Onu, Unicef, UNHCR… Organismi indispensabili o inutili carrozzoni ?

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Ce lo chiediamo, nel  momento in cui non hanno né voce,  né voce in capitolo, nemmeno quando la barbarie 2.0 distrugge i simboli storici, ambientali, naturalistici (nel caso dell’Unesco), di cui si fregiano di essere i paladini di difesa e protezione?

(Fonte immagine : www.quotidiano.net)


 L’emergenza umanitaria di carattere epocale, divenuta sovranazionale, legata all’esodo di milioni di persone in fuga dal centr’Africa e da un medio oriente destabilizzato dal crollo degli unici regimi capaci di controllare e reprimere l’avanzata del terrorismo, offre la cifra ciò che ormai assomiglia più ad un olocausto.  Ai fallimenti ed alle incapacità ormai note ed evidenti del governo Italiano e di Europa che è tutt’altro politica e dei popoli, come dovrebbe essere,  unita solo sulla carta degli euro ma disgregata di fronte ad  ogni difficoltà, si aggiunge il fallimento senza precedenti della politica estera statunitense e la totale ed imbarazzante assenza, confermata dal quotidiano ed assordante silenzio, dei grandi organismi internazionali nati e cresiuti per difendere i diritti umani, i bambini ed i simboli della civiltà. Onu, Unicef, UNHCR ai quali vista l’assenza di alcuna loro reazione istituzionale di fronte alle distruzioni dei templi di Palmira con decapitazione del responsabile del sito archeologico annessa, anche dell’Unesco.

Rischiando di cadere nel populismo più bieco mi chiedo e chiedo: dove sono?

E a che servono, se nel momento in cui non hanno né voce,  né voce in capitolo, nemmeno quando la barbarie 2.0 distrugge i simboli storici, ambientali, naturalistici (nel caso dell’Unesco), di cui si fregiano di essere i paladini di difesa e protezione? Oggi l’ennesima beffa. Il telegiornale racconta che si starebbero organizzando spedizioni di droni non per annientare i terroristi distruttori di civiltà ed impedire loro di radere al suolo patrimoni inestimabili ma di fotografarli prima che vengano distrutti. Come dire, lasciamo che queste bestie distruggano i siti, tanto noi ne abbiamo la copia, in DVD, così da farli poi magari vedere su un megaschermo a futura memoria.

Roba da matti. E se questo succede per i monumenti succede ancora più gravemente per interi popoli, lasciati sgozzare, fuggire, partire e salpare da coste (libiche) dalle quali acquistano ignari a caro prezzo un biglietto che spesso significa morte.

A duecento chilometri dalle coste Italiane, dove quasi arrivano le navi italiane per recuperare corpi vivi e morti, e dove potrebbe arrivare ogni genere di informazione ed aiuto, non arriva una forza internazionale capace di affrontare se non risolvere il problema direttamente la dove viene generato o almeno dove se ne respirano gli effetti più drammatici. Ritorniamo al populismo ma non sarebbe meglio iniziare a salvare vite spendendo 3 euro per ogni disperato là, prima che parta verso l’Italia, anziché spenderne 33+iva al giorno qua per non gestire il problema e per dare l’illusione di un’accoglienza indiscriminata e di un paese del bengodi che, fomentando le partenze, rischia, seppur indirettamente, di generare, mancando di evitare, altre morti?  

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