Onora la persona del vecchio

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Il vero male è che, nel nostro sciagurato presente, mancano i vecchi, e le vecchie, beninteso, da onorare, davanti ai quali alzarci in piedi, dai quali prendere esempio, dai quali imparare a vivere.

Un po’ come per  i fumatori accaniti che, quando smettono di fumare diventano degli insopportabili salutisti, rendendo la vita impossibile a chi osa fumare in loro presenza, nel raggio di qualche centinaio di metri, così,  un tempo, in altri campi, si diceva lo stesso di coloro i quali, immemori della loro condotta disinvolta in gioventù, si danno a lustrare banchi in chiesa e alla maldicenza.  (maldicenza, avete letto bene).

Purtroppo, però, ai vecchietti  e alle vecchiette che imperversano oggidì non si possono più applicare certe sagge parole, alla De Andrè, per intenderci,  Si sa che la gente dà buoni consigli, sentendosi come Gesù nel tempio…si sa che la gente dà buoni consigli, se non può più dare cattivo esempio!

Perché i buoni consigli, non richiesti, li distribuiscono virtuosamente, a piene mani, e il cattivo esempio, pure.

“Alzati davanti a chi ha i capelli bianchi, onora la persona del vecchio e temi il tuo Dio” queste eterne sagge parole si leggono nel Levitico.

Giusto.

Ma davanti a chi ci dobbiamo alzare oggi?

Davanti al vecchio che inganna i suoi vecchi dipendenti, carpendo loro le  indennità di fine rapporto e  i risparmi di tutta la vita, con la falsa promessa di farli fruttare?

Oppure davanti a quello che “ in un pomeriggio di autunno telefona, da un palazzo di Roma e senza conoscerla, a una ragazzina che sta facendo i compiti nella sua “”cameretta”” per sussurrarle ammirazione per «il volto angelico» e inviti a conservare la sua «purezza»(Bice, n.179)?

Oppure a quello che,dalle colonne del suo giornale è infastidito dall’orgia dei valori, e sentenzia che  “Il moralismo è l`arma dei miserabili” (Bice, n.179)?

E ancora, ci dobbiamo alzare in piedi  per la chioma bianca del  vecchio che vuole legalizzare e liberalizzare le droghe leggere?

O quello che si fa stirare le rughe e si tinge i capelli come una vecchia soubrette velleitaria?

O quello che, tronfio e sudato, strizzato in uniformi da operetta, ospitato con tutti gli onori, insulta governi e nazioni, compresa quella che lo ospita?

O quello organizza feste nell’ hight society,  dove ragazze aspiranti “qualsiasi cosa” portano, insieme alla loro decorativa presenza,  anche il loro nutritissimo book fotografico?

(Perché si sa, la pubblicità è l’anima del commercio e i compratori devono poter valutare la merce…Come  ricordo di queste feste fra la gente “bene” le giovani ricevono  una farfallina d’argento tempestata di diamanti).

O quello che, ancora, non sa distinguere tra verità e menzogna, sottovalutando anche la portata  di un  “giurin giurello” pronunciato con leggerezza?

O, ancora, quello che, eterno bamboccio, mai cresciuto,  fa soffrire e morire una moglie innamorata e graziosa, dandosi alla pazza gioia fra le braccia  di uno stagionato rottweiler?

E ancora, e ancora, e ancora…per tacere del genere femminile.

Il vero male è che, nel nostro sciagurato presente,  mancano i vecchi, e le vecchie, beninteso, da onorare, davanti ai quali alzarci in piedi, dai quali prendere esempio, dai quali imparare a vivere.

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