Omicidi

Condividi su i tuoi canali:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email
Condividi su print
Condividi su whatsapp
Più sicurezza, per omicidi forse evitabili.Questa settimana cronaca e denuncia si mescolano nell'articolo di Alex Scardina

 

Anna Teresa Urbaniak, Amairi Hassen e suo fratello Khelifi. Cos’hanno in comune? Tutti e tre stranieri, giusto; ma non originari dello stesso paese. Anna Teresa Urbaniak era polacca, i fratelli Hassen tunisini. L’unico filo conduttore che unisca le loro storie sono il fiume Panato ed il “percorso sole”, vale a dire il luogo dove hanno trovato la morte.

 

Il percorso sole è un sentiero che si snoda lungo l’argine del fiume Panaro; partendo da Marano sul Panaro, attraversa Vignola e giunge a Spilamberto. Frequentato da tanti amanti dello sport, da chi cerca momenti di svago o vuole solo trascorrere qualche ora all’aria aperta. Unico problema è la totale assenza di controlli.

 

Iniziamo da Anna Teresa Urbaniak, come detto polacca, di 48 anni, badante presso un anziano del territorio, Fiorenzo Lolli, il quale, a fine aprile, denunciò la scomparsa della donna. Cercata per una settimana ne venne ritrovato il cadavere il 6 maggio lungo il percorso sole. Proprio perché il corpo era occultato da un telo si pensò immediatamente ad un omicidio. I primi rilevamenti portarono a parlare di morte violenta, circostanza confermata dalle 10 coltellate mortali inferte ad Anna. Le indagini si sono concentrate su un brasiliano, Francisco Celio Silva Santos, già in carcere. Irregolare ma, occorre sottolinearlo, con la fedina penale immacolata, l’uomo sarebbe stato inchiodato dal cellulare della vittima, di cui è stato trovato in possesso. Francisco si difende dichiarando al Gip del tribunale di Modena che aveva semplicemente trovato il cellulare e che lui con Anna non c’entra nulla. Pur non avendo convinto le autorità si attende il riesame. Intanto il corpo della vittima era stato intaccato da larve che hanno reso difficile distinguere i punti in cui siano state inferte le coltellate; grazie a loro però sarà possibile datare in maniera il più puntuale possibile l’ora dell’assassinio. Attendiamo sviluppi in merito.

 

I fratelli Hassen erano originari della Tunisia; avevano 15 e 17 anni ed erano residenti a Spilamberto. Il 29 maggio, probabilmente, avevano deciso di fare un bagno a causa della prima calura estiva ma colti all’improvviso, non sapendo nuotare, sono morti annegati in una buca del fondale del Panaro profonda dai 5 ai 10 metri. Un’agente della polizia provinciale che si trovava nelle vicinanze ha immediatamente dato l’allarme, ma non c’è stato nulla da fare. Tra le 17:00 e le 19:30 sono stati riportati a riva grazie all’intervento dei sommozzatori.

 

Tre morti evitabili? Probabile. Da anni il percorso sole è oggetto di eventi di ogni genere. Qui abbiamo raccontato le due storie più toccanti, ma doverosamente vanno ricordati esibizionisti di ogni ordine e grado, uno stupro, consumatosi nel 2010, vandalismi vari, l’ultimo episodio è proprio del 2 giugno 2011. Insomma, un far west degno di Hollywood. Sarebbe proprio opportuno che si iniziasse a pattugliare seriamente la riva del Panaro. Ripeto, non abbiamo la presunzione di sostenere che con più controlli non avremmo avuto 3 morti, più tutto il resto, però il beneficio del dubbio spero vogliate concedercelo.

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

Ripensare il turismo  futuro

La tragedia della Marmolada lascia  sgomenti e annichiliti, per la gravità del bilancio che si va aggravando di ora in ora, con due cordate di

Riflessioni sull’aborto

La decisione della Corte suprema statunitense di lasciare ad ogni stato dell’Unione la libertà di legiferare sul diritto all’aborto, ha riportato in prima pagina un