“ o di qua o di là” ? UDC : Pier Ferdinando Casini premier!

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Si rimescola solo il mazzo delle carte e si aggiunge qualche giocatore, ma la partita rimane sempre la stessa o qualcosa di imprevisto si è messo in moto? Davide Torrini, Commissario Provinciale dell’ UDC di Modena ci illustra il suo pensiero

Dott. Torrini , l’UDC, dopo 14 anni di fiducia ininterrotta a Berlusconi, ora  propone al paese la candidatura a premier dell’on. Pier Ferdinando Casini. Quale è la motivazione politica sostanziale che vi fa pervenire ad una decisione così inaspettata e per certi aspetti traumatica?

 

Ci sembrava naturale rilanciare, innovandola e rinnovandola, l’alleanza di centrodestra, dove quattro distinte identità concorrevano con la loro storia e i loro valori a proporre un programma di governo unitario per rilanciare l’Italia dopo la disastrosa esperienza del governo Prodi. Ma un bel mattino abbiamo furtivamente scoperto che due di questi partiti (FI e AN) avevano legittimamente deciso di costituire un cartello elettorale che si alleava con la Lega, ma incomprensibilmente negava tale alleanza all’UDC, invitandola perentoriamente ed obbligatoriamente ad entrare in questo cartello elettorale preparato da altri. Abbiamo giudicato inammissibile ed irricevibile tale ricatto, riproponendo con forza la nostra identità cristiana, la nostra storia e i nostri valori, disponibili a concorrere con questi ad un programma comune ed un’azione di governo guidata da Silvio Berlusconi.

L’ostinazione del rifiuto ha reso evidente che la volontà di vendetta verso un partito che non ha mai piegato la schiena, sostenendo con lealtà e chiarezza le proprie opinioni, era prevalente rispetto alla necessità di tutela del bene comune e del rilancio dell’Italia.

Si può scegliere liberamente di aderire ad un cartello elettorale (come fa AN), ma uno schieramento che si definisce liberare non può negare la libertà di esistenza e di espressione ad una identità forte e storicamente consolidata come quella rappresentata dall’UDC.

 

Era ed è evidente una volontà punitiva verso di noi, che abbiamo per tempo previsto che il governo Prodi non sarebbe mai caduto per una spallata di piazza ma per le sue contraddizioni interne, che bisognava sedersi ad un tavolo maggioranza e opposizione per riscrivere le regole del gioco, in primis la legge elettorale, che non si poteva negare il sostegno ai nostri militariin Afghanistan, dove proprio noi li avevamo mandati: troppo volte distinguendoci abbiamo avuto ragione, quindi peccato di lesa maestà! 

 

L’UDC dunque  si presenterà da sola agli elettori: Vuole ricordarci in pratica cosa cambierà rispetto a prima? Quale è la percentuale di sbarramento che dovrete superare? E dopo come si rapporta con chi è chiamato a formare un nuovo governo?

 

Correndo da sola l’UDC deve superare il 4% a livello nazionale per la Camera dei Deputati, quando nel 2006 prese ben il 6,8%.

Al Senato, invece, occorre superare l’8% regione per regione: questa cifra è molto ambiziosa per la nostra regione (ma siamo comunque ottimisti in merito), mentre è alla portata in almeno altre 8 regioni.

Per quanto ci riguarda, poi, se una coalizione vince forma il governo con i propri alleati. Quindi se vinciamo noi lo forma Casini, se vince qualcun altro noi staremo dove gli elettori ci avranno messo: all’opposizione.

 

A volte la politica italiana si basa sul disprezzo dell’avversario: E’ come se i giocatori delle squadre di calcio invece del pallone prendessero a calci gli avversari. Saremo dunque costretti per altri 5 anni a prendere posto sulle gradinate per poi dividerci in fanatiche bande contrapposte? Ci sarà chi avrà come nemico da combattere il berlusconismo , chi il comunismo e voi chi dovrete combattere?

 

Non credo che andrà a finire così. Anzi scorgiamo nei fatti e negli atteggiamenti un accordo strisciante tra Veltroni e Berlusconi. Perché, ad esempio, Berlusconi ci nega un accordo che gli garantirebbe la vittoria, mettendo a rischio la sua maggioranza al Senato? Forse perché vuole creare le condizioni per essere costretto dai numeri al governo con i tanto vituperati comunisti?

A pensar male …

Noi non abbiamo nemici da combattere, abbiamo valori storicamente forti dai quali scaturiscono programmi concreti e azioni che proponiamo a tutti per il bene comune e per il rilancio del Paese

E’ urgente, ad esempio, sostenere le famiglie nella loro fatica quotidiana, soprattutto le più numerose che finiscono troppo spesso sotto la soglia di povertà: i figli sono una ricchezza per tutta la società, non solo per le famiglie che decidono di procreare, che vanno dunque sostenute con vere deduzioni famigliari, nuove ed efficaci politiche sulla casa e per il lavoro.

Anche chi intraprendere, piccoli, grandi e piccolissimi imprenditori, devono sentire lo Stato come amico e partner, che sostiene l’operosità di coloro che concorrono alla ricchezza di tutti creando opportunità di lavoro: basta agli eccessi sulle tasse
e sulla burocrazia che stanno facendo perdere la voglia di lavorare e di rischiare.

E’ ora di passare, infatti, ad una politica che sceglie e decide con coraggio e lungimiranza, vincendo i veti dei particolarismi e dei corporativismi: a non decidere si finisce come in Campania con i rifiuti, i problemi stanno lì a marcire e si creano le grandi emergenze nazionali a causa di una classe politica inadeguata che spera, stando a guardare per non scontentare nessuno, che i problemi si risolvano da soli.

Si dunque all’energia nucleare, per ridurre i costi energetici delle famiglie e delle imprese, che possono così recuperare competitività, si ad una politica del merito, perché chi vale, anche se proviene dalle fasce più povere, possa aspirare a diventare classe dirigente del paese e, senz’altro, si alla vita, il bene più prezioso che abbiamo, non per abolire le 194, cosa che non ci interessa, ma perché tutti insieme, laici e cattolici, si possano costruire le condizioni sociali, economiche e famigliari affinché la donna possa decidere di non abortire, difendendo la vita che custodisce per la gioia e la felicità di tutti.

 

Una curiosità locale: il suo collega in consiglio comunale Antonio Maienza abbandona l’Udeur! Quale è il suo pensiero in proposito…?

 

Nulla in particolare. Ho già abbastanza da pensare all’UDC …

 

Lei parla di un UDC che si ispira ai valori cristiani che intendete salvaguardare. In realtà alcuni vostri parlamentari( si presume portandosi appresso buona parte dei propri elettori) sono già passati con Fini e Berlusconi. Questo può significare 1) certo vostro elettorato è in realtà divenuto insensibile a quei valori e se ne va perché maggiormente attratto da altro; 2) ci sono vostri elettori che ritengono  i valori cristiani come ormai acquisiti e fatti propri da tutta la Destra, rendendo così superflua l’esistenza dell’UDC. Lei  che lettura ci propone in proposito?

 

Nessuno, e di certo non noi, può pensare di avere l’esclusiva dell’ispirazione ai valori cristiani. Di certo solo l’UDC fa di questo elemento il tratto identitario e costitutivo della propria soggettività politica, e proprio per questo non è disposta a rinunciarvi: nella mediazione per concorrere ad un programma condiviso si può rinunciare a qualcosa, ma non a se stessi. Si dialoga e ci si confronta a partire dalla propria identità, non mischiandole insieme: è la stessa ragione per la quale siamo contrari a togliere i crocifissi e i presepi, vogliamo incontrare ed accogliere a partire da ciò che siamo, non rinnegandolo.

Se altri amici, poi, preferiscono “contaminare” il grande cartello padronale del PdL li rispettiamo e, ricordando la storia del PPI e della Margherita, auguriamo loro miglior fortuna.

 

Indubbiamente a lei tocca una campagna elettorale con percorso completamente in salita. Si ha l’impressione che anche voi come tante cicale abbiate disperso molto per strada illudendovi che l’estate fosse eterna al seguito di una infinita guerra al comunismo o al nemico condotta dal vostro candidato premier per 14 anni. Adesso, da parte vostra, quale dovrebbe essere  la prima virtù politica da recuperare come operose formiche?

 

Crediamo nella libertà, nella possibilità di far vivere la nostra identità cristiana, che non è un dato religioso, ma l’origine della nostra grande civiltà, fatta da credenti e non credenti che cooperano per il bene di tutti. Possiamo aver commesso errori anche noi, come tutti, forse anche di superbia e di sottovalutazione della realtà che avevamo di fronte: ma siamo uomini e anche da lì vogliamo ripartire con determinazione e umiltà, con coraggio e intelligenza, con quella passione per l’umano che abbiamo imparato e vissuto dentro al nostro grande popolo.

 

Secondo lei, il vostro elettore modenese medio è  legato alle vostre radici storiche, alla coerenza della loro testimonianza con molta determinazione o con poca affezione? Sembra sia sufficiente la discesa in Modena di una certa Michela Vittoria Brambilla per scardinare decenni e decenni di militanza! Quale è il suo pensiero in proposito?

 

 Io credo che il nostro elettorato sia ancora legato ai valori di fondo della nostra tradizione. Certo le pressanti campagne mediatiche distraggono, propongono nuovi valori e nuovi idoli, tipo “grande è bello”, “piccolo è inutile”, ecc.; sta al nostro impegno richiamare tutti e ciascuno alla propria responsabilità storica, a scegliere non con l’istinto o la convenienza, ma con coraggio e lungimiranza.

 

Per concludere il lei parla di UDC come alternativa di centro. Ma questo centro che si trova tra una destra e una sinistra che intenzioni avrà? Governerà da solo? Con altri?
O farà sintesi politica fra schieramenti contrapposti?

 

Noi concorriamo per governare il paese con Casini premier. Chiediamo a tutti gli elettori moderati di centro di sostenerci quale vera e nuova alternativa al maquillage che Veltroni sta tentando per far dimenticare il disastro Prodi. Peraltro, con le scelte che ha fatto, Berlusconi si trova a guidare una coalizione di destra padronale, dove abbondano populismo e demagogia, proprio ciò che non serve per risollevare e rilanciare il paese.

Se vince qualcun altro l’UDC starà all’opposizione, coerente, come sempre, con il mandato elettorale, proprio come qualche settimana fa quando, volendo, Casini avrebbe potuto guidare il governo per fare la legge elettorale …

Se poi Veltroni e Berlusconi hanno già deciso di fare un governo insieme non hanno certo bisogno della nostra mediazione, si accomodino e, magari, prima lo facciano presente anche agli elettori, perché più lo negano con forza e più ci si insospettisce!

 

Concludiamo con un gioco: Se in Italia ci fosse la possibilità di fare le primarie all’americana…Tra gli attuali candidati premier (Berlusconi, Bertinotti, Casini, Santanchè, Tabacci e Veltroni) chi farebbe la parte della sorpresa …Obama?

 

Senz’altro Casini, e non per paggeria o partigianeria. E’ oggettivamente l’unica vera novità rispetto all’alternativa “o di qua o di là” che ha fatto perdere 14 preziosi anni a questo nostro straordinario paese, ricco di persone, famiglie e imprese che ogni mattina si alzano ed operano con cuore e intelligenza e rendono grande l’Italia nonostante le vuote promesse e la pelosa retorica dei Prodi, Berlusconi, Bertinotti e Veltroni di turno

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