono sicuramente una scarsissima intenditrice di calcio, una persona qualsiasi… pertanto non mi sogno neppure di dare giudizi sull’atleta né sull’uomo, giudizi come si è visto acriticamente esaltanti o gratuitamente denigratori… ma sono un’italiana, che non può dimenticare che per cifre irrisorie, veri e propri spiccioli, di fronte alla sua monumentale evasione fiscale verso il fisco italiano, ci sono stati imprenditori miei connazionali che si sono tolti la vita, non potendo onorare i propri impegni verso lo Stato. Non è certo colpa di Maradona, figuriamoci… ma questo pensiero mi è spesso tornato alla mente in questi giorni. E non posso dimenticare la severità dello Stato, cattivo pagatore per antonomasia, inflessibile esattore, tuttavia, anche nei confronti di chi è a terra, stremato dalla crisi, dai rovesci della fortuna, dai guai.

Ecco, queste cose non posso dimenticare.
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Come di consueto, qui di seguito presento brevemente il numero on line da oggi. I titoli in grassetto sono link che portano direttamente ai relativi pezzi. Questo per consentire anche a chi ha poco tempo, di poter sfogliare più facilmente il giornale.

Panem et circenses, anche se si piange

A.D.Z.

La guerra dei bottoni…

Massimo Nardi

…anzi no, quella delle palle dì neve. Dilettanti della politica a tutto campo. Chi sono gli sciacalli che vogliono aprire le frontiere ai soldi degli italiani?   

Inno alla neve

Alberto Venturi

Non ci prepariamo alla neve come singoli e non ci prepariamo come comunità. Non esiste, che io conosca, una associazione o un coordinamento pubblico per inviare a casa degli anziani o delle persone in difficoltà a muoversi, spalatori di cortili e scale, ovviamente pagati da chi riceve il servizio. Potrebbero farlo disoccupati e studenti con la voglia di arrotondare la paghetta; beati voucher contro cui ci siamo così frettolosamente scagliati!

Natale e quale

Ugo Volpi

“Ma a che ora è nato Gesù?. Non si placa la polemica sull’anticipo della Messa della vigilia. La Cei apre. La verità storica: la Natività non fu a mezzanotte”.

Bonus Cashback

Angelo Paratico

Un Bonus cashback da 300 euro per incrementare l’uso delle carte di credito. Così Conte ci invita a spendere ed a fare debito. Usando le carte di credito, ma non la testa. 

Bitcoin Bull Run 2020

Eugenio Benetazzo

La finanza tradizionale ha cambiato la propria idea sul Bitcoin, passando letteralmente dalla derisione di tre anni fa alla sua adozione istituzionale. Proprio questo termine ci aiuta a comprendere il mercato di oggi: vale a dire che la recente bull run di Bitcoin rappresenta un fenomeno di adozione istituzionale di massa contrariamente a quanto avevano ipotizzato al principio della sua genesi il suo fondatore e la comunità ortodossa dei primi Bitcoin Evangelist.

Buona settimana e buona lettura del n. 727– 420.

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