Oltre al danno, anche la beffa

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Mentre nel Canale di Sicilia si muore, Laura Boldrini trova il tempo di scrivere un libro e sogna di salire su una scala con martello e scalpello per togliere la scritta Dux sull’obelisco al foro italico

L’ennesima tragedia nel Mar Mediterraneo, dovrebbe, finalmente riunire attorno aD un tavolo i responsabili dell’EU per trovare una soluzione definitiva al commercio indegno di esseri umani. Purtroppo, temo che non sarà così. Ora però, e lo dico con orgoglio, in questa situazione l’Italia si fa onore, nonostante l’alto prezzo economico che paghiamo in un momento non certo florido per la nostra economia. Di fronte a esseri umani disperati che, per fame, per religione o a causa di guerre civili, fuggono dai loro paesi, ancora una volta porgiamo la mano dando la dimostrazione di essere un popolo generoso. La mano che si porge dalla scialuppa per issare a bordo il migrante, non è di destra né di sinistra è quella di un militare o di un civile che pensa solo a salvare una vita umana. La politica, sia di destra sia di sinistra, dovrebbe invece abbassare i toni e collaborare a una risoluzione del problema. Prima di tutto il nostro Governo, perché facciamo parte dall’EU, deve spiegare nei dovuti modi e nelle sedi competenti, che questo non è un problema solo italiano, ma di tutta l’Europa. E qui, si vede tutta la povertà civile, non mentale, dei burocrati di Bruxelles, pronti a estrarre il cartellino rosso nei nostri confronti per il debito pubblico, ma molto restii a impegnarsi a risolvere un problema, che li tocca in modo relativo. Basta vedere il filmato di come al confine austriaco sono trattati coloro che cercano di espatriare in altre nazioni. E’ inutile dirlo, ma lo ripetiamo per coloro che si riempiono la bocca di vuote parole. Ormai è assodato che dopo due, tre anni di continui e sempre più numerosi arrivi dalle coste della Libia, il blocco navale non funziona. Quindi, bisogna intervenire in altra maniera. Quale? Personalmente ritengo che nelle segrete stanze del potere,  siano queste a Berlino o a Bruxelles, il quesito sia già stato posto. Ritengo, inoltre, che le varie intelligence dei paesi europei, e mi rifiuto di pensare il contrario, non abbiano fatto presente che un intervento alla fonte,  per stroncare il vergognoso e inumano traffico di persone, avrebbe dei costi, sia umani, sia materiali molto importanti e che alcuni governi non vogliano assolutamente sostenere senza averne un ritorno economico, dovendo poi scaricare il costo sui propri cittadini. Fantasia? Forse, ma se ci fate caso, quando alcuni paesi d’Europa intervennero per cacciare il dittatore libico Gheddafi, la Germania si astenne. Nelle sanzioni varate contro la Russia, durante la crisi con l’Ucraina, il peso maggiore l’ha pagato l’Italia. Non certo Berlino! Adesso però il nostro Governo deve fare una scelta e porre i governi europei davanti alle loro responsabilità e trovare velocemente una soluzione che, ripeto, non si risolve in acqua, ma sulla terra ferma. Gli esperti di diritto internazionale sostengono che non si può invadere uno stato sovrano. Giusto, ma la Libia vi sembra uno stato sovrano? Due governi, decine di bande armate e ora anche le truppe del Califfato. Eppure, con quali motivazioni siamo riusciti a intervenire in Kosovo e a bombardare Belgrado (capitale di uno stato degno di quel nome)? Siamo andati in Libia ad impicciarsi in una guerra civile, diciamolo, in cui l’interesse unico di altre nazioni europee era quello di rinegoziare, con i vincenti, nuovi contratti per la fornitura di petrolio. Per non parlare della Siria, in cui non siamo intervenuti con l’America, perché all’ultimo minuto sono riusciti a far capire al presidente Obama, che in politica estera sta facendo gara con l’ex di turno (mi riferisco al suo predecessore Jimmy Carter) per conquistare il primo posto per incompetenza in politica estera. Più fatti e meno parole, altrimenti fra qualche mese saremo ancora qui a fare la conta dei morti.

Veniamo brevemente alla politica italiana. Laura Boldrini, presidente della Camera, ha scritto un libro. Niente d’eccezionale, non è questa la novità. La notizia è relativa al fatto che trovi il tempo per farlo, visto l’importante ruolo istituzionale che ricopre. Chissà, se riuscirà anche a ritagliarsi uno spazio per realizzare un suo sogno. Quale? Semplice! Salire su una scala, armata di martello e scalpello, e staccare la scritta Dux dall’obelisco al Foro Italico. Presidente, non si cancella con un martello e uno scalpello una parte della storia d’Italia! In tale modo non si fa un buon servizio alla nazione. Pensi, invece, a risolvere i problemi di una patria, che, lentamente sta perdendo la propria identità. 

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