Ortodossi a Modena

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In una società sempre più multietnica, anche nella nostra provincia sono sempre più numerosi gli appartenenti a culti diversi da quello cattolico. Abbiamo incontrato questa settimana Giorgio Arletti, protopresbitero ortodosso nella nostra città.


Non molti sanno che nella provincia modenese la terza religione professata per numero di fedeli (dopo quella Cattolica e Musulmana) è quella Cristiana Ortodossa. La Chiesa Cristiana Ortodossa è infatti una delle tre maggiori confessioni cristiane mondiali e vanta 214 milioni di fedeli  nel pianeta, sia in Oriente che in Occidente , le  altre due confessioni, quella cattolica e quella protestante, hanno 1027 e 316 milioni di fedeli. In Oriente l’ortodossia greca riunisce più dell’11% dei fedeli.   Le Chiese Ortodosse delle varie nazioni sono autocefale, cioè si governano autonomamente pur  riconoscono un primato d’onore al Patriarca di Costantinopoli,  Dopo il 1995 la presenza ortodossa è cresciuta moltissimo in Italia, tanto che oggi secondo le stime ci sarebbero circa 2 milioni di appartenenti a questa religione.      
La quasi totalità degli ortodossi in Italia proviene da paesi dell’est europeo, in particolare da Romania, Russia ed Ucraina.         
La Chiesa ortodossa di Modena si formò nel giugno del 1984, e da sempre è dipesa dal Patriarcato di Mosca. I riti vengono celebrati presso la la chiesetta neogotica di “Tutti i Santi” in Piazza della Liberazione a Modena est, storico edificio costruito nel 1834 dall’architetto Cesare Costa.

Padre Arletti, come mai a Modena un sacerdote ordosso con un cognome così nostrano?

Io sono un convertito, e sono stato ordinato quando ero già sposato da un vescovo ortodosso Russo che mi ha conferito la mia attuale carica. La mia conversione è stata una scelta personale, e mi sono avvicinato a questa religione prima attraverso le icone, poi la liturgia ed infine la teologia.
Attualmente sono insegnate di lettere presso una scuola media di Modena. Voglio ricordare che nelle Chiese Ortodosse i sacerdoti sposati possono raggiungere solo un certo grado gerarchico, mentre l’espiscopato è riservato ai monaci.  Oggi vi è molta apertura delle Chiese Ordosse verso  gli italiani mentre una ventina di anni fa le cose erano molto diverse.  Essendo stata quella da me amministrata l’unica Chiesa Ordotodossa  di Modena fino a tempi recentissimi, ho sempre avuto fedeli provenienti da diversi paesi, attorno a questa Chiesa rutoano infatti qualcosa come 3-4 mila persone. Ho inoltre messo in piedi Chiese Ordosse a Mantova, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini ed ora anche ad Imola, ed ho impegni anche a Vignola, Pavullo, Correggio e Mirandola.
Ma il compito del quale vado più fiero è quello che svolgo all’interno dei carceri,  nell’assistenza spirituale di coloro che lì si trovano a scontare pene.

 

In quale lingua celebra le liturgie?

Molto in italiano, ma anche in greco, in staroslavo, in rumeno ed ora in georgiano, credo comunque che nel giro di una decina di anni si celebrerà solo in lingua italiana.         

Condurre una comunità ordossa in Italia è secondo Lei più difficile rispetto ad un altro paese europeo occidentale?  

Purtroppo come spesso accade i problemi più grandi si ritrovano all’interno di una parrocchia e non fuori. Posso dire che questa Chiesa è stata sostenuta da tanti che non professavano la religione Cristiana Ortodossa. Il Comune di Modena ha molto aiutato la nostra comunità e siamo stati omaggiati e rispettati da tutti. Lo scorso novembre a Modena è stato firmato dagli esponenti delle varie Chiese Cristiane il primo “Codice di Comportamento” credo unico esperimento in Italia.
All’interno della Chiesa Cattolica però ho notato una certa superbia, ad esempio spesso vengono celebrati matrimoni misti e battesimi di figli di ortodossi senza minimamente avvisarmi. Tutto questo va di pari passo con un pericolosissimo sincretismo che sta prendendo piede tra gli ortodossi.

Lei crede nell’ecumenismo tra le confessioni cristiane?  

Un convertito come me non può credere molto all’ecumenismo, mi ero ritirato dal dialogo ecumenico per circa 2 anni, poi “per i capelli” sono stato ritirato dentro. Abbiamo formato una commissione ecumenica su base paritaria tra noi ortodossi,  cattolici e protestanti, ma non mi illudo però che questo dialogo ecumenico sarà rispettato. Ho spesso notato con disappunto che le autorità civili non invitano tutti i rappresentanti delle religioni, e sto lottando  per ottenere questo. Ad esempio scrissi all’ex Presidente Ciampi invitandolo a ricordarsi che nelle sue visite ufficiali non esistono solo i vescovi cattolici, mi telefonò Arrigo Levi ma poi non se ne fece nulla…. Ora riscriverò a Napolitano, perché secondo me devono essere invitati tutti i rappresentanti delle religioni, Testimoni di Geova e Musulmani compresi. Nelle Russia Imeriale, che non era certo un modello di democrazia alle feste civili ufficiali venivano invitati tutti i rappresentanti delle religioni.

Ci sono dei problemi identitari tra le nuove generazioni di ortodossi? 

Purtroppo sì, e sono grandissimi problemi. Nelle scuole i ragazzi ortodossi soffrono di un terribile complesso di inferiorità, e tendono a dimenticare la loro identità nazionale, linguistica ed anche religiosa.

Il grande scisma tra Chiesa di Roma e Chiese d’Oriente del 1054  si è consumato in particolare riguardo alla questione del Papa inteso come “Primus inter pares”, questo  problema è tutt’ora presente?           

Papa Wojtyla disse “ insegnatemi a capire la questione del Primus inter pares”, per noi ortodossi la questione è semplicissima non avendo un unico capo e basandoci su una struttura a “piramide tronca”, mentre per la Chiesa Cattolica questo significherebbe minare l’intera struttura gerachica.

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