Otto Marzo di Bice

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Uno spazio per i loro pensieri, per fare un omaggio a tutte le donne, non solo con l'offerta di virtuali mimose...

Per  l’Otto Marzo ho  pensato ad un modo un po’ fuori degli schemi, per fare omaggio a tutte le donne… dare loro questo spazio, per i loro contributi.

Qualche riga, protette anche dall’anonimato, o da un nick scelto per l’occasione, per esprimere, e trovare il coraggio di narrare, gridare o sussurrare “”cosa vogliono le donne del terzo millennio  dagli uomini, o dai figli, o dal lavoro o anche da sè stesse””

Come “”padrona di casa”” lascio  solo a Voi lettrici questo spazio, e Vi ringrazio personalmente per il Vostro contributo.

Auguri a tutte, buon Otto Marzo!

…….

Le lettrici che hanno inviato il loro contributo hanno scritto parole splendide, condivisibili, accorate e bellissime, per le quali, come donna, soprattutto, le ringrazio.

Accogliendo l’invito implicito del  gentile lettore Franco M, inserisco ben volentieri qualche pensiero sull’argomento, anche se non ritengo siano molto interessanti le mie considerazioni.

Le mimose mi fanno sternutire, il mio colore prediletto è l’azzurro, mi destano vaga diffidenza tutte le ricorrenze con valore morale, come altre ben più importanti festività, in cui, tuttavia,  ha il sopravvento il valore commerciale. Il mio antifemminismo è più o meno tutto qui. Le donne valgono talmente tanto che trovo superfluo, quasi, doverlo rimarcare. Non credo all’antagonismo verso il genere maschile, bensì alla collaborazione, non ho rimostranze particolari né pensieri particolarmente virulenti nei confronti dell’altra metà…se non quelle comuni a molte altre donne, credo tutte. Non sono per nulla originale, desiderando, ad esempio, di essere chiamata Donna, e  non con qualche sguaiata sineddoche, che indica la parte per il tutto. Oppure desiderando di non dovermi sempre impegnare e lavorare il doppio di un uomo, per essere considerata la metà di lui.

E magari vorrei che un sorriso, o una  semplice parola gentile, non fossero  considerate un invito a “provarci”… Come vede, gentile Franco M,  tutte cose abbastanza comuni e di non grandissima importanza…

Sono sempre stata fortunata, con marito, padre, fratello e amici…Con uomini “subumani”  non ho mai avuto a che fare…e a quelli che ho casualmente  incrociato riservo sovrano disprezzo e sbiadito ricordo.

Se poi si parla seriamente, ho sempre pensato che chi umilia, viola, non considera,  non rispetta, discrimina, offende in qualunque modo… una donna, i problemi ce li ha lui. E tanti. E non ci sono leggi abbastanza severe che possano bastare, a punire loro, e restituire un po’ di serenità alle loro vittime.

A.D.Z.

………………..

Intanto ringrazio A.D.Z., della mimosa virtuale (e’ l’unica che ho ricevuto),  ero purtroppo impossibilitata a farlo prima.
Festa a parte, a mio avviso, esistono valori fondamentali collegati alla vita concreta di noi donne che ci distinguono e ci differenziano dall’uomo, prima fra tutte la “”capacita’ dell’altro”” cosi’ la defini’ Papa Giovanni Paolo II in una lettera a noi dedicata.
Cio’ non toglie che per essere noi stesse di certo non abbiamo bisogno di costituirci quale antagoniste degli uomini, non dobbiamo certo rispondere agli abusi di potere con una strategia di ricerca del potere stesso.
Questo processo, che a mio avviso purtroppo si e’ innescato, porta solamente a una rivalita’ tra i sessi, in cui l’identita’ e il ruolo dell’uno sono assunti a svantaggio dell’altro, con la conseguenza che e’ stata in un certo senso introdotta nell’antropologia una confusione deleteria che ha avuto il suo risvolto piu’ immediato e nefasto nella struttura della famiglia.
Se e’ vero quindi che la famiglia patriarcale fa parte della societa’ statica del passato, io tutto sommato, resto del parere che non e’ un caso se quando si nasce, viene scelto il fiocco azzurro per i maschi e quello rosa per le femmine, se ci da fastidio che una bambina impari a fischiare mentre troviamo naturale che lo faccia un maschio, se una bambina piagnucola le diciamo che e’ noiosa, se lo fa un maschietto, che e’ una femminuccia.
Entrambe i ruoli se assunti con orgoglio,  permettono di non prevaricare l’altro….lo confesso, a volte ho desiderato essere nata uomo, ma semplicemente perche’ come diceva la mia nonna “”avrei tribolato meno””

 

una lettrice

………………

La condizione della donna è innegabilmente migliorata nel corso degli anni. Ma c’è ancora tanta strada da fare. Soprattutto verso noi stesse. Soprattutto per ricordarci che siamo esseri umani nè migliori nè peggiori rispetto all’uomo, ma complementari. I nostri compagni di viaggio uomini dovrebbero invece ricordarsi che noi per loro (come loro per noi) non siamo un’estensione su cui poggiare, ma una persona con cui affrontare le difficoltà. Ci sono donne che hanno la fortuna di poter vivere una esistenza serena, con una vita da fuori invidiabile, mentre possono essere vittima di malattie o di violenze. Ci sono donne che per la vigliaccheria di uomini sono costrette a “”tirare la carretta”” da sole, allevando figli, affrontando la vita al momento, senza certezze. Comunque sia ricordiamoci che c’è anche il risvolto maschile. Gli uni senza gli altri non avrebbero senso. Un attimo di sensibilità in più e di tanto rispetto vale miliardi di mimose sia per noi donne che per gli uomini. Buona festa a tutte con la speranza che ieri sia stata una giornata normale. Oggi la normalità è già un gran risultato. Grazie alla Redazione che ha concesso questo spazio.

 

C.V.

………………….. Pensando al significato profondo di questa Festa, mi è tornato in mente un piccolo frammento del dialogo (surreale ma non troppo…) tra Alice e Lo Stregatto, tratto da “”Alice nel Paese delle Meraviglie””.
Alla piccola Alice che protesta: “”Volevo soltanto chiederle che strada devo prendere!””, lo Stregatto, placido ed enigmatico, risponde: “”Beh, tutto dipende da dove vuoi andare!””.
E per noi donne è la stessa cosa: tutto dipende da dove vogliamo andare.
Ci sono giorni in cui questa meta non è tanto chiara, prese come siamo da un mondo che ci vorrebbe sempre e comunque perfette, adeguate ad ogni situazione, dal supermercato all’ufficio, passando per la cena elegante o l’aperitivo con le amiche.
Ma l’importante è trovare sempre un momento per ricordare che la meta esiste, e che probabilmente sarà il nostro prossimo sorriso.
Auguri a tutte, di cuore e con il sorriso!

Elisa

…..

………….. … In quanto donna, oggi per questa nostra festa vorrei ringraziare tuttiquegli uomini che rientrano in casa la sera con un sorriso per la felicità
di rivedere la propria amata; che sanno leggere tra le righe ed avvertono lamestizia di una giornata faticosa; che colgono le lacrime dell’anima e la asciugano con una carezza; che sanno rispettare gli spazi della propria
compagna ed assecondano una sua scelta; che sanno valorizzare San Valentino
come l’8 marzo solo perché a lei fa piacere sentirsi speciale; che per la
stessa ragione la sanno sorprendere ricordandosi dell’anniversario, che le
ricoprono di baci e stringono a sè la propria amata accogliendola con
l’amore profondo del primo giorno…..
Un grazie di cuore a tutti quei maschi che se non ci fossero avremmo una
buona parte di donne che non saprebbero più per chi stirare, cucinare,
rinunciare ad un elettrodomestico o semplicemente ad una seduta
dall’estetista……
Grazie veramente.
Oggi vorrei ricordare a tutte noi che buona parte della nostra vita la
impieghiamo per gratificare, accudire, rincorrere,  amare un marito,
fidanzato, amante, compagno che impiega buona parte della sua esistenza
per…….
Alle lettrici di Bice l’ardua sentenza
Firmato: una donna

….

…………………..

Le donne sorridono quando vogliono gridare, cantano quando vogliono piangere, piangono quando sono felici, ridono quando sono nervose, amano senza condizioni e si accontentano delle piccole cose, per questo dico auguri donne…..

Loretta

…………..

Un pensiero a tutte le donne vittime di violenza, che trovino la forza di gridare
AIUTO

DAC

…………..

“”Noi donne non siamo come l’economia di mercato o i regimi totalitari, non ci possono cambiare, nè sostituire, nè azzerare. Il nostro è un processo irreversibile, ecco perchè siamo la vera rivoluzione.””

Tratto da L’Albergo delle donne tristi di Marcela Serrano

 

Silvia

………………..


Vorrei vedere  riconosciuti i miei diritti senza bisogno di richiederli ogni volta; vorrei potere contare sulla vera parità tra uomo e donna per non sentirmi ogni volta ingannata, frustrata, delusa dalla realtà quotidiana  della quale tu fai parte e sulla quale galleggi anche se va in direzione opposta a queste mie  aspettative. Tu che mi chiami convintamente amor mio, ma  secondo la visione ed il concetto che ti sei fatto dell’amore all’interno della coppia.
Noi donne siamo pronte ad assumerci i ruoli che ci toccherebbero da dovere affrontare in una società più equilibrata, ma non si può ancora fare perché voi uomini  non siete sufficientemente preparati a sostenere questo nuovo equilibrio. Questo comporta vivere dei momenti e delle sensazioni in solitudine e questo avviene anche tra le mura di casa. Una solitudine incompresa che vaga da stanza a stanza dalla cucina alla camera da letto…ma l’amore che sento per te non mi permette di agire di conseguenza. Grazie della mimosa.

Franca

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