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Lo smaltimento dei rifiuti campani è stato gestito in modo pessimo dall’amministrazione Pighi : vi spiego il perché.

Solidarietà? sì, ma doveva essere differenziata!

Non sarà stata la causa scatenante, ma sicuramente ha contribuito a sbiadire, ancor più di quanto già non lo fosse, la non troppo nitida immagine del governo guidato da Romano Prodi. L’emergenza rifiuti in Campania per la sinistra ormai rappresenta una vera e propria iattura. Gli strascichi che sta avendo con Antonio Bassolino che non intende dimettersi, nonostante un rinvio a giudizio, non rappresentano certo un buon ritorno d’immagine per il nuovo partito della sinistra. Par di capire inoltre che Veltroni, nonostante i gravi disastri che Bassolino ha provocato in Campania, non intende sfiduciarlo e il motivo è chiaro: o’ governatore è pur sempre titolare di un rispettabile pacchetto di voti.

L’esplodere dell’emergenza rifiuti in Campania, è inutile nasconderlo, non solo ha inferto un duro colpo alla credibilità e all’immagine dell’Italia nel mondo, ma ha anche gettato un ombra sinistra su un governo che, avendo nominato al ministero dell’Ambiente il verde e “integralista” Alfonso Pecoraio Scanio, ha spinto l’autorevole Financial Times a scrivere che “l’Italia ha la peggiore classe politica”. E se anche l’Unione Europea sta pensando di comminare delle sanzioni al nostro paese, allora è tutto dire.

L’ex premier, nel tentativo di sorvolare sulle responsabilità dirette del centrosinistra, che in Campania governa ininterrottamente da 15 anni, ha cercato di trasformare l’emergenza rifiuti in una questione nazionale, ma il suo appello alla solidarietà ha riscosso ben poco successo. Poche, infatti, sono state le regioni che gli hanno dato risposta positiva. Tra queste, per questioni di opportunità campanilistiche e politiche, non poteva mancare l’Emilia Romagna la quale, anche attraverso la città di Modena, si è fatta carico dello smaltimento di qualche tonnellata di rifiuti. La decisione degli amministratori modenesi, maturata senza consultare alcuno, com’era ovvio ha suscitato polemiche che ancor oggi risultano tutt’altro che sopite e che non sempre, a dir la verità, hanno avuto valide motivazioni. Accettare di smaltire i rifiuti di una regione che ha mostrato evidenti incapacità gestionali è giusto? E’ corretto decidere di smaltire tonnellate di spazzatura nel proprio territorio, con tutte le conseguenze che ciò comporta per la salute dei cittadini, senza chiedere null’altro in cambio se non un mero tornaconto economico e politico? Quale sarebbe stato allora l’atteggiamento giusto che l’amministrazione comunale guidata da Pighi avrebbe dovuto tenere nei confronti dell’emergenza Campania?

Poteva, ad esempio, vincolare la propria solidarietà a precise condizioni quali: la rimozione immediata dei responsabili di tale scempio; chiedere al Governo e al commissario straordinario di programmare una seria e strategica gestione dei rifiuti tale da porre fine a quell’emergenza che dura ormai da troppo tempo e che rischia far esplodere pericolose epidemie, quindi aspettare lo stanziamento dei fondi necessari alla realizzazione delle strutture e infrastrutture utili per una corretta raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Si trattava, in poche parole, di mettere in campo una sorta di solidarietà differenziata che avrebbe privilegiato la responsabilità al mero aspetto economico. Aspetto economico del quale, c’è da scommettere, i modenesi non beneficeranno in alcun modo e così al danno, ossia al maggior inquinamento, per loro si aggiungerà anche la beffa: ovvero l’aumento delle tariffe per lo smaltimento dei rifiuti. La polemica sui ritocchi verso l’alto della Tarsu che la Hera intende operare, sia per le utenze private sia per quelle delle imprese, si è infatti già consumata in città. Ovviamente tutta a discapito dei modenesi.

 

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