Offesa alla onorabilità della persona

Condividi su i tuoi canali:

C'è una condanna, a versare mille euro per ""avere fatto perdere tempo alla giustizia"", cosa molto grave, data la mole immensa di lavoro che essa deve svolgere e che quotidianamente si incrementa.Non è chiaro, tuttavia, come mai,da cinque anni, d'ufficio,vada avanti un processo per un tappino da 10 cent... art. di Maria


Bella come frase.

Frase di quelle che riempiono la bocca, ai parlatori per frasi fatte, ai conversatori banali, agli oratori senza idee. E’ anche una frase che motiva una sentenza, sulla quale non si deve dire nulla, perché la sentenza viene dalla Cassazione, non è  da qualche giornalista da quattro soldi o da una persona qualsiasi..Per la Cassazione il gesto equivale a ingiuria.[1]

Mostrare il dito medio per offendere una persona è reato come prenderla a parolacce.

Lo stabilisce la V° sezione penale della Cassazione, confermando la condanna inflitta a una donna dal giudice di pace di Domodossola. L’imputata, sicuramente con un comportamento volgare, molto sguaiato e tutt’altro che femminile,  aveva mostrato il pugno con il dito medio alzato al marito, incrociato per caso in automobile, marito dal quale si stava separando. Forse la precisazione è superflua, dato che un simile atto indica comunque che l’idillio era finito. Comunque la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della donna contro il verdetto del giudice di pace. La signora ha cercato di sostenere che il suo gesto non era stato accompagnato dal alcuna “”frase di contorno””, quindi non poteva offendere l’ormai quasi ex marito, ma la Cassazione ha invece ritenuto valide le parole del marito secondo il quale il gestaccio del 23 maggio 2006 era stato preceduto, il 17 maggio, da un insulto verbale profferito dalla ormai quasi ex moglie. Spiega la Cassazione che i due episodi, quello verbale e quello gestuale, esprimono entrambi, sebbene con “”modalità difformi”” una “”offesa”” alla onorabilità della persona alla quale sono indirizzate.

La donna è stata quindi condannata a una multa (la cui entità non è nota) e anche al pagamento delle spese processuali. La donna dovrà poi versare mille euro alla cassa delle ammende per avere fatto perdere tempo alla giustizia.

Tutto splendido, in particolare e lo dico senza ironia, quell’ammenda per aver fatto perdere tempo alla giustizia che, è cosa nota, dovrebbe disporre di giornate di quarantotto ore, almeno, per poter svolgere la mole immensa di lavoro che quotidianamente si incrementa. Non è chiaro, tuttavia, come mai, d’ufficio, la giustizia vada avanti da cinque anni un processo  per un tappino da 10 centesimi, sottratto per dispetto…(Posare il fiasco 2)

Qualche domanda comunque il cittadino può e deve porsela.

E’ reato un gesto volgare e villano, come quello della signora di Domodossola… ma, incomprensibilmente, non è reato picchiare e insultare la moglie, se essa ha un carattere forte.

E non si capisce perché un genitore, separato da molti anni, debba pagare gli alimenti alla moglie e alla figlia, trentottenne, laureata, disoccupata perché non ha accetta un lavoro che non sia all’altezza della sua laurea, sana di mente e di corpo…affetta, tutt’al più da una forma di poltronite a quanto pare inguaribile, se ormai i tre sono finiti in Cassazione. E poco importa se le condizioni economiche, e purtroppo anche la salute, del padre e marito rispettivamente delle due persone suddette, sono tutt’altro che buone, dato che è attualmente ricoverato in ospedale.

Non posso fare il nome di questa persona, per il suo diritto al riserbo, ma la conosco personalmente e vorrei tanto che gli fosse possibile leggere queste righe, come ha sempre fatto da quando scrivo su Bice.

La Legge giustamente, considera reato che qualcuno diffonda, del tutto, o in parte, notizie e comunicazioni  contenute in mail…Vale a dire, se io scrivo a Tizio che Caio mi sta sullo stomaco, commette un reato il predetto Tizio, se invia, o fa leggere, in tutto o in parte ciò che ho scritto. Ma, la Legge, assurdamente dice anche  che insultare via mail non è reato

E, ancora, risulta lontano dalla comprensione del comune cittadino che  siano stati scarcerati[2] i Rom che hanno picchiato a morte Emanuele Fadani, di Alba Adriatica, grazie alla diversa configurazione dell’ipotesi di reato data dal GIP Marina Tommolini, per la quale si tratta di un omicidio preterintenzionale, non volontario. Dunque, i termini della custodia cautelare, sei mesi, sono scaduti. Nella motivazione, immagino molto ponderata, si definisce l’impostazione dell’inchiesta come  frutto di una «esasperazione accusatoria dettata dal clamore della vicenda».

I cittadini non hanno, normalmente, la preparazione specifica per entrare nel merito, di questa come delle altre vicende, ma sicuramente hanno la consapevolezza che la frattura tra essi  e la Legge  sia sempre più profonda e che la Giustizia, e il Codice che regola ogni sua azione, siano ormai molto lontani da essi, quasi su un altro pianeta.

                                                                               Maria

 



[1] http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo485933.shtml

[2] http://ilcentro.gelocal.it/teramo/cronaca/2010/07/11/news/rom-scarcerati-parte-il-ricorso-2157029

[ratings]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In evidenza

Potrebbe interessarti anche...

Libri di Storia fatti di pietra

Servizio fotografico di Corrado Corradi ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^Nella giornata di sabato 1° ottobre 2022, in strada Canaletto Sud, angolo via Finzi, c’è stata la cerimonia di inaugurazione