Omaggio ad Angelo Fortunato Formiggini un secolo dopo

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Prefazione scritta dall’editore Carlo Bonacini, fondatore e titolare della casa editrice Artestampa, unico editore modenese che ha pubblicato l’unico dedicato a Formiggini nella ricorrenza del 70° anniversario del tragico suicidio dalla Ghirlandina come gesto estremo di protesta contro la promulgazione delle leggi razziali fasciste del 1938. Libro eccellente, a cura di Nicola Bonazzi, di  Margherita Bai, Margherita Marchiori e Monica Casini, dal titolo “La cronaca della festa 1908 – 2008: omaggio ad Angelo Fortunato Formiggini un secolo dopo”, Edizioni Artestampa. 

 Libro presentato nel pomeriggio di mercoledì 3 dicembre alla Biblioteca Estense Universitaria, diretta dal dottor Luca Bellingeri, alla presenza di due grandi e noti  conoscitori  e studiosi dell’opera e della figura di Formiggini: Nicola Bonazzi, uno dei curatori del volume ed il dottor Ernesto Milano, ex direttore dell’Estense ed autore di un’importante monografia dedicata a Formiggini pubblicata da Luisè Editore oltre a Stefano Luppi,  giornalista della Gazzetta di Modena,  moderatore dell’importante  dibattito, esperto di arte e di cultura. Queste le parole scritte dall’editore Luca Bonacini nella prefazione al libro. “Per un editore modenese impegnato da anni, a fianco di illustri colleghi, nella salvaguardia e nella promozione della memoria storica cittadina, Angelo Fortunato Formiggini rappresenta una tappa ineludibile. L’editore Formiggini ha rappresentato per Modena, ma soprattutto per l’Italia, un modello di geniale innovazione nella strategia della comunicazione per quel che concerne la diffusione del libro e della cultura libraria. Inoltre le vicende che hanno causato prima la fine poi l’oblio della sua opera e della sua stessa persona sono connesse a un evento storico che ci conduce fuori dalle mura cittadine: il fascismo, e segnatamente i provvedimenti razziali del 1938, hanno infatti, come è noto, sancito il punto di non ritorno nell’esistenza di Angelo Fortunato Formiggini. La storia di questo modenese è dunque un brano quanto mai tragicamente esemplare della grande Storia, e parrebbe quasi una forzatura inserirlo, come invece abbiamo ritenuto di fare, nella collana “Novecento Modenese”. Le ragioni di questa scelta editoriale sono tutt’altro che estemporanee. I natali possono costituire un semplice dato anagrafico o un più profondo dato storico, culturale, affettivo: tema centrale anche per un’altra figura di modenese sopra le righe, l’Antonio Delfini ospitato nella stessa collana. Anche nel caso di Formiggini la “Città Natale” è rivestita di un valore toccante e singolare: essa è chiamata ad eseguire le sue ultime volontà come fedele esecutrice testamentaria. Nel dramma della memoria che attraversa la fine della vita e la morte di Angelo Fortunato Formiggini, Modena è infatti incaricata di custodire, nel senso più alto e compiuto del termine, i suoi sterminati archivi. Questo compito, assunto per volontà dell’editore dalla più illustre istituzione culturale modenese, la Biblioteca Estense Universitaria, può e deve essere raccolto da tutta la collettività cittadina e in particolare da quei soggetti che intendono proporsi come referenti culturali. Ecco perché non appare così bizzarra, se non in senso formigginiano, l’idea di ricominciare da Modena per ritessere la trama sgualcita di una delle più affascinanti avventure umane ed intellettuali del secolo passato. D’altra parte è quanto ha fatto, a partire dagli anni Ottanta, la già citata Biblioteca Estense, alla quale si deve la ripresa in grande stile degli studi su Formiggini. Resta, per un editore, un’ultima considerazione. E’ inevitabile, per chi prova ogni giorno a destreggiarsi nell’ “agone editoriale”, guardare all’esordiente Formiggini con curiosità ed interesse. Non si tratta di un confronto, quanto piuttosto di una sorta di discepolato. La figura di Formiggini possiede un carisma di singolare effetto per l’acume e per la contagiosa simpatia di cui è latrice. Queste pagine vogliono essere un “omaggio”, come recita la copertina, non soltanto a tutte le vittime degli ignobili provvedimenti antisemiti del ’38, ma anche dello spirito gaio, filantropo e generoso che ha guidato e animato il nostro concittadino nella sua opera di autore e di editore. Anche per questo abbiamo voluto parlare di quella festa di concordia mutino – bolognese che segna l’inizio del suo percorso e che ancora oggi – nel mondo globale in cui le lotte di campanile sono anticaglie da museo – ha qualche cosa da insegnarci: “Il ridere è tra le manifestazioni più dirette e profonde dell’essere umano”. L’editore si Artestampa Luca Bonacini.

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