Ode all’Italia

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“Dimmi chi ti ha ridotta in questo stato d’animo. Cervelli in fuga, capitali in fuga, migranti in fuga dal bagnasciuga”art. di Alex Scardina

 

“Vado via da questo Paese di merda”. Questo è lo sfogo da accademia della crusca non di un giovane laureato alla disperata ricerca di un posto di lavoro dignitoso, ma del nostro primo ministro, alias Silvio Berlusconi. La frase è tratta da un’intercettazione telefonica datata 13 luglio e che vedeva come interlocutore Valter Lavitola. Ora, usando una serie di splendide canzoni, navigo tra lo sdegno per quanto letto e l’amore che provo per l’Italia.

 

1- “Se telefonando io potessi dirti addio ti chiamerei. Se io rivedendoti fossi certa che non soffri ti rivedrei. Se guardandoti negli occhi sapessi dirti basta ti guarderei. Ma non so spiegarti che il nostro amore appena nato è già finito”. Queste tre righe vennero scritte da Maurizio Costanzo per Mina. Si tratta forse della sua canzone più famosa, e oggi…è ancora attualissima!

 

2- “E poi se ne vanno tutti! Da qua se ne vanno tutti! Non te ne accorgi ma da qua se ne vanno tutti!

E poi se ne vanno tutti! Da qua se ne vanno tutti! Non te ne accorgi ma da qua se ne vanno tutti Goodbye Malincònia, Come ti sei ridotta in questo stato? Goodbye Malincònia, Dimmi chi ti ha ridotta in questo stato, Goodbye Malincònia, Come ti sei ridotta in questo stato? Goodbye Malincònia, Dimmi chi ti ha ridotta in questo stato d’animo. Cervelli in fuga, capitali in fuga, migranti in fuga dal bagnasciuga. È Malincònia, terra di santi subito e sanguisuga Il Paese del sole, in pratica oggi Paese dei raggi UVA. Non è l’impressione, la situazione è più grave di un basso tuba. E chi vuole rimanere, ma come fa?! Ha le mani legate come Andromeda! Qua ogni rapporto si complica come quello di Washington con Teheran”. Tratta da Goodbye Malinconia di Caparezza

 

3- “Buonanotte all’Italia deve un po’ riposare, tanto a fare la guardia c’è un bel pezzo di mare, c’è il muschio ingiallito dentro questo presepio che non viene cambiato, che non viene smontato e zanzare vampiri che la succhiano lì, se lo pompano in pancia un bel sangue così. Buonanotte all’Italia che si fa o si muore o si passa la notte a volerla comprare”. Buonanotte all’Italia, di Luciano Ligabue

 

4- “Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere di gente infame, che non sa cos’è il pudore, si credono potenti e gli va bene quello che fanno; e tutto gli appartiene. Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni! Questo paese è devastato dal dolore…” Povera Patria, di Franco Battiato

 

5- “Viva l’Italia, l’Italia liberata, l’Italia del valzer, l’Italia del caffè. L’Italia derubata e colpita al cuore, viva l’Italia, l’Italia che non muore. Viva l’Italia, presa a tradimento, l’Italia assassinata dai giornali e dal cemento, l’Italia con gli occhi asciutti nella notte scura, viva l’Italia, l’Italia che non ha paura. Viva l’Italia, l’Italia che è in mezzo al mare, l’Italia dimenticata e l’Italia da dimenticare, l’Italia metà giardino e metà galera, viva l’Italia, l’Italia tutta intera. Viva l’Italia, l’Italia che lavora, l’Italia che si dispera, l’Italia che si innamora, l’Italia metà dovere e metà fortuna, viva l’Italia, l’Italia sulla luna. Viva l’Italia, l’Italia del 12 dicembre, l’Italia con le bandiere, l’Italia nuda come sempre, l’Italia con gli occhi aperti nella notte triste, viva l’Italia, l’Italia che resiste”. Viva l’Italia, di Francesco De Gregori

 

Una postilla: se avete altri testi da segnalare fatelo pure, arricchiamo l’elenco per tutti coloro che amano l’Italia. Il paese delle mamme, della pizza, del bel mare e delle candide montagne, dei professori precari e dei politici col posto fisso; la nazione delle banane, sì, ma anche di ciliegie, mele, arance e limoni. L’Italia del piatto di pasta in famiglia, degli amici, e degli amici degli amici. Il paese di “Azzurro”, “Volare” e “Ma il cielo è sempre più blu”; del verde, del rosso e della Rossa. La nazione che vince, e che se perde stravince nell’orgoglio. Affidiamo l’Italia a chi la ama!

 

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