Pandemia classista

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La pandemia ha colpito ricchi e poveri allo stesso modo, ma lascia cicatrici profonde in modo disuguale, già a partire dall’accesso alle cure per le altre patologie. Chi ha potuto rivolgersi alla sanità privata non ha dovuto fare le infinite code (talvolta con ancora finite) per analisi o cure.

 


Come racconta Yasmeen Serhan sullo statunitense The Atlantic riportato da Internazionale.it, “La pandemia è finita (ma solo per i ricchi)”, in particolare per i più ricchi, diventati ancora più ricchi. Hanno prosperato  i settori di jet privati, superyacht, cuochi personali, assistenza medica privata, “perché potevano offrire ai loro clienti tutto ciò che il covid aveva reso scarso, come per esempio la sicurezza, l’isolamento e, soprattutto, un senso di controllo”.

Negli ultimi due anni anche gli intermediari immobiliari per le isole private e i venditori di yacht hanno registrato un’impennata di vendite dovuta in larga misura all’aumento di clienti privati che cercano di sfuggire alla pandemia con qualsiasi mezzo”.Lasciamo stare i super ricchi, ormai troppo lassù: quasi 500 persone sono diventate miliardarie in questi due anni e le più ricche hanno raddoppiato il patrimonio. Stesso trend in Italia e anche nelle nostre comunità le classi più povere economicamente e culturalmente stanno pagando un prezzo più alto.

Ma non è colpa del covid. E’ colpa della società disuguale che per sua natura allarga la forbice fra ricchi e poveri.

Il covid ha comportato l’accelerazione del fenomeno. Il rapporto di Oxfam International racconta come  

“Le banche centrali hanno pompato miliardi di dollari nei mercati finanziari per salvare l’economia, ma gran parte di queste risorse sono finite nelle tasche dei miliardari che cavalcano il boom del mercato azionario”.La disuguaglianza non è una fatalità ma il risultato di precise scelte politiche. Non solo i nostri sistemi economici ci hanno reso meno sicuri di fronte a questa pandemia, ma consentono a chi è estremamente ricco di beneficiare della crisi. Non è mai stato così importante intervenire sulle sempre più marcate ingiustizie e iniquità”.

Anche in Italia è cresciuta la concentrazione della ricchezza. In più, la ripresa occupazionale registrata nella seconda parte del 2021 vede, secondo Oxfam, l”a prevalenza nel tessuto produttivo di piccole e micro imprese con propensione all’innovazione mediamente molto debole e sottoutilizzo del capitale umano, le strategie competitive delle imprese italiane basate sulla compressione del costo del lavoro, la deregulation contrattuale, la diffusione del part-time in prevalenza involontario”,

 

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