Oggi i lettori di Bice consigliano

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settimana n.23 del 2011
Questa pagina prende forma grazie ai lettori di Bice. Qui vengono pubblicate e raccolte le vostre segnalazioni di articoli o foto rinvenuti in qualche Blog o quotidiano e meritevoli di essere amplificati.

Oggi venerdì 10 giugno 2011

 

Lorenzo Torniello segnala: 

 

Il Tempo.it

O cambia tutto o cambiano lui

del 09 giugno 2011 di Mario Sechi

 

Ecco il testo del discorso dal direttore de Il Tempo tenuto al teatro Capranica all’adunata dei «Servi liberi e forti».

 

È finito il tempo delle tessere e della conta da congresso. È una cosa che sa di ferraglia, di Novecento, di passato che non può tornare. Fuori c’è altro. Il mondo della rete sta cominciando anche da noi a influenzare la politica. È il tam tam della foresta. Ascoltatelo. “”Vogliamo scegliere noi per non far scegliere loro””.

 

Caro Giuliano, cari amici del Capranica, sono nato in un posto della Sardegna dove – che tu lo voglia o no – le primarie comincia a farle la natura: è una dura selezione in cui fin dai giochi dell’infanzia vince quello più abile, intelligente e forte. Non ci sono vertici, riunioni di palazzo o di corrente che possano fermare questo fatto: la competizione comincia fin da bambini. È naturale. Per questo fin da piccoli in tutte le case sarde dove circolano libri e idee – libri e idee, non soldi – padri e madri tirano su i figli con il menù che non smetteva mai di ricordare Francesco Cossiga: minestra e politica. Sono giorni in cui mi pare che il secondo ingrediente sia sparito dal menù. Eppure stanno apparecchiando un sacco di tavoli in questi giorni. Forse c’è la minestra, ma di politica neppure il lontano profumo. Nel Pdl si fanno le cosiddette riunioni di corrente. Ma senza averle mai fatte, le correnti. Nel Pdl si dice senza imbarazzo che bisogna rifare la Dc. Informiamo i ricostituenti che la Balena Bianca s’è spiaggiata ed è morta nel 1994, diciassette anni fa. E toh!  (leggi tutto l’articolo)

 

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il Giornale.it                   

L’«Economist» si riduce agli insulti pur di attaccare il Cav

del 10 giugno 2011

 

Le certezze in questa vita sono poche: il cibo buono fa ingrassare, prima o poi moriamo tutti e l’Economist è antiberlusconiano. Per dimostrare l’infallibilità di questo dogma, il settimanale inglese esce oggi con un numero speciale tutto dedicato al Cavaliere. Numero, ovviamente ad alto tasso di critica, calunnia e insulto in cui si fa a pezzi la figura del premier italiano. L’unica differenza rispetto agli ultimi diciassette anni di attacchi è la volgarità dei toni, dato che il titolo dello speciale è «The man who screwed an entire country», ovvero «L’uomo che ha fottuto un intero Paese», dato che il termine screw in inglese significa «avvitare», «fregare» ma soprattutto «fare sesso».

Insomma, che non avessimo a che fare con un giornale obiettivo era evidente, ma si sperava fosse almeno un giornale di gentlemen. Speranza vana. Nell’editoriale, poi, si elencano mirabolanti colpe del Cavaliere, dalla «lurida saga» del bunga bunga alla «malattia economica» dell’Italia. Che poi i nostri conti siano a posto è un dettaglio, merito solo di Tremonti. Berlusconi, invece, «graverà sul Paese per molti anni». (leggi tutto)

 

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 Oggi martedì 08 giugno 2011

La nostra lettrice Stefania S. ci segnala un articolo su Santoro e gli spiccioli che percepirà lasciando la Rai.

Un bel TFR, indubbiamente.

(per leggere l’articolo e visualizzare l’intervista)

 

Oggi martedì 07 giugno 2011

 

Pioggiacida consiglia e raccomanda:

 

il Giornale.it

E Tettamanzi benedice il compagno Pisapia

Del 04 giugno 2011 di Mario Giordano

 

L’arcivescovo di Milano getta la maschera e si lancia in un comizio davanti a 50mila ragazzini cresimandi. La festa per il sindaco pro unioni gay? “”Una primavera, è solo l’inizio””

 

In principio c’era Pisapia. Il verbo (rifondarolo) s’è fatto sindaco, gloria a Giuliano nell’alto di Milano e pace in terra agli uomini di buona volontà, soprattutto se votano Pd. La messa è finita, andate e predicate il vangelo della sinistra chic. Il cardinal Tettamanzi, ormai, fa le prediche così: sulle spalle il rosso cardinalizio, nel cuore il rosso politico. Più che parlare ai fedeli, sembra che parli all’Infedele. Manca solo Gad Lerner a reggergli il microfono. (leggi tutto)

 

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Avvenire.it

Editoriale: Nuovo attacco del «Giornale» all’arcivescovo di Milano

Quell’insolente sguardo come di guerra                 

del 05 giugno 2011 di Marco Tarquinio

 

Venerdì mattina il Giornale ha raccontato sulla prima pagina dell’inserto milanese, ai suoi lettori ovviamente milanesi, della grande festa della fede cristiana che ha riunito a San Siro cinquantamila persone per l’incontro tra i cresimandi e l’Arcivescovo di Milano. Milano è grande, ma per quanto grande sia le cose importanti si sanno, e le notizie non possono essere trasformate facilmente nel loro contrario.

Dunque, ecco spiegato anche sul Giornale – come su Avvenire – che il cardinale Dionigi Tettamanzi, incontrando i ragazzi, «ha tenuto il discorso ‘Capolavori di Dio, plasmati dallo Spirito’ incentrato sul racconto evangelico del Buon Samaritano». Testuale.

 

Perché racconto ai lettori di Avvenire quello che sanno già? Per sottoporre loro un nuovo stordente caso di capovolgimento e mistificazione della realtà gabellato per esercizio della professione giornalistica e del diritto di critica. Già, perché ieri mattina gli stessi lettori della medesima testata, ma in prima pagina e in edizione nazionale, hanno avuto il bis di un recente e incredibile attacco contro l’arcivescovo sferrato da una firma di peso.

 

Qualche giorno fa il direttore in persona, Alessandro Sallusti, stav
olta (e – posso dirlo? – inaspettatamente) un ex direttore spesso veemente nella polemica, ma mai sguaiato, come Mario Giordano. Fatto sta che l’incontro dei cresimandi con il “”loro”” cardinale è diventato l’argomento centrale di una livorosa e a tratti letteralmente insolente ricostruzione che lo ha sfigurato in comizio politico, nel quale il rosso della porpora e quello delle bandiere comuniste si sarebbero fusi e confusi, e in culmine di un magistero presentato addirittura come nemico della fede cattolica. Una pagina di insensata enormità polemica, che potrebbe risultare ridicola se non esibisse una tragica e tristissima maliziosità. Resa ancor più palese dal motivo di quella sventagliata di falsità. (
leggi tutto l’articolo)

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il Giornale.it

Legittimo criticare il cardinale che fa politica e si schiera con Pisapia

del 06 giugno 2011 di Magdi Cristiano Allam

 

Legittimo il nostro intervento su Tettamanzi: un sindaco contrario ai dogmi della fede. È giunto il momento di privilegiare l’amore per gli italiani prima di preoccuparci degli immigrati

 

Dobbiamo ringraziare Marco Tarquinio, il direttore dell’ Avvenire , l’organo della Conferenza episcopale italiana, per aver ieri additato il Giornale come la voce che più di altre si eleva contro l’asse Pisapia Tettamanzi. È stato il nostro Mario Giordano a denunciare come, anche nel recente raduno religioso di 50mila cresimandi nello stadio di San Siro, l’arcivescovo di Milano non abbia perso l’occasione per manifestare il suo sostegno politico al neosindaco, espressione della sinistra radicale favorevole all’aborto, all’eugenetica, all’eutanasia, ai matrimoni omosessuali, alla droga di Stato, ai centri sociali, alla megamoschea, ai privilegi ai rom e agli immigrati rispetto alle istanze dei cittadini milanesi.(leggi tutto)

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