Paladino, Rutelli e Christo

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Dopo aver frequentato per tre anni consecutivi la basilica di Angela Vettese in corso Canalgrande, Mimmo Paladino è stato canonizzato in cattedrale.

La Ghirlandina si trasformerà in un biscottone candito ad opera dell’artista, beato.

Naturalmente l’attuale ministro per la cultura Francesco Rutelli, in visita a Modena, ha subito approvato l’operazione impacchettatura della nostra torre.

Da riconosciuto uomo di “cultura” ha rilasciato una dichiarazione in stridente conflitto con la conoscenza. Coerente quindi con l’immagine che l’accompagna di “bello guaglione”, e nient’altro, ha dichiarato: “Meglio la tela d’artista che pubblicità o simil-Christo”.  

Christo è un artista nato a Gabravo in Bulgaria. Ha impacchettato palazzi, musei, monumenti, in America,  Francia, Germania e in altre parti del mondo.

Nel periodo di durata dei suoi progetti, siti, oggetti ed edifici diventano totalmente altro da sé, e diventano, anche in caso di manufatti noti o di isolate porzioni di natura, prodotto estetico autonomo, altra cosa rispetto a quello che sta sotto o dietro. Evidenziare nascondendo, proporre una percezione della realtà prima mai avuta, è questo in sintesi il suo lavoro.

In altre parole nasconde il monumento per evidenziarne l’importanza, (generalmente trascurata) nel momento in cui scompare. Christo li faceva scomparire con teli argentati e non.

Nessuna differenza tra l’operazione di Paladino e quella del liquidato (dal ministro) Christo.

O meglio, la differenza è di peso artistico e nella data di nascita:

Christo è nato nel 1935 e Paladino nel 1948. Christo già dal 1964 impacchetta i monumenti e Paladino lo fa oggi.

In entrambi i casi il monumento scompare. Paladino riproduce sul telone dei disegnini per la felicità dei bimbi; Christo fa emergere l’argentato del telone e le corde d’impacchettamento. Entrambi nascondono il monumento.  

Ciò che non sorprende è che Vittorio Sgarbi, Philippe Daverio, Marco Vallora e altri intellettuali che hanno ridicolizzato la scelta del Comune e della direttrice della Civica Angela Vettese, siano come sempre ignorati dagli amministratori.

Gli stessi si sono invece sentiti gratificati dalle parole del politico Rutelli che, anche se in Comune non se ne sono accorti, ha elogiato con esempi a sproposito, citando Christo, la tardiva operazione di Paladino. E’ quindi a sproposito dichiarare: “meglio la tela d’artista che il simil-Christo”.

Nel conflitto tra ignoranza e conoscenza, la politica ama sempre (e sostiene) la prima, e Modena, particolarmente ora, non fa eccezione. 

 

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