“Ogni leggina ci costa 1 milione e 700 mila euro”

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La Destra attacca gli sprechi in Regione

“Ogni leggina ci costa 1 milione e 700 mila euro”

 

”Mentre Prodi e Veltroni, legati l’un  l’altro dal nascente Partito Democratico, si beccano fra loro sul dilemma fiscale “taglia dopo” o “taglia prima” (e le tasse intanto aumentano), cresce l’indignazione dei cittadini per i crescenti ed ingiustificati costi della politica. Basti guardare al costo spropositato della produzione legislativa dell’Assemblea regionale ed alla sua esiguità. Circostanze che farebbero chiudere i battenti ad una qualsiasi azienda privata”.

Lo sostiene Paolo Casolari, coordinatore regionale de La Destra – il movimento guidato da Storace e Buontempo – il quale annuncia che la lotta contro i costi della politica e contro le “caste” sarà una dei cavalli di battaglia della nuova formazione politica.

“Nel corso dell’anno passato – continua Casolari – a fronte di un spesa consuntiva che nel 2006 ha raggiunto la cifra di 36 milioni di euro, l’Assemblea legislativa regionale ha approvato 21 leggi. Un numero bassissimo, la montagna ha partorito il topolino”. Di queste – spiega – “5 sono ad iniziativa vincolata (legate, cioè, ad adempimenti finanziari che si ripetono ogni anno). Ne restano 16. Si potrebbe obiettare che non è la quantità che conta ma la qualità. Ebbene, di queste 16 leggi ce n’è una, quella sul calendario venatorio, che viene riproposta ogni anno col copia incolla per “vanificare” i consueti ricorsi amministrativi degli ecologisti, un’altra che annovera un solo articolo ed altre due composte da due articoli ognuna”. Fra le restanti 12 ve ne sono alcune, come ad esempio quella sulla tutela dei nudisti o quella sull’introduzione della figura di maestro di snowboard, “la cui attesa – aggiunge ironicamente Casolari – fa trepidare gli emiliano-romagnoli, ben felici quindi di pagare l’aumento dell’addizionale regionale Irpef voluto dalla Giunta di centrosinistra”.

 

“Qualunque impresa privata con una produttività così esigua e di così bassa qualità – conclude l’esponente de La Destra – avrebbe chiuso da tempo i battenti, a meno di non riuscire a vendere i propri prodotti a caro, anzi carissimo prezzo. Ed è quello che è riuscita a fare la Regione, dove ognuna delle 21 leggi prodotte, sia quelle “obbligate”, sia quelle ad iniziativa volontaria dell’Assemblea legislativa, è costata ben 1 milione e 714 mila euro cadauna. Un costo spropositato pagato dai contribuenti, evidentemente ritenuti dai legislatori una fascia di clientela facoltosa che può permettersi certi lussi, con tanti saluti alla strillata lotta ai “costi della politica”.

 

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