Ormai,siamo oltre..

Condividi su i tuoi canali:

None

A Modena Silvio Berlusconi ha recitato le sue giaculatorie sul marcio nelle cooperative rosse (anche quelle bianche che fanno riferimento al centrodestra?), nella magistratura (anche in quella che lo ha assolto?), nella stampa, nelle banche, nei sindacati. Tutti insieme per un grande complotto contro di lui! Ma importa a qualcuno, compreso i suoi fans,  cosa egli dica e cosa dirà? Qualcuno esamina la veridicità delle sue parole, confrontandole con altre fonti e con altri testimoni? No! Ormai siamo oltre la politica, la dialettica, il confronto, lo scontro, siamo ben oltre la stessa contrapposizione ideologica da lui risuscitata. Arranchiamo in sabbie mobili sconosciute, luccicanti di lustrini, pailettes e cotillons, dove mai l’Italia era approdata e dove Silvio Berlusconi l’ha trascinata con le blandizie, l’arroganza e la prepotenza, fra le caracolle, i cembali e gli osanna serventi dei suoi mirabolanti accoliti. Ritorno del Fascismo come si paventava al suo esordio? Benito Mussolini potrebbe rivoltarsi nella tomba. Per quanto in modo tragicamente distorto e talvolta spinto alla disumanità, lui ebbe il senso dello stato, dei rapporti internazionali, del ruolo di un governo. Non ebbe paura ad affrontare enormi sfide sociali e qualcuna perfino a vincerla. Insieme alla atrocità, al Fascismo occorre contestualmente la volontà di fare dell’Italia una grande nazione. Ma questi di oggi sono cavallette, mentre la nazione diventa un deserto, più povera, più indebitata, meno credibile all’estero, senza valori e senza punti di riferimento.Berlusconi sta imponendoci come reale in suo mondo “finto”, perché nel suo mondo televisivo, perfino le bugie possono diventare verità. In televisione tutto è finto o tutto è vero, come pare a chi guida il gioco. Quale altro premier utilizzerebbe come testimonial la propria mamma, Iva Zanicchi, Mike Buongiorno, Vianello e signora? Quale certificato di buongoverno e quale analisi socio-economica potranno mai rilasciare? Un tributo di simpatia e di riconoscenza, ecco, quello sì, ma nell’Italietta contemporanea è sufficiente per fingersi statista e sfruttare l’occhio di bue per trasformarlo in realtà. Perché dovrei fidarmi di uno che non piace a se stesso? Non si piace fisicamente perché le scarpe con il rialzo, le calze velate sulle telecamere, le messi tricologiche miracolosamente fiorite, i registi personali al seguito e quant’altro serva ad indossare una calzamaglia da supermen, indicano la volontà di darsi un aspetto che non gli appartiene. Altrettanto non si piace nella sua carriera ed evita di dettagliare come abbia fatto a diventare il signor Berlusconi, salvo qualche aneddoto e qualche istantanea sul quale ricamare un’epopea. Comunque nessuno a Modena si aspettava un accenno del premier sui reali problemi della nostra provincia e qualche seria indicazione sul come affrontarli, qualcosa oltre i soliti slogan e i soliti obiettivi programmatici più aurei ed utopistici di escatologiche promesse. E, del resto, chi glieli poteva suggerire? Giovanardi? la Bertolini? Leoni? Io non riesco a ricordare una loro proposta concreta in tema di economia e sviluppo del nostro territorio, ma cosa volete, sarò comunista anch’io!

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...