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Un parere giuridico sulla  Legge Severino

di Sergio Fina

Sui mezzi d’informazione si è molto dibattuto sulla questione della decadenza. Si afferma, da parte di coloro che sostengono il carattere di sanzione amministrativa della misura della decadenza dall’ufficio parlamentare, l’assimilabilità agli illeciti penali con la conseguenza che si rende applicabile l’irretroattività della legge.

Alla fine degli anni ’80 è stata ribaltata l’impostazione della separazione tra illecito amministrativo e penale, assimilando le sanzioni amministrative a quelle penali e dunque affermando l’equiparazione dei principi propri del diritto penale – tra i quali l’irretroattività – a quelli disciplinanti l’illecito amministrativo.

Ora il nodo della questione è proprio questo: la natura sanzionatoria o meno della disposizione sulla decadenza per coloro che siano stati condannati per reati gravi, cioè con pena superiore a due anni.

Una cosa è certa: la parificazione di una norma sulla decadenza da una carica pubblica ad una sanzione amministrativa è una costruzione che non trova riscontro nel nostro ordinamento giuridico.

La natura sanzionatoria si desume infatti da alcuni specifici indicatori che sono: una disposizione avente un contenuto precettivo di tipo civile o amministrativo; un’autorità amministrativa che applica, solitamente sulla base di un decreto ingiuntivo, la sanzione generalmente avente carattere pecuniario; la graduazione della sanzione in relazione al livello di responsabilità e la possibilità di chiedere in sede giurisdizionale l’annullamento della misura attraverso un apposito giudizio di opposizione.   Appare francamente difficile sulla scorta dei parametri appena indicati individuare elementi di connessione tra le disposizioni regolatrici l’accesso alle cariche pubbliche e le sanzioni amministrative.

Nella materia riguardante l’ammissione alle cariche pubbliche vengono infatti in rilievo alcune norme interdittive del diritto all’elettorato passivo che nulla hanno a che vedere con le sanzioni amministrative tipiche quali, ad esempio, le sanzioni edilizie, per violazione al codice della strada o ai regolamenti comunali e che poggiano sul requisito della irreprensibilità ed integrità di coloro che aspirano al seggio parlamentare.

Se il soggetto ha subito una condanna penale irrevocabile successiva all’entrata in vigore della legge, l’esclusione oppure la decadenza dalle funzioni è automatica e necessita soltanto di una pronuncia dichiarativa della condizione prevista dalla legge. In definitiva la questione tanto agitata dell’incostituzionalità della legge Severino è in realtà, come molti dei temi sollevati in Italia dalle forze politiche e dai mezzi d’informazione, un falso problema.                                                                             

 

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