Oggi i lettori di Bice consigliano

Condividi su i tuoi canali:

settimana n.30 del 2011
Questa pagina prende forma grazie ai lettori di Bice. Qui vengono pubblicate e raccolte le vostre segnalazioni di articoli o foto rinvenuti in qualche Blog o quotidiano e meritevoli di essere amplificati.

 

Oggi lunedì 01 agosto 2011

 

Lucifero segnala:

 

 FQ Emilia Romagna.it    

Colata d’asfalto in Regione. Previste sei mega-opere di cui nessuno parla

 

Sono la Nuova Romea, l’autostrada Cispadana, il collegamento autostradale Campogalliano-Sassuolo, il Ti-Bre, il famigerato Passante Nord e il bolognese People Mover. Opere superflue, se non inutili. Frattini, presidente regionale Legambiente: “”ancora il solito, troppo trasporto su gomma e il pochissimo su rotaia””

Ogni giorno in Emilia Romagna vengono mangiati da cemento e asfalto 8 ettari di terreno.

Dal 1975 a oggi il conto è di oltre 100 mila ettari, circa il 5% del territorio regionale. Ma non solo. Questa sarebbe anche una delle regioni più inquinate d’Europa e a più alta densità di strade che la attraversano. È Legambiente a lanciare l’allarme con un dossier sulla colata di asfalto e cemento che si potrebbe abbattere lungo la via Emilia nei prossimi anni: “Si punta ancora molto sulle opere per l’automobile e poco su quelle ferroviarie”, spiega Lorenzo Frattini, presidente regionale di Legambiente. ( leggi tutto)

 

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Il Sole 24 ORE.it

Le ferie (troppo) lunghe della giustizia

 

Tribunali chiusi per ferie. Non è proprio così, ovviamente. Resta però il fatto che da oggi, 1° agosto, a giovedì 15 settembre i termini processuali sono sospesi. Come sappiamo, ciò equivale – di fatto – al blocco di gran parte delle attività dei tribunali (anche di quelli amministrativi e fiscali…) per ben 46 giorni. Siamo sicuri che un sistema giudiziario in affanno come il nostro se lo possa permettere? Siamo sicuri che un Paese come il nostro se lo possa permette? Non è eccessivo che moltissime attività processuali (appelli, memorie, depositi), civili, amministrative e tributarie vengano congelate così a lungo? Tra l’altro, con enormi complicazioni. Qualche esempio? Sono sospesi i termini per le liti civili, amministrative e tributarie, ma non quelli per i giudizi cautelari civili, per le controversie di lavoro o quelle previdenziali. Sono sospesi i termini in materia di separazione e divorzio, cause concernenti l’assegno di divorzio ma non le cause per alimenti o per il diritto all’aggiornamento dell’assegno alimentare tra coniugi già separati. Perché tutti parlano di efficienza dello Stato e di semplificazione e nessuno si rende conto che basterebbe poco per cominciare a lanciare qualche segnale di cambiamento?

 

 

Oggi domenica 31 luglio 2011

 

Pioggiacida segnala:

 

Il Riformista.it

Il sonno di Silvio

di Tommaso Labate

 

Durante la riunione di governo di ieri l’altro, chiude le palpebre e reclina il capo. Letta prova a scuoterlo, ma ci riesce solo al terzo tentativo. Ieri operato alla mano.

 

 I presenti hanno ancora la scena davanti agli occhi. Silvio Berlusconi con le palpebre abbassate e la testa chinata in avanti. Gianni Letta che prova a scuoterlo: «Silvio! Silvio! Silvio!». Istanti che sembrano durare ore. Nel bel mezzo del consiglio dei ministri, quarantott’ore fa.

Palazzo Chigi, interno giorno. Giovedì 28 luglio. Ieri l’altro, insomma. Sembra una “normale” riunione del consiglio dei ministri. “Normale” quanto lo può essere quella di un esecutivo che pare aver imboccato un interminabile viale del tramonto, visto che all’ordine del giorno c’è anche la lettera con cui il presidente della Repubblica ha messo nero su bianco la sua «preoccupazione» per il decentramento dei ministeri a Monza imposto dalla Lega Nord al resto della coalizione.

(per leggere tutto l’articolo)

 

^^^^^^^^^^^^^^

 

Corriere della Sera .it

La pozzanghera del malaffare

del 31 luglio 2011 di Ernesto Galli della Loggia

 

Perché insistere a chiedere all’onorevole Bersani risposte sincere ed esaurienti sui gravissimi sospetti di corruzione che da settimane colpiscono il Pd? Perché correre il rischio di sembrare di avercela per partito preso con la sinistra, quasi che così si volesse fare un favore alla destra? Perché attirarsi l’accusa di essere al servizio niente di meno che di una «macchina del fango» rivolta contro l’opposizione?

Una prima risposta a chi si facesse queste domande (e temo che l’onorevole Bersani sia tra questi) la fornisce il Fatto di ieri: un giornale con il quale spesso si è costretti a non essere d’accordo ma al quale va riconosciuta una notevole indipendenza politica. Ebbene, sul Fatto di ieri Ferruccio Sansa – un giornalista che è a sinistra e ha lavorato al Messaggero , a Repubblica , al Secolo XIX – racconta con abbondanza di particolari come per esperienza personale «chi tocca il centrosinistra muore»: e cioè che «i fastidi che (gli) hanno procurato le inchieste sul centrosinistra non hanno eguali» rispetto a quelle sul centrodestra, dove per «fastidi» si devono intendere «le calunnie, gli insulti, le telefonate a direttori ed editori» che le suddette inchieste gli hanno attirato in un ambiente come quello di Genova, pesantemente e capillarmente dominato dalla macchina politico-burocratica del Pd. (leggi tutto l’articolo)

 

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Il Tempo.it

Mancano le barbe finte

del 31 luglio 2011 di  Mario Sechi

 

Se la Guardia di Finanza tiene sotto controllo il ministro dell’Economia siamo al delirio istituzionale, perché è uno dei bracci operativi del ministro e, fatta salva l’autonomia dei militari, il suo operato è sottoposto a controllo e valutazione della politica.

Pasticcio. Ho usato questa parola per fotografare il caso Tremonti-Milanese e l’ultimo capitolo dedicato agli spioni. Più va avanti e più siamo di fronte a un guazzabuglio, una sceneggiatura sgangherata sulla quale si cimentano troppe mani. Su una sola cosa non ho dubbi: se la Guardia di Finanza tiene sotto controllo il ministro dell’Economia siamo al delirio istituzionale, perché è uno dei bracci operativi del ministro e, fatta salva l’autonomia dei militari, il suo operato è sottoposto a controllo e valutazione della politica. Per quali fini le Fiamme Gialle avrebbero monitorato la vita di Tremonti? La storia della spiata non sta in piedi, per il semplice motivo che la Gdf non aveva bisogno di trasformarsi in James Bond per sapere cosa fa Giulio: le divise grigie lo scortano tutti i giorni. Sono i suoi angeli custodi.

(leggi l’intero articolo)

 

 

 

Oggi, sabato 30 luglio

 

segnalo una ricetta per un dolce davvero delicato e squisito…

 l’abbinamentio “”panna cotta -fragole””

tratta dal sito Cucina e Guanduia, che vi consiglio di visitare anche per altre meraviglie…

 

Ingredienti panna cotta:

300 gr di panna liquida fresca (250 g.)

160 gr di latte intero fresco ( 133 g.)

55 gr di zucchero ( 45,8 g.)

1 gr di agar agar (4g. colla pesce, perchè non avevo agar agar)

mezza bacca di vaniglia

 

Ingredienti coulis di fragole:

 

500 g. fragole 

100 g. zucchero semolato 

1 cucchiaio di succo limone

 

In una ciotola unire la panna, il latte, lo zucchero e la bacca di vaniglia raschiata.

Far bollire 2 minuti e aggiungere l’agar-agar mescolato con un po’ di zucchero semolato fine, (io ho messo la gelatina precedentemente sciolta nell’acqua fredda).

Far bollire ancora per 1 minuto.Versare la panna cotta in bicchierini e mettere in frigo.Nappare con il coulis di fragole.

Preparare il coulis di fragole: tagliare le fragole a pezzetti, unire lo zucchero semolato e un cucchiaio di succo di limone.Far prendere il bollore e spegnere.Lasciare intatto il coulis senza filtrarlo.

 

A.Z.

 

****

Oggi venerdì 29 luglio

Stefania S. consiglia la lettura di questo articolo,

che spiegherebbe l’assenza del premier dal Parlamento, dall’importante seduta di stamattina in particolare.

Berlusconi operato al polso, chirurgo: è andato tutto benissimo

Il presidente del Consiglio lascerà la clinica dopo un intervento durato “”una decina di minuti””

 (per leggere tutto…)

 

*****************************

 

Oggi giovedì 28 luglio 2011

Il lettore Lucifero segnala alcuni articoli :

 

Corriere della Sera.it

Un chiarimento necessario

Quel che Tremonti non ha detto

del 28 luglio 2011 di Sergio Romano

 

I pagamenti in nero sono il male oscuro dell’economia nazionale. Quanti italiani possono affermare di non avere mai ceduto alla tentazione, magari per spese modeste e cose di poco conto? Quanti possono lanciare la prima pietra senza peccare d’ipocrisia? Ma la colpa è molto più grave se attribuita a persone che hanno l’obbligo istituzionale di esigere correttezza fiscale, di fissare le regole e di punire coloro che non le osservano.

(per leggere tutto l’articolo)

^^^^^^^^^^^^

 

Sole 24 ore. it

Discutibili priorità dopo il rimpasto

del 28 luglio 2011 di Stefano Folli

 

Prima delle ferie estive, la nomina di Francesco Nitto Palma alla Giustizia e di Anna Maria Bernini alle Politiche comunitarie chiude un capitolo aperto da troppo tempo nel Governo. Ma certo non basta a restituire vitalità e una chiara direzione di marcia a una compagine appannata. Per questo ci vorrebbe molto di più.

I nodi politici di fondo, e anche quelli istituzionali, restano tutti lì, sul tavolo. Lo testimonia lo stesso colloquio tra il presidente della Repubblica e Berlusconi: un incontro piuttosto algido e frettoloso che è servito a nominare i due ministri, ma nient’altro.

La freddezza non può meravigliare. Fino a ieri sera il Quirinale era ancora in attesa di una risposta del governo alla nota in cui si chiedevano chiarimenti sulla faccenda dei ministeri al nord. Un tempo il destinatario della lettera, in questo caso il presidente del Consiglio, si sarebbe affrettato a fornire al capo dello Stato le informazioni richieste. Oggi non è più così, tanto è vero che l’unico commento è venuto ieri dal presidente del Senato, Schifani, il quale ha detto di pensarla «esattamente come il presidente Napolitano», anche se è possibile immaginare che «si possano insediare nel territorio, al nord, al centro e al sud, delle sedi periferiche dei ministeri».  (leggi tutto l’articolo)

 

^^^^^^^^^^^^^^^

Il Tempo.it

Sindacati, banche e imprese chiedono un patto per la crescita

del 28 luglio 2011

 

“”Per evitare che la situazione italiana divenga insostenibile occorre ricreare immediatamente nel nostro Paese condizioni per ripristinare la normalità sui mercati con un recupero di credibilità nei confronti degli investitori””.

Abi, Alleanza cooperative italiane (Confcooperative, Lega cooperative, Agci), Cgil, Cia, Cisl, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confindustria, Reteimprese italia (Confcommercio, Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confesercenti), Ugl, Uil in una nota congiunta diffusa oggi analizzano la situazione economica italiana. Guardiamo con preoccupazione al recente andamento dei mercati finanziari. «Il mercato non sembra riconoscere la solidità dei fondamentali dell’Italia» spiegano.

«Siamo consapevoli che la fase che stiamo attraversando dipende solo in parte dalle condizioni di fondo dell’economia italiana ed è connessa a un problema europeo di fragilità dei paesi periferici» proseguono. «A ciò si aggiungono i problemi di bilancio degli Stati Uniti. Ma queste incertezze dei mercati si traducono per l’Italia nel deciso ampliamento degli spread sui titoli sovrani e nella penalizzazione dei valori di borsa – aggiungono – ciò comporta un elevato onere di finanziamento del debito pubblico ed un aumento del costo del denaro per famiglie ed imprese».(continua)

 

^^^^^^^^^^^^^^^

Il sole 24 ore .it

Nove impegni per la crescita

del 28 luglio 2011

 

…Rigore e crescita sono un binomio inscindibile per impedire che l’Italia finisca in questo circolo vizioso. La manovra approvata ieri definitivamente va nella direzione giusta del pareggio di bilancio, ma è indispensabile una fase due che ponga la crescita al centro della politica economica. Il metodo della coesione ha dato buoni frutti e va riproposto su alcuni punti. Il Sole 24 Ore ne indica nove irrinunciabili. Non si tratta solo di agire su entrate e spese ma anche di adottare misure che segnino un cambiamento nel modo di operare della pubblica amministrazione e restituiscano agli operatori – cittadini e imprese – gradi di libertà e trasparenza nei rapporti con lo Stato.

 

1 – Riduzione della tassazione sul lavoro che porti a un alleggerimento dell’Irap attraverso una rimodulazione dell’Iva. Questa ricomposizione darebbe più slancio al Pil, perché la riduzione del costo del lavoro agisce su competitività, prezzi e margini delle imprese e ampiamente compensa l’effetto negativo sui consumi dell’inasprimento dell’Iva. Per evitare che la maggior aliquota Iva finisca in maggiore evasione occorre potenziare gli strumenti di controllo.

 

2 -L’innalzamento dell’età pensionabile obbligatorio per tutti a 70 anni, accorciando il percorso che, con l’ultima manovra, farebbe raggiungere tale soglia nel 2050, per arrivarvi entro il 2020. Ciò permetterebbe di pagare pensioni più elevate e di ridurre gradualmente il carico dei contributi sociali molto elevati.

 

3 – L’Europa adotti eurobond (titoli di debito europeo) per sostenere i Paesi in difficoltà, evitando l’innalzamento nell’area euro dei tassi e garantendo la possibilità per tutti i Paesi membri di finanziarsi a costi accettabili. L’Efsf (ma si possono immaginare anche altri emittenti come la Bei o il nuovo veicolo Esm) potrebbe collocare bond fino a 2.000 miliardi (dagli attuali 225) con garanzie pari a circa 3.500 miliardi. Questa raccolta potrebbe servire anche a sostenere direttamente (e non a parole) investimenti in infrastrutture transnazionali con una importante ricaduta anche per l’Italia.

 

4 – Scossa forte sulle privatizzazioni a cominciare dalla Rai e dalle aziende di public utility oggi possedute da enti locali o da loro controllate. Al di là dei vantaggi diretti sul debito e quindi del risparmio sulla spesa per interessi, si ridurrebbe drasticamente l’intervento diretto della politica (e delle sue logiche spartitorie e di arricchimento) nella produzione di beni e servizi.

 

5 – Un piano di liberalizzazione di licenze e orari per tutte le attività del commercio, servizi, farmacie, para-farmacie e reti distributive. Liberalizzazione delle professioni. Potenziamento del ruolo dell’Antitrust. Adozione del principio per cui nessun cittadino e nessuna impresa sono tenuti a presentare certificazioni che sono già in possesso della pubblica amministrazione.

 

6 – Definire un patto di stabilità interno effettivamente non derogabile sui parametri dei costi standard per la spesa sanitaria.

 

7 – Aumento delle rette universitarie. Non c’è motivo per cui chi può permetterselo non debba pagare in modo adeguato l’investimento formativo dei figli. Gli studenti meritevoli e non abbienti vanno invece sostenuti con un sistema generoso e mirato di borse di studio e/o di prestiti (come in numerose esperienze straniere).

Ciò spingerebbe a migliorare nettamente la gestione delle università, perché ne farebbe dipendere il finanziamento in modo più marcato e diretto da quanto gli studenti versano. Abolizione del valore legale del titolo di studio, per cui non varrà più che un diploma ottenuto abbia lo stesso valore indipendentemente dalla bontà dell’ateneo in cui è stato conseguito.

 

8 – Trasparenza della pubblica amministrazione:una forte iniziativa con l’adozione di una legge per la libertà d’informazione (“”Freedom of Information Act””, secondo le migliori esperienze straniere). Questo consentirebbe di monitorare l’operato dei funzionari pubblici e li renderebbe più responsabili di inutili ritardi, evitando il rimpallo delle pratiche tra un ufficio e l’altro.

 

9 – Riduzione dei costi della politica: adeguamento immediato delle indennità dei parlamentari e del numero degli eletti alla media europea, abolizione dell
e Province e accorpamento dei Comuni più piccoli, dimezzamento delle rappresentanze dei consigli regionali, comunali e circoscrizionali e riduzione dei componenti dei cda di tutte le società controllate dagli enti locali. Queste scelte possono avere un significato speciale per restituire credibilità alle istituzioni.

 

Siamo ben consapevoli che la ricetta per la crescita è composta da molti ingredienti e che questa lista non li esaurisce certo tutti. Le imprese stesse devono agire sulla propria governance, patrimonializzazione, dimensione, innovazione come mostrano i sempre più numerosi casi di successo. Ma l’ingrediente principale è costituito dalla fiducia e queste misure ridarebbero slancio alla voglia di fare che negli imprenditori e nei lavoratori italiani non è mai venuta meno e che è il vero capitale del Paese. (leggi tutto l’articolo)

 

^^^^^^^^^^^^^^^

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

**NOI CONTRO LE MAFIE**

Incontro con GIUSEPPE ANTOCI Venerdì 10 febbraio ore 21 Istituto Alcide Cervi via Fratelli Cervi 9 – Campegine (RE) conduce Pierluigi Senatore Giuseppe Antoci, ex